Vedo spesso annunci di persone che offrono la possibilità di pubblicare guest post su siti con tanto traffico e a prezzi importanti, parlo di alcune centinaia di euro, e altrettanto spesso vedo gente in estasi al solo pensiero di poter ricevere un backlinks da questi siti.

Ma ne vale davvero la pena? Spendere tutti quei soldi è cosa giustificata? Se lo scopo dell’acquisto è quello di fare link building, a parer mio NO.

Secondo me l’equazione tanto cara a tanti “ha tanto traffico quindi spinge sicuramente tanto” è sbagliata. Troppi considerano soltanto traffico e prezzo. Stop.

Il mercato dei guest post è da sempre un grande bazar dove a mio avviso un buon 70% chi vende e di chi compra di link building ne capisce assai poco, ma da qualche tempo credo che si sia arrivati al paradosso.

Siamo arrivati al punto dove taluni fenomeni scartano siti con l’80% delle keywords nelle prime tre posizioni perché il sito proposto ha “soltanto” 2K di traffico/mese, senza considerare che un sito sulla “pesca alla Trota In Lago” (volume 150 ricerche/mese) pur essendo un sito leader nelle sue SERP non potrà mai avere lo stesso traffico di un sito sui “Film in Streaming” (volume 126.000 ricerche/mese) che sarà inevitabilmente maggiore anche laddove non dovesse essere posizionato benissimo.

Il volume del traffico organico che un sito e la spinta derivante dai suoi link in uscita sono due cose che a parer mio NON viaggiano di pari passo. In assenza di altri punti a favore oltre al traffico (che indubbiamente lo è), ci si potrebbe anche ritrovare ad aver speso un sacco di soldi per un backlink che nei fatti “spinge” quanto un backlink da un sito che costa 5 o 10 molte meno.

Per come la vedo io, quando si fa link building, il traffico organico di un sito, in qualunque modo esso venga espresso, se considerato come unico elemento di valutazione NON è un parametro che giustifica l’ acquisto di guest post a certi prezzi , a meno che non si parli di digital PR e non di link building.

Come sappiamo lo scopo della digital PR è parecchio differente da quello della link building, e troppe persone, secondo me, confondono l’utilità e la finalità delle due strategie. Anche tra gli addetti ai lavori. Soprattutto tra gli addetti ai lavori.

Quando si fa link building si pubblicano guest post con una strategia ed un obiettivo ben precisi che è quella di andare ad ottenere backlinks che possano contribuire al miglioramento delle parole chiave del sito linkato utilizzando specifiche anchor text, manipolative o di altro tipo ma comunque rientranti in una strategia di posizionamento del sito.

Quando si fa digital PR si pubblicano guest post sopratutto per ottenere visibilità, il c.d. “fare branding” o per perseguire altri obiettivi come il potenziamento della brand reputation e della brand identity o brand awareness, linkando prevalentemente su anchor brand o url naked all’interno perlopiù pubbliredazionali.

In questo secondo caso è naturale, giusto e corretto optare per siti con elevato traffico, costi quel che costi (sia chiaro eh, secondo me ve li fan pagare comunque troppo anche in questo caso).

Però …c’è un però: tanti credono di fare link building e invece fanno digital PR, (a loro insaputa!)

Quando si pubblicano articoli su siti dal traffico “monstre”  con l’obiettivo e nella speranza di ottenere un reale beneficio in termini di visibilità, e non tanto per avere un backlink potentissimo che non necessariamente arriverà con certezza (questo aspetto lo vedremo in seguito), è assolutamente necessario produrre un guest post che possa posizionarsi bene, in modo che possa ricevere esso stesso traffico organico, senza pensare ne sperare che il guest post in questione possa essere letto (e il link cliccato) da utenti che sono finiti su quel sito per aver cercato su Google tutt’altra parola chiave, e qui, cari amici , davvero tutti i nodi vengono al pettine.

Perché? perché in tante, troppe persone, è del tutto assente la cultura del guest post fatto “come Cristo comanda”. Sia che la pubblicazione la si paghi 20 € sia che la si paghi 300 €, in tutti i casi, spesso, spessissimo, i contenuti sono fatti “tanto per” infilarci (male) il link. E questo è un “male” che colpisce indistintamente sia i neofiti che numerosi addetti ai lavori.

Non capisco, non mi capacito, sicuramente sarà un mio limite, ma davvero non comprendo come si possa spendere un sacco di soldi per voler a tutti i costi pubblicare guest post su siti dal traffico “mostruoso” (ma il discorso vale anche per siti da 20 € con poco traffico) per poi mandare in pubblicazione articoli mediocri ovvero senza keywords research alla base, non ottimizzati, smaccatamente promozionali (mi son sempre chiesto ma perché non ci scrivono pure quanto l’hanno pagato? cosi almeno completano la frittata!) e con anchor text da brividi stile “Ristrutturazioni Milano Preventivo”. A proposito di errori nella costruzione delle anchor text questo articolo potrebbe esservi utile.

Per come la vedo io, ai fini della link building e della scelta dei siti da cui acquistare la pubblicazione di guest post, il traffico organico , preso come unico parametro, non conta una beata mazza. In qualunque modo esso venga espresso. Ritengo invece sia un parametro utile se valutato assieme ad altri aspetti.

Certo, se avete la necessità di adottare una strategia che preveda di scrivere sui social “anche Repubblica.it parla di noi” allora non avete scelta: per la “Sbùròn Strategy”  (detto alla romagnola!) ci vogliono assolutamente questo tipo di siti, dove più che il traffico conta il nome del sito ovvero la sua autorevolezza agli occhi della gente.

Il traffico organico di un sito e tutti i tool e metriche varie che pretendono di misurarlo ci dicono soltanto che quel sito è più o meno visitato (sono solo stime basate sul posizionamento delle keywords, non è legge!) ma a parer mio, quello che bisognerebbe realmente andare a vedere per una corretta valutazione del sito e dunque del prezzo richiesto, è la distribuzione delle keywords rispetto alla globalità dei contenuti pubblicati.

Alzi la mano chi fa questo controllo? Non posso vedervi ma secondo me siete pochi, pochissimi. 

Quando si è disponibili a spendere centinaia di euro per pubblicare guest post su un sito ad elevato traffico – sempre che il guest post si posizioni e riceva traffico, il che non è affatto scontato se la qualità dei contenuti è quella che spesso vedo – bisognerebbe essere almeno certi che il sito  goda di talmente tanta fiducia da parte di Google da posizionare bene quasi tutto quel che pubblica.

Se un sito che ha all’attivo 800 articoli pubblicati ne dovesse avere 80 (10% de post globali) che da soli generano il 90% del traffico globale, allora quel sito secondo me non è “buono” come si si potrebbe pensare. Non sto dicendo che non sia un sito valido dico solo che secondo me non vale tutti quei soldi. Magari pagandolo un quinto del prezzo richiesto sarebbe un grande affare.

Tra i siti con tanto traffico che vendono a caro prezzo la pubblicazione di guest post ce ne sono anche con profili di link in ingresso piuttosto scarni, composti da pochi domini linkanti e magari di scarso valore. La mia opinione è che la “spinta” che il sito linkato andrebbe a ricevere da backlinks provenienti da quel tipo di siti sia piuttosto modesta e comunque per nulla in linea con le aspettative, lecite, di chi dovesse aver sborsato qualche centinaio di euro per ottenerlo.

Si, penso lo abbiate capito, io credo fermamente che nella “spinta” che un link può esercitare a giocare un ruolo fondamentale sia il profilo backlinks dei siti donors.

Ma allora, come deve essere un buon sito per sfruttarlo al meglio al fine della link building?

Si fa link building per posizionare le keywords pertanto per centrare l’obiettivo servono backlinks provenienti da siti “utili alla causa”, che questi siti “utili” abbiano poco o tanto traffico secondo me è un aspetto secondario. Il traffico ha la sua importanza ma il suo elevato volume non è sempre requisito indispensabile quando si selezionano siti da cui farsi linkare.

La distanza dalla radice, questo elemento sconosciuto

Questi siti con traffico mostruoso sono in genere siti “strutturati”, con una redazione stabile e che pubblica contenuti con elevata frequenza, ma sono anche siti dove molto spesso a distanza di poche ore o pochi giorni dalla pubblicazione, il guest post finisce a una distanza siderale dalla home page, che è la pagina generalmente più in trust dell’intero sito, lontano anche 5, 6 o più click dalla home. Questo aspetto secondo me ai fini della link building non è cosa buona. La forza del backlink scema man mano che ci si allontana dalla home.

Quasi nessuno tiene conto della struttura delle url degli articoli pubblicati dai siti dove acquista guest post,  e sottovalutare questo aspetto a mio parere è un errore.

Sono dell’avviso che a parità di metriche, un backlink da un guest post con url con questa struttura http://www.dominio1.it/casa/bagno/piastrelle/come-rivestire-il-bagno/ vale molto meno in termini di juice link (spinta) rispetto da un sito con url con questa struttura http://www.dominio2.it/come-rivestire-il-bagno/. A distanza di tempo il primo sarà raggiungibile con 5 o più click mentre il secondo el 90% dei casi lo sarà con 2 click, al massimo 3.

Qualcuno forse avrà notato che gran parte dei siti utilizzati per fare link building gestiti da me e da tanti altri colleghi SEO specializzati in link building (per cortesia non confondeteci  con i venditori di link) generano permalink di questo tipo http://www.dominio2.it/come-rivestire-il-bagno/.

Secondo voi, perché? La ragione è semplice, i clienti ci pagano per ottenere risultati, ci pagano per posizionare le keywords di loro interesse, non possiamo proporre url stile http://www.dominio1.it/casa/bagno/piastrelle/come-rivestire-il-bagno/ perché sappiamo che il backlink ne andrebbe a perdere, sarebbe un po come offrire del vino Tavernello a chi si aspetta dell’ottimo Amarone della Valpolicella. Anche no, grazie.

Io sono dell’opinione che sia molto importante che il sito su cui decidiamo di pubblicare il guest post abbia un profilo link “bello tosto” , meglio ancora se con link da siti a tema e istituzionali, e che la parte finale della URL (il nostro articolo) sia quanto più prossimo alla radice del dominio e raggiungibile dalla home con il minor numero di click possibili.

Ne approfitto per un markettone: amici, da oggi sui miei siti si possono acquistare anche link dalla home, la pagina più potente dell’intero sito. Chiuso il markettone.

Il Profilo link del sito che ci linka

Come già detto, io ritengo che affinché il backlink “spinga” il profilo link del sito che ospita il nostro guest post debba essere bello tosto, con tanti link di qualità provenienti da siti autorevoli , meglio ancora se con link da siti a tema e da siti istituzionali.  Facciamo un esempio pratico, ipotizziamo di dover fare link building per posizionare un sito a tema salute.

Spinge di più un backlink da 200/250 € in arrivo da un sito a tema salute con 100K di traffico/mese linkato da altri blog amatoriali sulla salute e non, oppure un backlink a 50/70 € da un sito con “soli” 5K di traffico/mese ma con linkato da siti del calibro de: ministerosalute.it – salute.gov.it – camera.it – inail.it – unipi.it – regioni.it – ausl.bologna.it – cardiologicomonzino.it – istitutotumori.na.it – ospedalesanmartino.it – fondazionesanraffaele.it e tanti altri ancora di questo tenore !?

A parer mio il sito con soli “5K” di traffico/mese vince a mani basse e vi lascia in saccoccia 150 €!

Però mi sento di dire anche che“non casca il mondo” se il sito che ci linka non riceve link a tema, purché il profilo link sia comunque robusto ed autorevole.

Qualcuno ricorderà che pochi mesi fa ho recuperato un dominio con profilo link molto robusto e di qualità (DA 48), si trattava del dominio di un famoso social network del passato sul quale ho poi realizzato un sito generalista multi categoria.

Questo dominio, che in passato fungeva da servizio short link (come il noto bit.ly), ancora oggi riceve backlinks da quasi 1400 domini molti dei quali assolutamente di elevata autorità ma NESSUN backlink proviene da siti a tema, nessuno.

Ebbene, grazie al suo autorevole e robusto profilo link il sito che ho realizzato sul dominio di questo ex social network non solo è tornato a fare traffico e a posizionare ottimamente i contenuti che regolarmente pubblica, pur trattando tutt’altri temi rispetto a prima, ma sopratutto è risultato esser stato di grande utilità per spingere le keywords dei siti linkati, come possono confermare i tanti che da questi indizi avranno sicuramente capito di quale sito sto parlando.

In conclusione, quando selezionate siti da cui acquistare guest post valutate pure il loro traffico ma ricordate che pur essendo una metrica importante non è l’unica cosa che conta. Come già detto, secondo me ci sono altri aspetti da valutare. E non sono soltanto quelli che ho elencato.

Io che di mestiere faccio il SEO specialista in link building del traffico spesso non me ne curo più di tanto, non cerco siti dal traffico mostruoso, non mi sbatto per cercarli e non sbavo per averli.

Ma sicuramente sbaglio.