di Max Del Rosso

Il 35% dei consumatori italiani usa ormai l’intelligenza artificiale già nella fase in cui scopre un prodotto, contro il 13,6% che si affida solo alla ricerca classica. Su un campione di un centinaio di negozi online, il traffico arrivato da ChatGPT ha mostrato un tasso di conversione superiore del 31% rispetto al traffico organico generico.

Il percorso d’acquisto, insomma, si sta spostando. Sempre più persone, sia nel commercio al dettaglio sia nelle vendite B2B, arrivano a un sito dopo aver già discusso il problema con un’IA, confrontato alternative e ristretto la scelta. Vediamo come costruire una presenza che intercetti questo passaggio, con logiche diverse a seconda che il cliente sia un consumatore singolo o un’azienda.

Due percorsi d’acquisto molto diversi

Applicare la stessa strategia a un e-commerce di scarpe e a un fornitore di software aziendale è uno degli errori più comuni. Le due situazioni condividono le basi tecniche della GEO, ma il comportamento di chi acquista cambia radicalmente.

DimensioneE-commerce (B2C)B2B
Chi decideUn singolo consumatoreUn comitato di 6-10 persone
Durata del cicloDa pochi minuti a qualche giornoDa 3 a 18 mesi
Tipo di domanda all’IAImmediata, orientata al prodottoComparativa, metodologica
Contenuti prioritariSchede prodotto, guide comparative, FAQCase study, report, pagine verticali
Segnale off-page chiaveRecensioni verificate, contenuti degli utentiDigital PR, recensioni B2B, presenza su LinkedIn

Rendere una scheda prodotto citabile dall’IA

Le schede prodotto di un e-commerce, per essere estratte e citate, devono contenere più della semplice descrizione fornita dal produttore. Quei testi generici, privi di valore originale, vengono spesso ignorati dai motori generativi.

Una scheda ben costruita include alcuni elementi precisi:

  • Specifiche tecniche complete: dimensioni, materiali, peso, certificazioni
  • Casi d’uso espliciti: per chi è pensato il prodotto e in quali situazioni funziona meglio
  • Pro e contro dichiarati: l’IA usa volentieri questi riassunti per costruire confronti
  • FAQ integrate: risposte dirette su manutenzione, taglie, garanzia

I dati strutturati completano il quadro. Un esempio minimo per un prodotto:

{
  "@context": "https://schema.org/",
  "@type": "Product",
  "name": "Scarpa Running Pro X",
  "brand": { "@type": "Brand", "name": "NomeBrand" },
  "offers": {
    "@type": "Offer",
    "price": "139.99",
    "priceCurrency": "EUR",
    "availability": "https://schema.org/InStock"
  },
  "aggregateRating": {
    "@type": "AggregateRating",
    "ratingValue": "4.8",
    "reviewCount": "215"
  }
}

Il campo aggregateRating conta parecchio: offre all’IA la prova sociale necessaria per raccomandare l’articolo invece di un concorrente senza recensioni verificate.

Costruire un Content Hub per l’autorità tematica

I modelli linguistici tendono a premiare i siti che dimostrano una competenza approfondita su un’intera categoria, non solo pagine di vendita isolate. Un e-commerce che pubblica esclusivamente schede prodotto viene superato da chi affianca anche contenuti educativi.

La struttura che funziona meglio prevede tre livelli: una pagina pilastro che tratta la macro-categoria in modo esauriente, pagine di categoria per le sottosezioni commerciali, e articoli informativi che rispondono a domande non direttamente di vendita, come piani di allenamento o consigli nutrizionali nel caso di un negozio di running. Questi ultimi, paradossalmente, aumentano le probabilità di essere citati anche quando l’utente non sta ancora cercando di comprare, portando comunque traffico qualificato verso i prodotti.

GEO per il B2B: presidiare l’intero percorso di valutazione

Un acquirente B2B consulta in media tra 7 e 13 contenuti prima di richiedere una demo o contattare un commerciale. La presenza del brand deve quindi coprire ogni fase di questo percorso, non solo il momento finale della decisione.

FaseEsempio di domanda all’IACosa serve
Consapevolezza“Come ridurre i costi della catena di fornitura?”Studi di settore, guide metodologiche
Considerazione“Differenza tra ERP cloud e on-premise?”Pagine di confronto tecnico
Decisione“Migliori software per la fatturazione elettronica?”Presenza in liste e rassegne di settore
Validazione interna“ROI medio dell’adozione del software X?”Case study con numeri, calcolatori di ROI

Le pagine “soluzione per settore” funzionano particolarmente bene in questo contesto: una pagina dedicata a “software gestionale per la logistica” intercetta prompt molto più profilati di una generica pagina prodotto. I case study strutturati, con nome del cliente quando possibile, problema di partenza e risultati in percentuale, restano l’asset più citabile in assoluto.

Oltre l’80% delle citazioni su software e servizi B2B arriva comunque da fonti esterne al sito aziendale: portali come G2, Trustpilot o Clutch, articoli di thought leadership su riviste di settore, e i profili LinkedIn di azienda e dirigenti, che restano tra le fonti più consultate dai motori generativi per le informazioni B2B.

Immagini e ricerca visiva: l’ottimizzazione multimodale

I modelli più recenti leggono anche immagini e video, non solo testo. Per un e-commerce questo significa curare alcuni dettagli spesso trascurati:

  • Immagini ad alta risoluzione, almeno 1200 pixel di larghezza
  • Testo alternativo descrittivo, con brand, modello e caratteristiche (non “scarpa1.jpg”)
  • Nomi file leggibili, tipo “brand-modello-scarpa-running.jpg”
  • Più angolazioni e contesti d’uso reale, incluse eventuali tabelle dimensionali

L’arrivo degli agenti IA che acquistano al posto del cliente

Il passaggio successivo, già in corso, è quello degli agenti IA autonomi: sistemi che non si limitano a consigliare un prodotto, ma cercano, confrontano e completano l’acquisto per conto dell’utente, il cosiddetto agentic checkout.

Prepararsi richiede alcune attenzioni tecniche: dati di catalogo leggibili senza barriere, tramite API o marcatura Schema.org corretta; l’adozione degli standard che questi agenti stanno iniziando a usare; e un controllo attento affinché i sistemi di protezione del sito non blocchino per errore le richieste di bot legittimi.

Misurare il successo della GEO commerciale

Le metriche cambiano rispetto alla SEO classica, dove si guardano posizioni e clic. Qui contano altri segnali:

  • Citation Rate: quanti prompt della categoria menzionano o linkano il brand
  • Share of Model: quanto spesso il brand compare rispetto ai concorrenti diretti
  • Posizione nella risposta: comparire tra i primi tre fornitori citati pesa molto di più che comparire settimo
  • Sentiment: se l’IA descrive il prodotto in modo favorevole o con riserve
  • Traffico referral e conversioni: i visitatori reali arrivati da ChatGPT, Perplexity o Gemini

Un piano pratico in quattro fasi

FaseAttività
1. Audit (giorni 1-30)Mappa i prompt d’acquisto del tuo settore, verifica la visibilità attuale su ChatGPT, Gemini e Perplexity, controlla che robots.txt non blocchi i bot di ricerca live.
2. Ottimizzazione on-page (giorni 31-60)Rifai le schede prodotto in formato BLUF con casi d’uso e pro/contro, implementa Schema.org, struttura i Content Hub o le pagine soluzione per settore.
3. Autorità e PR (giorni 61-90)Avvia campagne di digital PR per le menzioni di brand, cura i profili sui portali di recensione, presidia community e LinkedIn.
4. Monitoraggio (dal giorno 91)Traccia mensilmente Share of Model e Citation Rate, analizza il traffico referral in GA4, aggiorna periodicamente dati e fonti.

Investire nella GEO per l’e-commerce o il B2B non significa mettere da parte la SEO tradizionale, che resta la base tecnica su cui tutto il resto si costruisce. Significa aggiungere un livello ulteriore di attenzione, su un canale dove sempre più spesso si decide, prima ancora di visitare un sito, quale fornitore o quale prodotto scegliere.