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Come analizzare la SERP di Google e i competitor e usarli per migliorare il posizionamento organico

A close-up view of a laptop displaying a search engine page.
Fonte immagine: https://www.pexels.com/photo/google-browser-on-laptop-6986455/

di Max Del Rosso

Chi vuole davvero aumentare la visibilità su Google deve partire da un punto preciso: guardare cosa succede oggi, in questo momento, quando qualcuno cerca le parole chiave legate al proprio business.

Quel punto di partenza si chiama SERP, ed è la fonte di informazione più concreta a disposizione di chiunque voglia migliorare il proprio posizionamento organico su Google. Continua a leggere

Consulente SEO per AI: chi sono e come lavoro

Mi chiamo Cristian Uguccioni, ma nel settore mi conoscono quasi tutti come Max Del Rosso.

Lavoro nel digitale dal 1997, mi occupo di SEO dal 2008 e dal 2010 mi sono specializzato in link building, un ambito in cui ho costruito gran parte della mia reputazione professionale.

Negli ultimi anni ho aggiunto una seconda specializzazione, quella che oggi occupa gran parte del mio tempo: l’intelligenza artificiale applicata alla SEO. Continua a leggere

Come aggiornare i contenuti in ottica SEO: guida completa

Wooden letters spelling 'CONTENT CREATOR' on a dark marble background.
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di Max Del Rosso

Capita a chiunque gestisca un sito da qualche anno: articoli scritti con cura, che un tempo portavano traffico, oggi fermi in seconda o terza pagina di Google. Il problema, nella maggior parte dei casi, non è la qualità della scrittura.

È il tempo che passa. Aggiornare contenuti in ottica SEO significa intervenire su ciò che già esiste, invece di ripartire sempre da zero, per recuperare posizioni e traffico che si stanno perdendo silenziosamente. Continua a leggere

SEO con intelligenza artificiale: guida completa a strumenti e strategie

Wooden blocks spelling SEO on a laptop keyboard convey digital marketing concepts.
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di Max Del Rosso

Negli ultimi due anni il modo di fare SEO con intelligenza artificiale è cambiato più velocemente che in qualunque altro periodo della storia recente di questa disciplina.

Non parliamo solo di un nuovo aggiornamento dell’algoritmo di Google. Parliamo dell’arrivo di ChatGPT, Google AI Overviews, Perplexity e Gemini, strumenti che hanno cambiato il modo stesso in cui le persone cercano informazioni online. Continua a leggere

Come scrivere un articolo SEO: guida completa con esempi pratici

di Max Del Rosso

Chi cerca come scrivere un articolo SEO si imbatte quasi sempre nella stessa premessa: non esiste un metodo scientifico unico, valido per ogni argomento e ogni settore.

È vero, ma è anche una premessa che rischia di scoraggiare chi vuole iniziare. Dietro la varietà di approcci esiste in realtà un percorso comune, fatto di ricerca, struttura e attenzione costante, che vale la pena conoscere prima di scrivere la prima riga. Continua a leggere

SEO, GEO e AI: la guida operativa per farti trovare, citare e scegliere da ChatGPT, Gemini, Claude e tutte le AI generative

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di Max Del Rosso

GEO, AEO, LLMO o LLM SEO: come si chiama davvero la SEO per l’intelligenza artificiale

La SEO per l’intelligenza artificiale si chiama prevalentemente GEO, acronimo di Generative Engine Optimization. Il termine è stato coniato a fine 2023 in un paper accademico delle università di Princeton e Georgia Tech e indica l’ottimizzazione dei contenuti per essere citati dagli LLM e dai motori generativi come ChatGPT, Perplexity, Gemini e Google AI Overview.

GEO non è l’unico termine in circolazione. Nel mercato professionale italiano convivono quattro denominazioni distinte, spesso usate come sinonimi ma con sfumature diverse:

TermineSignificatoOrigineContesto d’uso consigliato
GEOGenerative Engine OptimizationPaper accademico Princeton/Georgia Tech, 2023Termine standard nella community SEO internazionale e accademica
AEOAnswer Engine OptimizationCommunity SEO anglosassone, ~2017Ottimizzazione per motori di risposta (es. featured snippet, voice search)
LLMOLarge Language Model OptimizationMercato tech, 2024Uso tecnico, focalizzato sull’ottimizzazione strutturale per i modelli linguistici
LLM SEOSEO per Large Language ModelsMercato professionale italianoTermine ibrido usato in ambito consulenziale italiano, meno preciso ma più comprensibile

La distinzione non è puramente accademica. GEO è il termine più adatto quando parli di essere citati nelle risposte sintetiche dei motori generativi (ChatGPT, Perplexity, AI Overview). AEO era più rilevante prima dell’esplosione degli LLM, focalizzandosi sulle risposte dirette nei motori tradizionali. LLMO enfatizza la dimensione tecnica della strutturazione dei dati. Nel 2026, se devi scegliere un termine per comunicare con clienti o colleghi, usa GEO: è il più riconosciuto, il più ricercato e il più supportato da letteratura verificabile.

Nel 2026, secondo le stime più attendibili che circolano online, il 25% delle ricerche tradizionali nei mercati in cui Google AI Overview è attivo non genera più click verso i siti web. Allo stesso tempo, secondo le analisi di BrightEdge su decine di migliaia di query, l’80–90% delle fonti citate da Google AI Overview proviene dalla top 10 organica. La conclusione che ne deriva è scomoda ma precisa: rankare bene su Google è ancora necessario, ma non è più sufficiente per esistere nell’ecosistema informativo del 2026.

Questa guida non spiega perché l’AI sta cambiando tutto — lo sai già. Spiega cosa fare concretamente: come strutturare i tuoi contenuti per essere citato da ChatGPT, Gemini, Claude e Perplexity, con quale schema markup, con quali KPI e con quale roadmap operativa nelle prossime 12 settimane.

Come gli LLM selezionano le fonti: la logica che devi conoscere prima di ottimizzare

Gli LLM non scansionano le pagine come fa Googlebot. Un Large Language Model costruisce la propria risposta partendo da rappresentazioni vettoriali (embedding) dei contenuti assorbiti durante il training, poi — nel caso di sistemi con web retrieval come Perplexity o ChatGPT con browsing — recupera frammenti aggiornati in tempo reale. In entrambi i casi, il meccanismo di selezione della fonte non è un ranking, è una valutazione di pertinenza semantica e affidabilità dell’entità.

Concretamente, un LLM decide di citare un contenuto quando:

  • Il testo contiene affermazioni auto-contenute che rispondono in modo completo a una domanda senza richiedere contesto esterno
  • L’entità autore o brand è riconoscibile nel knowledge graph del modello, con presenza verificabile su più fonti
  • Il contenuto è semanticamente coerente: usa termini precisi, evita ambiguità e non contiene claim non referenziati
  • La fonte ha co-citazioni da domini autorevoli tematicamente affini (non backlink generici, ma menzioni in contesti semanticamente rilevanti)
  • Il formato del testo è strutturalmente chiaro: H2 descrittivi, paragrafi brevi, dati numerici attribuiti

Cosa cercano gli LLM in un contenuto

I modelli linguistici estraggono preferenzialmente i seguenti pattern:

  • Definizioni in formato X è Y: “La citation share è la percentuale di query rilevanti in cui il tuo brand appare nella risposta di un LLM.” Questa struttura viene estratta in modo prioritario da quasi tutti i modelli.
  • Dati numerici attribuiti a fonte: “Secondo BrightEdge, l’80% delle fonti citate in AI Overview proviene dalla top 10 organica.” Un numero senza fonte ha probabilità di estrazione molto inferiore.
  • Risposte auto-contenute (atomic answers): blocchi di 40–80 parole che rispondono a una singola domanda in modo completo, senza richiedere che il lettore abbia letto il paragrafo precedente.
  • Entità disambiguate: il nome del brand, dell’autore, del prodotto deve essere esplicitato nel testo, non sostituito con pronomi come “esso” o “questa soluzione”.

Perché rankare su Google non basta più

Un sito può comparire stabilmente in prima pagina Google per una keyword rilevante ed essere completamente assente dalle citazioni di ChatGPT o Gemini. Questo accade perché i meccanismi di selezione sono diversi:

DimensioneSEO tradizionale (Google)Citabilità LLM
Unità di valutazionePagina interaChunk di testo auto-contenuto
Segnale principaleBacklink + CTR + Core Web VitalsCoerenza semantica + autorità dell’entità
AggiornamentoContinuo (crawler)Periodico o real-time (dipende dall’LLM)
Metrica di successoPosizione SERP + trafficoCitation share + brand mention rate

Secondo i pattern osservati su migliaia di SERP con AI Overview attivo, i contenuti aggiornati negli ultimi sei mesi hanno priorità nelle query time-sensitive. Questo significa che la freshness non è solo un vantaggio competitivo ma, in determinati contesti informativi, è un prerequisito per essere selezionati come fonte citabile. La strategia di link building resta rilevante, ma il suo ruolo si sposta: da leva di ranking a segnale di trust semantico per i modelli generativi.

ChatGPT, Gemini, Claude e Perplexity: come ottimizzare per ciascun LLM (guida specifica)

I quattro principali LLM citano le fonti con logiche operative differenti. Trattarli come un’unica entità omogenea — come fanno quasi tutti i contenuti su questo tema — porta a strategie generiche che non funzionano per nessuno in modo ottimale. Ecco le specifiche operative per ciascuno.

Come ottimizzare per ChatGPT (OpenAI)

ChatGPT si basa su un training data con cutoff periodico, integrato da web browsing quando disponibile. GPTBot — il crawler di OpenAI — deve poter accedere al tuo sito: verifica che il file robots.txt non lo blocchi. Il modello dà peso significativo alle citazioni da fonti autorevoli nel web aperto, e tende a privilegiare contenuti con H2 strutturati come domande e risposte esplicite.

Checklist di ottimizzazione per ChatGPT:

  1. Verifica che GPTBot non sia bloccato nel tuo robots.txt (è l’errore più comune e insidioso)
  2. Struttura ogni sezione principale con un H2 che sia una domanda completa (es. “Come si ottimizza un contenuto per ChatGPT?”)
  3. Apri ogni sezione con un paragrafo auto-contenuto di 40–60 parole che risponde completamente alla domanda del titolo
  4. Inserisci dati numerici attribuiti a fonti verificabili almeno ogni 200–300 parole
  5. Costruisci citazioni esterne su testate indicizzate da Bing e Google che menzionino esplicitamente il tuo brand o autore

Latenza di citazione stimata: 4–12 settimane per contenuti in top 10 con citazioni esterne presenti; più lunga per siti nuovi o con poca autorità.

Come ottimizzare per Gemini (Google)

Gemini è il modello più direttamente connesso all’ecosistema Google Search. Google AI Overview — la funzionalità che inserisce risposte sintetiche nella SERP — seleziona le fonti prevalentemente dalla top 10 organica. Questo significa che la SEO tradizionale e la GEO sono qui più interdipendenti che altrove: un dominio con PageRank debole ha poca probabilità di essere citato da Gemini, indipendentemente dalla qualità del contenuto.

Checklist di ottimizzazione per Gemini:

  1. Priorità assoluta al posizionamento organico: non puoi essere citato in AI Overview se non sei già nella top 10 per quella query
  2. Implementa schema markup Article con dateModified esplicita — la freshness è un segnale critico per le query time-sensitive
  3. Cura i segnali E-E-A-T on-page: bio autore verificabile, fonti citate con link, aggiornamenti datati
  4. Ottimizza i Core Web Vitals: secondo le analisi di salt.agency, i siti con CLS ≤ 0,1 vengono inclusi nei riepiloghi AI con una frequenza superiore del 29,8% rispetto ai siti con valori più alti
  5. Costruisci lo schema Organization con sameAs verso profili verificabili (es. Google Business Profile, Wikipedia se pertinente)

Latenza di citazione stimata: 2–8 settimane per contenuti già in prima pagina; più rapida se il contenuto viene aggiornato con data esplicita.

Come ottimizzare per Claude (Anthropic)

Claude di Anthropic è addestrato su dataset editorialmente curati, con un’attenzione particolare alla qualità del tono e alla verificabilità delle affermazioni. Il modello ha una soglia di tolleranza bassa per i contenuti promozionali (“aumenta il fatturato del 300% in 90 giorni”) e per i claim non referenziati. Privilegia contenuti long-form con struttura logica coerente e tono neutro-informativo.

Checklist di ottimizzazione per Claude:

  1. Evita ogni linguaggio iperbolico o promozionale nel corpo del testo — Claude li filtra attivamente
  2. Referenzia ogni affermazione forte con una fonte plausibile e verificabile
  3. Struttura i contenuti con una progressione logica esplicita: problema → analisi → soluzione → dati di supporto
  4. Punta su lunghezze tra 1.500 e 3.000 parole per i contenuti di approfondimento (la fascia in cui gli LLM trovano il giusto equilibrio tra sostanza e chiarezza)
  5. Costruisci la coerenza dell’entità autore: bio identica su sito, LinkedIn e altre piattaforme editoriali

Latenza di citazione stimata: variabile, legata ai cicli di aggiornamento del training set — mediamente più lenta rispetto a Perplexity e AI Overview. Non ottimizzabile tramite freshness, ma tramite autorità dell’entità nel tempo.

Come ottimizzare per Perplexity

Perplexity è un motore ibrido che esegue web retrieval in tempo reale, appoggiandosi a indici come Brave Search. È il sistema con la latenza di citazione più bassa: contenuti freschi in top 10 con citazioni esterne possono essere citati entro 2–8 settimane. Perplexity cita esplicitamente l’URL della fonte nella risposta, il che rende la visibilità su questo motore direttamente misurabile.

Checklist di ottimizzazione per Perplexity:

  1. Inserisci la data di aggiornamento in modo visibile nell’HTML della pagina (non solo nel markup): Perplexity la usa come segnale di rilevanza temporale
  2. Ottimizza il titolo della pagina per essere descrittivo e specifico: Perplexity lo mostra nella citazione e lo usa per la selezione
  3. Costruisci link entranti da domini con alta autorità e indicizzazione rapida (testate di settore, blog specializzati aggiornati frequentemente)
  4. Struttura il contenuto con risposte brevi e auto-contenute nella prima metà del testo: Perplexity tende a estrarre i blocchi posizionati nella parte alta della pagina
  5. Verifica che PerplexityBot non sia bloccato nel tuo robots.txt

Latenza di citazione stimata: 2–8 settimane, la più bassa tra tutti gli LLM principali.

Nota su Grok e Bing Copilot: Grok (xAI) si alimenta prevalentemente di contenuti da X/Twitter e fonti open web indicizzate da xAI. La strategia di ottimizzazione è simile a ChatGPT ma con peso aggiuntivo per la presenza attiva su X. Bing Copilot è fortemente correlato all’indice Bing: ottimizzare per Bing (verifica in Bing Webmaster Tools, markup strutturato) è il prerequisito principale.

SEO vs GEO: tabella comparativa per decidere dove investire

SEO e GEO hanno obiettivi, metriche e leve operative distinte. La tabella seguente ti aiuta a decidere come allocare il budget tra le due discipline.

DimensioneSEO tradizionaleGEO (Generative Engine Optimization)
ObiettivoPosizione nella SERP di GoogleCitazione nelle risposte degli LLM
Metrica principalePosizione organica, traffico, CTRCitation share, brand mention rate
Leva principaleBacklink + ottimizzazione on-pageAtomic answers + entity authority
Timeline risultati3–6 mesi per risultati stabili2–12 settimane (dipende dall’LLM)
Costo indicativoMedio-alto (competitivo)Medio (ma richiede expertise nuova)
Prerequisiti tecniciCore Web Vitals, crawlabilità, sitemapSchema markup, robots.txt corretto, atomic answers
Casi d’uso idealiQuery transazionali, e-commerce, local SEOQuery informazionali B2B, decisioni d’acquisto complesse, brand discovery

La domanda “SEO o GEO?” è mal posta. Secondo le analisi di BrightEdge, l’80–90% delle fonti citate da Google AI Overview proviene già dalla top 10 organica: senza una SEO solida, la GEO non ha fondamenta su cui costruire. La relazione corretta è SEO come prerequisito, GEO come estensione.

Un esempio concreto: un’azienda SaaS B2B che lavora nella gestione documentale potrebbe rankare in terza posizione per “software gestione documenti aziendali” grazie alla SEO, ma essere completamente assente nelle risposte di ChatGPT quando un procurement manager chiede “quali sono i migliori strumenti per gestire documenti aziendali”. La GEO colma questo gap strutturando i contenuti come atomic answers, costruendo l’entità brand nel knowledge graph degli LLM e acquisendo citazioni su testate di settore. Le due strategie non si cannibalizzano: si moltiplicano.

In sintesi sull’allocazione:

  • B2B con cicli di vendita lunghi: investimento GEO giustificato anche con traffico AI basso, perché una singola citazione può precedere di mesi una richiesta d’offerta da decine di migliaia di euro
  • E-commerce: priorità SEO, GEO secondaria ma utile per query informazionali che precedono l’acquisto
  • B2C con alto volume di ricerca: SEO prima, GEO su query di comparazione e “come scegliere”

Come strutturare i contenuti per essere citati nell’AI Overview di Google

I contenuti ottimizzati per l’AI Overview di Google sono costruiti attorno ad atomic answers: unità di testo auto-contenute, di 40–80 parole, che rispondono a una singola domanda in modo completo senza richiedere contesto aggiuntivo. Questa struttura è il segnale più forte che un contenuto invia ai sistemi di retrieval generativi.

Atomic answers: cos’è e come scriverle

Una atomic answer è un paragrafo auto-contenuto di 40–80 parole che: (1) apre con un’affermazione diretta che risponde alla domanda implicita del titolo H2; (2) include un dato numerico attribuito a una fonte; (3) chiude con un elemento di contesto che rende la risposta utilizzabile anche fuori dalla pagina originale.

Esempio non ottimizzato:

“Come abbiamo visto, la struttura dei contenuti è molto importante. Bisogna fare attenzione a come si scrive, cercando di essere chiari e precisi per favorire la comprensione da parte dei sistemi AI.”

Esempio ottimizzato (atomic answer):

“La struttura ottimale per essere citati in AI Overview prevede paragrafi di 40–80 parole che rispondono a una singola domanda in modo completo. Secondo i pattern analizzati su migliaia di SERP con AI Overview attivo, i contenuti con H2 formulati come domande esplicite hanno una probabilità significativamente maggiore di essere selezionati come fonte.”

La differenza strutturale è netta: la seconda versione funziona anche se estratta dal contesto, la prima no.

Struttura consigliata per una atomic answer:

  1. Affermazione diretta che risponde alla domanda (20–30 parole)
  2. Dato numerico o fonte che supporta l’affermazione (10–20 parole)
  3. Elemento di contesto che rende la risposta autonoma (10–20 parole)

Errori strutturali che impediscono la citazione in AI Overview

I seguenti errori tecnici ed editoriali riducono drasticamente la probabilità di citazione:

  • Contenuto senza risposte auto-contenute: testi narrativi continui senza blocchi discreti rispondibili. Gli LLM non sanno dove “tagliare” e tendono a ignorare l’intera sezione
  • H2 privi di domanda esplicita: “La struttura dei contenuti” è un titolo SEO; “Come strutturare i contenuti per AI Overview?” è un titolo GEO. La differenza è la domanda implicita esplicitata
  • Assenza di data di aggiornamento visibile: per le query time-sensitive, l’AI Overview di Google deprioritizza i contenuti senza dateModified nell’HTML o nello schema
  • CLS superiore a 0,1: secondo i dati di salt.agency, i siti con Cumulative Layout Shift oltre questa soglia vengono inclusi nei riepiloghi AI con una frequenza inferiore del 29,8%
  • LCP superiore a 2,5 secondi: le pagine più lente hanno una probabilità 1,47 volte inferiore di comparire nei risultati generativi rispetto alle pagine veloci
  • Informazioni chiave sepolte in accordion o PDF: gli LLM non espandono i componenti JavaScript e non leggono i PDF in modo affidabile

Per una panoramica completa delle tecniche di ottimizzazione SEO on-page che si applicano anche alla GEO, il punto di partenza rimane la struttura delle pagine e la leggibilità algoritmica.

E-E-A-T per gli LLM: come costruire il trust computazionale che ti fa citare

Il framework E-E-A-T (Experience, Expertise, Authoritativeness, Trustworthiness) viene interpretato in modo diverso dai crawler Google e dai modelli linguistici. Questa distinzione è operativamente rilevante: ottimizzare E-E-A-T solo per Google può lasciare scoperta la citabilità AI.

Segnale E-E-A-TCome lo legge GoogleCome lo leggono gli LLMAzione concreta
ExperiencePresenza di first-person experience nel testo, case study, dati di prima manoCoerenza narrativa autore su più fonti, menzioni dello stesso brand in contesti diversiPubblica case study firmati, mantieni bio autore identica su tutti i canali
ExpertiseBacklink da siti autorevoli dello stesso settore, profondità del contenutoRiconoscimento dell’entità autore nel knowledge graph (pubblicazioni, LinkedIn, profili verificabili)Crea schema Person con sameAs verso LinkedIn, eventuali profili accademici
AuthoritativenessDomain Authority, link editoriali, citazioni da WikipediaCitation diversity: quante fonti indipendenti menzionano il brand senza essere correlate tra loroAcquisisci menzioni su testate, directory di settore, paper: fonti diverse, non solo link
TrustworthinessHTTPS, policy di aggiornamento visibile, link a fonti esterneAssenza di claim non referenziati, coerenza dell’entità brand tra sito e fonti esterneCita sempre le fonti, aggiungi data di aggiornamento esplicita, linka fonti terze

Il concetto chiave che i competitor non esplicitano è la entity disambiguation: perché un LLM ti citi, deve prima essere in grado di riconoscerti. Se il tuo nome o brand è ambiguo (es. “Alfa” potrebbe essere un’azienda di software o una società di consulenza), il modello tenderà ad evitare la citazione per non rischiare un’associazione errata. La disambiguazione si risolve costruendo una presenza coerente e multi-canale dell’entità.

Come rendere l’autore riconoscibile dagli LLM

La riconoscibilità dell’autore da parte dei modelli linguistici non è automatica: va costruita deliberatamente attraverso segnali distribuiti sul web.

Checklist in 6 punti:

  1. Schema Person sul sito: implementa il markup con name, jobTitle, url, sameAs verso LinkedIn e altri profili verificabili
  2. Pagina autore strutturata: URL dedicata (es. /autori/nome-cognome/), bio di 100–150 parole con credenziali verificabili e link agli articoli firmati
  3. Bio identica su tutti i canali: LinkedIn, Twitter/X, eventuali profili su testate dove scrivi come guest contributor. I modelli verificano la coerenza dell’identità attraverso più fonti
  4. Menzioni su testate autorevoli: un autore che viene citato in un articolo di una testata riconosciuta entra più facilmente nel knowledge graph degli LLM rispetto a chi pubblica solo sul proprio sito
  5. Profili accademici o equivalenti (Google Scholar, ResearchGate, Academia.edu) per chi opera in settori tecnici o scientifici: questi profili hanno peso specifico elevato nel training degli LLM
  6. Contributi editoriali verificabili: guest post firmati, podcast, interviste: ogni citazione esterna dell’entità autore rafforza il riconoscimento del modello

Schema markup per la GEO: esempi di codice JSON-LD pronti all’uso

Il markup strutturato non è una formalità tecnica nella GEO: è il meccanismo con cui dici esplicitamente agli LLM chi sei, cosa hai scritto e quando. Senza schema markup, un modello deve inferire queste informazioni dal testo — con margini di errore e probabilità di citazione inferiori.

Schema Article: le proprietà che contano per gli LLM

Non tutte le proprietà dello schema Article hanno lo stesso peso per la citabilità AI. Le proprietà critiche sono: author (con entità Person annidata), datePublished, dateModified, publisher, mainEntityOfPage. Tra queste, dateModified è la più sottovalutata: è il segnale principale che Perplexity e AI Overview usano per valutare la freshness del contenuto.

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SEO Article Master: come scrivere un articolo SEO che supera i competitor

Mi chiedono spesso quali siano gli accorgimenti per scrivere un articolo SEO fatto bene, come se esistesse una checklist valida sempre, uguale per ogni keyword. Non esiste.

Quello che esiste è un metodo: capire cosa Google si aspetta per quella query specifica, e costruire il contenuto attorno a quell’aspettativa, non attorno a regole generiche di lunghezza o densità di parole chiave. Continua a leggere

Optimizer Pro: come aggiornare un articolo SEO che non sale più

Capita più spesso di quanto si pensi. Un articolo pubblicato mesi fa, scritto con cura, che però resta fermo in seconda o terza pagina di Google senza muoversi. Chi mi chiede una consulenza SEO parte quasi sempre da qui, non da una pagina vuota. Ha già contenuti, spesso parecchi, e non sa quali toccare né come intervenire senza buttare via il lavoro fatto. Continua a leggere

ContentRank AI: l’analisi della SERP di Google che precede ogni contenuto

Prima di scrivere qualunque articolo, la prima cosa che faccio è aprire Google e guardare cosa c’è già in prima pagina per quella query. Lo faccio da quando ho iniziato a occuparmi di SEO, nel 2008, e non ho mai trovato una scorciatoia che valesse la pena.

ContentRank AI è uno dei 7 strumenti della suite SEO SERP e nasce esattamente da questa abitudine: prende quel passaggio, che per un consulente richiede ore di lettura manuale, e lo trasforma in un’analisi automatica pronta in pochi minuti. Continua a leggere