Chi cerca come scrivere un articolo SEO si imbatte quasi sempre nella stessa premessa: non esiste un metodo scientifico unico, valido per ogni argomento e ogni settore.
È vero, ma è anche una premessa che rischia di scoraggiare chi vuole iniziare. Dietro la varietà di approcci esiste in realtà un percorso comune, fatto di ricerca, struttura e attenzione costante, che vale la pena conoscere prima di scrivere la prima riga.Continua a leggere
Fonte immagine: https://www.pexels.com/it-it/foto/astratto-tecnologia-ricerca-digitale-18069696/ di Max Del RossoPubblicato il
GEO, AEO, LLMO o LLM SEO: come si chiama davvero la SEO per l’intelligenza artificiale
La SEO per l’intelligenza artificiale si chiama prevalentemente GEO, acronimo di Generative Engine Optimization. Il termine è stato coniato a fine 2023 in un paper accademico delle università di Princeton e Georgia Tech e indica l’ottimizzazione dei contenuti per essere citati dagli LLM e dai motori generativi come ChatGPT, Perplexity, Gemini e Google AI Overview.
GEO non è l’unico termine in circolazione. Nel mercato professionale italiano convivono quattro denominazioni distinte, spesso usate come sinonimi ma con sfumature diverse:
Termine
Significato
Origine
Contesto d’uso consigliato
GEO
Generative Engine Optimization
Paper accademico Princeton/Georgia Tech, 2023
Termine standard nella community SEO internazionale e accademica
AEO
Answer Engine Optimization
Community SEO anglosassone, ~2017
Ottimizzazione per motori di risposta (es. featured snippet, voice search)
LLMO
Large Language Model Optimization
Mercato tech, 2024
Uso tecnico, focalizzato sull’ottimizzazione strutturale per i modelli linguistici
LLM SEO
SEO per Large Language Models
Mercato professionale italiano
Termine ibrido usato in ambito consulenziale italiano, meno preciso ma più comprensibile
La distinzione non è puramente accademica. GEO è il termine più adatto quando parli di essere citati nelle risposte sintetiche dei motori generativi (ChatGPT, Perplexity, AI Overview). AEO era più rilevante prima dell’esplosione degli LLM, focalizzandosi sulle risposte dirette nei motori tradizionali. LLMO enfatizza la dimensione tecnica della strutturazione dei dati. Nel 2026, se devi scegliere un termine per comunicare con clienti o colleghi, usa GEO: è il più riconosciuto, il più ricercato e il più supportato da letteratura verificabile.
Nel 2026, secondo le stime più attendibili che circolano online, il 25% delle ricerche tradizionali nei mercati in cui Google AI Overview è attivo non genera più click verso i siti web. Allo stesso tempo, secondo le analisi di BrightEdge su decine di migliaia di query, l’80–90% delle fonti citate da Google AI Overview proviene dalla top 10 organica. La conclusione che ne deriva è scomoda ma precisa: rankare bene su Google è ancora necessario, ma non è più sufficiente per esistere nell’ecosistema informativo del 2026.
Questa guida non spiega perché l’AI sta cambiando tutto — lo sai già. Spiega cosa fare concretamente: come strutturare i tuoi contenuti per essere citato da ChatGPT, Gemini, Claude e Perplexity, con quale schema markup, con quali KPI e con quale roadmap operativa nelle prossime 12 settimane.
Come gli LLM selezionano le fonti: la logica che devi conoscere prima di ottimizzare
Gli LLM non scansionano le pagine come fa Googlebot. Un Large Language Model costruisce la propria risposta partendo da rappresentazioni vettoriali (embedding) dei contenuti assorbiti durante il training, poi — nel caso di sistemi con web retrieval come Perplexity o ChatGPT con browsing — recupera frammenti aggiornati in tempo reale. In entrambi i casi, il meccanismo di selezione della fonte non è un ranking, è una valutazione di pertinenza semantica e affidabilità dell’entità.
Concretamente, un LLM decide di citare un contenuto quando:
Il testo contiene affermazioni auto-contenute che rispondono in modo completo a una domanda senza richiedere contesto esterno
L’entità autore o brand è riconoscibile nel knowledge graph del modello, con presenza verificabile su più fonti
Il contenuto è semanticamente coerente: usa termini precisi, evita ambiguità e non contiene claim non referenziati
La fonte ha co-citazioni da domini autorevoli tematicamente affini (non backlink generici, ma menzioni in contesti semanticamente rilevanti)
Il formato del testo è strutturalmente chiaro: H2 descrittivi, paragrafi brevi, dati numerici attribuiti
Cosa cercano gli LLM in un contenuto
I modelli linguistici estraggono preferenzialmente i seguenti pattern:
Definizioni in formato X è Y: “La citation share è la percentuale di query rilevanti in cui il tuo brand appare nella risposta di un LLM.” Questa struttura viene estratta in modo prioritario da quasi tutti i modelli.
Dati numerici attribuiti a fonte: “Secondo BrightEdge, l’80% delle fonti citate in AI Overview proviene dalla top 10 organica.” Un numero senza fonte ha probabilità di estrazione molto inferiore.
Risposte auto-contenute (atomic answers): blocchi di 40–80 parole che rispondono a una singola domanda in modo completo, senza richiedere che il lettore abbia letto il paragrafo precedente.
Entità disambiguate: il nome del brand, dell’autore, del prodotto deve essere esplicitato nel testo, non sostituito con pronomi come “esso” o “questa soluzione”.
Perché rankare su Google non basta più
Un sito può comparire stabilmente in prima pagina Google per una keyword rilevante ed essere completamente assente dalle citazioni di ChatGPT o Gemini. Questo accade perché i meccanismi di selezione sono diversi:
Dimensione
SEO tradizionale (Google)
Citabilità LLM
Unità di valutazione
Pagina intera
Chunk di testo auto-contenuto
Segnale principale
Backlink + CTR + Core Web Vitals
Coerenza semantica + autorità dell’entità
Aggiornamento
Continuo (crawler)
Periodico o real-time (dipende dall’LLM)
Metrica di successo
Posizione SERP + traffico
Citation share + brand mention rate
Secondo i pattern osservati su migliaia di SERP con AI Overview attivo, i contenuti aggiornati negli ultimi sei mesi hanno priorità nelle query time-sensitive. Questo significa che la freshness non è solo un vantaggio competitivo ma, in determinati contesti informativi, è un prerequisito per essere selezionati come fonte citabile. La strategia di link building resta rilevante, ma il suo ruolo si sposta: da leva di ranking a segnale di trust semantico per i modelli generativi.
ChatGPT, Gemini, Claude e Perplexity: come ottimizzare per ciascun LLM (guida specifica)
I quattro principali LLM citano le fonti con logiche operative differenti. Trattarli come un’unica entità omogenea — come fanno quasi tutti i contenuti su questo tema — porta a strategie generiche che non funzionano per nessuno in modo ottimale. Ecco le specifiche operative per ciascuno.
Come ottimizzare per ChatGPT (OpenAI)
ChatGPT si basa su un training data con cutoff periodico, integrato da web browsing quando disponibile. GPTBot — il crawler di OpenAI — deve poter accedere al tuo sito: verifica che il file robots.txt non lo blocchi. Il modello dà peso significativo alle citazioni da fonti autorevoli nel web aperto, e tende a privilegiare contenuti con H2 strutturati come domande e risposte esplicite.
Checklist di ottimizzazione per ChatGPT:
Verifica che GPTBot non sia bloccato nel tuo robots.txt (è l’errore più comune e insidioso)
Struttura ogni sezione principale con un H2 che sia una domanda completa (es. “Come si ottimizza un contenuto per ChatGPT?”)
Apri ogni sezione con un paragrafo auto-contenuto di 40–60 parole che risponde completamente alla domanda del titolo
Inserisci dati numerici attribuiti a fonti verificabili almeno ogni 200–300 parole
Costruisci citazioni esterne su testate indicizzate da Bing e Google che menzionino esplicitamente il tuo brand o autore
Latenza di citazione stimata: 4–12 settimane per contenuti in top 10 con citazioni esterne presenti; più lunga per siti nuovi o con poca autorità.
Come ottimizzare per Gemini (Google)
Gemini è il modello più direttamente connesso all’ecosistema Google Search. Google AI Overview — la funzionalità che inserisce risposte sintetiche nella SERP — seleziona le fonti prevalentemente dalla top 10 organica. Questo significa che la SEO tradizionale e la GEO sono qui più interdipendenti che altrove: un dominio con PageRank debole ha poca probabilità di essere citato da Gemini, indipendentemente dalla qualità del contenuto.
Checklist di ottimizzazione per Gemini:
Priorità assoluta al posizionamento organico: non puoi essere citato in AI Overview se non sei già nella top 10 per quella query
Implementa schema markup Article con dateModified esplicita — la freshness è un segnale critico per le query time-sensitive
Cura i segnali E-E-A-T on-page: bio autore verificabile, fonti citate con link, aggiornamenti datati
Ottimizza i Core Web Vitals: secondo le analisi di salt.agency, i siti con CLS ≤ 0,1 vengono inclusi nei riepiloghi AI con una frequenza superiore del 29,8% rispetto ai siti con valori più alti
Costruisci lo schema Organization con sameAs verso profili verificabili (es. Google Business Profile, Wikipedia se pertinente)
Latenza di citazione stimata: 2–8 settimane per contenuti già in prima pagina; più rapida se il contenuto viene aggiornato con data esplicita.
Come ottimizzare per Claude (Anthropic)
Claude di Anthropic è addestrato su dataset editorialmente curati, con un’attenzione particolare alla qualità del tono e alla verificabilità delle affermazioni. Il modello ha una soglia di tolleranza bassa per i contenuti promozionali (“aumenta il fatturato del 300% in 90 giorni”) e per i claim non referenziati. Privilegia contenuti long-form con struttura logica coerente e tono neutro-informativo.
Checklist di ottimizzazione per Claude:
Evita ogni linguaggio iperbolico o promozionale nel corpo del testo — Claude li filtra attivamente
Referenzia ogni affermazione forte con una fonte plausibile e verificabile
Struttura i contenuti con una progressione logica esplicita: problema → analisi → soluzione → dati di supporto
Punta su lunghezze tra 1.500 e 3.000 parole per i contenuti di approfondimento (la fascia in cui gli LLM trovano il giusto equilibrio tra sostanza e chiarezza)
Costruisci la coerenza dell’entità autore: bio identica su sito, LinkedIn e altre piattaforme editoriali
Latenza di citazione stimata: variabile, legata ai cicli di aggiornamento del training set — mediamente più lenta rispetto a Perplexity e AI Overview. Non ottimizzabile tramite freshness, ma tramite autorità dell’entità nel tempo.
Come ottimizzare per Perplexity
Perplexity è un motore ibrido che esegue web retrieval in tempo reale, appoggiandosi a indici come Brave Search. È il sistema con la latenza di citazione più bassa: contenuti freschi in top 10 con citazioni esterne possono essere citati entro 2–8 settimane. Perplexity cita esplicitamente l’URL della fonte nella risposta, il che rende la visibilità su questo motore direttamente misurabile.
Checklist di ottimizzazione per Perplexity:
Inserisci la data di aggiornamento in modo visibile nell’HTML della pagina (non solo nel markup): Perplexity la usa come segnale di rilevanza temporale
Ottimizza il titolo della pagina per essere descrittivo e specifico: Perplexity lo mostra nella citazione e lo usa per la selezione
Costruisci link entranti da domini con alta autorità e indicizzazione rapida (testate di settore, blog specializzati aggiornati frequentemente)
Struttura il contenuto con risposte brevi e auto-contenute nella prima metà del testo: Perplexity tende a estrarre i blocchi posizionati nella parte alta della pagina
Verifica che PerplexityBot non sia bloccato nel tuo robots.txt
Latenza di citazione stimata: 2–8 settimane, la più bassa tra tutti gli LLM principali.
Nota su Grok e Bing Copilot: Grok (xAI) si alimenta prevalentemente di contenuti da X/Twitter e fonti open web indicizzate da xAI. La strategia di ottimizzazione è simile a ChatGPT ma con peso aggiuntivo per la presenza attiva su X. Bing Copilot è fortemente correlato all’indice Bing: ottimizzare per Bing (verifica in Bing Webmaster Tools, markup strutturato) è il prerequisito principale.
SEO vs GEO: tabella comparativa per decidere dove investire
SEO e GEO hanno obiettivi, metriche e leve operative distinte. La tabella seguente ti aiuta a decidere come allocare il budget tra le due discipline.
La domanda “SEO o GEO?” è mal posta. Secondo le analisi di BrightEdge, l’80–90% delle fonti citate da Google AI Overview proviene già dalla top 10 organica: senza una SEO solida, la GEO non ha fondamenta su cui costruire. La relazione corretta è SEO come prerequisito, GEO come estensione.
Un esempio concreto: un’azienda SaaS B2B che lavora nella gestione documentale potrebbe rankare in terza posizione per “software gestione documenti aziendali” grazie alla SEO, ma essere completamente assente nelle risposte di ChatGPT quando un procurement manager chiede “quali sono i migliori strumenti per gestire documenti aziendali”. La GEO colma questo gap strutturando i contenuti come atomic answers, costruendo l’entità brand nel knowledge graph degli LLM e acquisendo citazioni su testate di settore. Le due strategie non si cannibalizzano: si moltiplicano.
In sintesi sull’allocazione:
B2B con cicli di vendita lunghi: investimento GEO giustificato anche con traffico AI basso, perché una singola citazione può precedere di mesi una richiesta d’offerta da decine di migliaia di euro
E-commerce: priorità SEO, GEO secondaria ma utile per query informazionali che precedono l’acquisto
B2C con alto volume di ricerca: SEO prima, GEO su query di comparazione e “come scegliere”
Come strutturare i contenuti per essere citati nell’AI Overview di Google
I contenuti ottimizzati per l’AI Overview di Google sono costruiti attorno ad atomic answers: unità di testo auto-contenute, di 40–80 parole, che rispondono a una singola domanda in modo completo senza richiedere contesto aggiuntivo. Questa struttura è il segnale più forte che un contenuto invia ai sistemi di retrieval generativi.
Atomic answers: cos’è e come scriverle
Una atomic answer è un paragrafo auto-contenuto di 40–80 parole che: (1) apre con un’affermazione diretta che risponde alla domanda implicita del titolo H2; (2) include un dato numerico attribuito a una fonte; (3) chiude con un elemento di contesto che rende la risposta utilizzabile anche fuori dalla pagina originale.
Esempio non ottimizzato:
“Come abbiamo visto, la struttura dei contenuti è molto importante. Bisogna fare attenzione a come si scrive, cercando di essere chiari e precisi per favorire la comprensione da parte dei sistemi AI.”
Esempio ottimizzato (atomic answer):
“La struttura ottimale per essere citati in AI Overview prevede paragrafi di 40–80 parole che rispondono a una singola domanda in modo completo. Secondo i pattern analizzati su migliaia di SERP con AI Overview attivo, i contenuti con H2 formulati come domande esplicite hanno una probabilità significativamente maggiore di essere selezionati come fonte.”
La differenza strutturale è netta: la seconda versione funziona anche se estratta dal contesto, la prima no.
Struttura consigliata per una atomic answer:
Affermazione diretta che risponde alla domanda (20–30 parole)
Dato numerico o fonte che supporta l’affermazione (10–20 parole)
Elemento di contesto che rende la risposta autonoma (10–20 parole)
Errori strutturali che impediscono la citazione in AI Overview
I seguenti errori tecnici ed editoriali riducono drasticamente la probabilità di citazione:
Contenuto senza risposte auto-contenute: testi narrativi continui senza blocchi discreti rispondibili. Gli LLM non sanno dove “tagliare” e tendono a ignorare l’intera sezione
H2 privi di domanda esplicita: “La struttura dei contenuti” è un titolo SEO; “Come strutturare i contenuti per AI Overview?” è un titolo GEO. La differenza è la domanda implicita esplicitata
Assenza di data di aggiornamento visibile: per le query time-sensitive, l’AI Overview di Google deprioritizza i contenuti senza dateModified nell’HTML o nello schema
CLS superiore a 0,1: secondo i dati di salt.agency, i siti con Cumulative Layout Shift oltre questa soglia vengono inclusi nei riepiloghi AI con una frequenza inferiore del 29,8%
LCP superiore a 2,5 secondi: le pagine più lente hanno una probabilità 1,47 volte inferiore di comparire nei risultati generativi rispetto alle pagine veloci
Informazioni chiave sepolte in accordion o PDF: gli LLM non espandono i componenti JavaScript e non leggono i PDF in modo affidabile
Per una panoramica completa delle tecniche di ottimizzazione SEO on-page che si applicano anche alla GEO, il punto di partenza rimane la struttura delle pagine e la leggibilità algoritmica.
E-E-A-T per gli LLM: come costruire il trust computazionale che ti fa citare
Il framework E-E-A-T (Experience, Expertise, Authoritativeness, Trustworthiness) viene interpretato in modo diverso dai crawler Google e dai modelli linguistici. Questa distinzione è operativamente rilevante: ottimizzare E-E-A-T solo per Google può lasciare scoperta la citabilità AI.
Segnale E-E-A-T
Come lo legge Google
Come lo leggono gli LLM
Azione concreta
Experience
Presenza di first-person experience nel testo, case study, dati di prima mano
Coerenza narrativa autore su più fonti, menzioni dello stesso brand in contesti diversi
Pubblica case study firmati, mantieni bio autore identica su tutti i canali
Expertise
Backlink da siti autorevoli dello stesso settore, profondità del contenuto
Riconoscimento dell’entità autore nel knowledge graph (pubblicazioni, LinkedIn, profili verificabili)
Crea schema Person con sameAs verso LinkedIn, eventuali profili accademici
Authoritativeness
Domain Authority, link editoriali, citazioni da Wikipedia
Citation diversity: quante fonti indipendenti menzionano il brand senza essere correlate tra loro
Acquisisci menzioni su testate, directory di settore, paper: fonti diverse, non solo link
Trustworthiness
HTTPS, policy di aggiornamento visibile, link a fonti esterne
Assenza di claim non referenziati, coerenza dell’entità brand tra sito e fonti esterne
Cita sempre le fonti, aggiungi data di aggiornamento esplicita, linka fonti terze
Il concetto chiave che i competitor non esplicitano è la entity disambiguation: perché un LLM ti citi, deve prima essere in grado di riconoscerti. Se il tuo nome o brand è ambiguo (es. “Alfa” potrebbe essere un’azienda di software o una società di consulenza), il modello tenderà ad evitare la citazione per non rischiare un’associazione errata. La disambiguazione si risolve costruendo una presenza coerente e multi-canale dell’entità.
Come rendere l’autore riconoscibile dagli LLM
La riconoscibilità dell’autore da parte dei modelli linguistici non è automatica: va costruita deliberatamente attraverso segnali distribuiti sul web.
Checklist in 6 punti:
Schema Person sul sito: implementa il markup con name, jobTitle, url, sameAs verso LinkedIn e altri profili verificabili
Pagina autore strutturata: URL dedicata (es. /autori/nome-cognome/), bio di 100–150 parole con credenziali verificabili e link agli articoli firmati
Bio identica su tutti i canali: LinkedIn, Twitter/X, eventuali profili su testate dove scrivi come guest contributor. I modelli verificano la coerenza dell’identità attraverso più fonti
Menzioni su testate autorevoli: un autore che viene citato in un articolo di una testata riconosciuta entra più facilmente nel knowledge graph degli LLM rispetto a chi pubblica solo sul proprio sito
Profili accademici o equivalenti (Google Scholar, ResearchGate, Academia.edu) per chi opera in settori tecnici o scientifici: questi profili hanno peso specifico elevato nel training degli LLM
Contributi editoriali verificabili: guest post firmati, podcast, interviste: ogni citazione esterna dell’entità autore rafforza il riconoscimento del modello
Schema markup per la GEO: esempi di codice JSON-LD pronti all’uso
Il markup strutturato non è una formalità tecnica nella GEO: è il meccanismo con cui dici esplicitamente agli LLM chi sei, cosa hai scritto e quando. Senza schema markup, un modello deve inferire queste informazioni dal testo — con margini di errore e probabilità di citazione inferiori.
Schema Article: le proprietà che contano per gli LLM
Non tutte le proprietà dello schema Article hanno lo stesso peso per la citabilità AI. Le proprietà critiche sono: author (con entità Person annidata), datePublished, dateModified, publisher, mainEntityOfPage. Tra queste, dateModified è la più sottovalutata: è il segnale principale che Perplexity e AI Overview usano per valutare la freshness del contenuto.
Molti clienti che mi contattano non cercano una consulenza SEO articolata su più mesi. Cercano un modo rapido per ottenere contenuti che funzionino, senza dover imparare loro stessi cosa significhi analizzare una SERP o studiare i competitor. È una richiesta legittima, ed è il motivo per cui nella suite esistono due strumenti pensati proprio per questo, Autopilot e Content Generator.Continua a leggere
Mi chiedono spesso quali siano gli accorgimenti per scrivere un articolo SEO fatto bene, come se esistesse una checklist valida sempre, uguale per ogni keyword. Non esiste.
Quello che esiste è un metodo: capire cosa Google si aspetta per quella query specifica, e costruire il contenuto attorno a quell’aspettativa, non attorno a regole generiche di lunghezza o densità di parole chiave.Continua a leggere
Capita più spesso di quanto si pensi. Un articolo pubblicato mesi fa, scritto con cura, che però resta fermo in seconda o terza pagina di Google senza muoversi. Chi mi chiede una consulenza SEO parte quasi sempre da qui, non da una pagina vuota. Ha già contenuti, spesso parecchi, e non sa quali toccare né come intervenire senza buttare via il lavoro fatto.Continua a leggere
Prima di scrivere qualunque articolo, la prima cosa che faccio è aprire Google e guardare cosa c’è già in prima pagina per quella query. Lo faccio da quando ho iniziato a occuparmi di SEO, nel 2008, e non ho mai trovato una scorciatoia che valesse la pena.
ContentRank AI è uno dei 7 strumenti della suite SEO SERP e nasce esattamente da questa abitudine: prende quel passaggio, che per un consulente richiede ore di lettura manuale, e lo trasforma in un’analisi automatica pronta in pochi minuti.Continua a leggere
Faccio SEO da un bel po di tempo. Nel 2008, quando ho iniziato, si parlava ancora di link building selvaggia e di keyword stuffing senza troppi pudori.
Da allora Google è cambiato più volte, gli algoritmi si sono affinati, e con loro anche il mio modo di lavorare.
Oggi guido un’agenzia digitale con specializzazione in AI e SEO, Goldline, e da qualche tempo mi occupo quasi esclusivamente di una domanda che mi arriva sempre più spesso da clienti e colleghi: come si fa SEO con l’intelligenza artificiale senza produrre contenuti che si assomigliano tutti?Continua a leggere
Pubblicato un articolo, il lavoro non finisce. Passano i mesi, le informazioni cambiano, le pagine citate spariscono e certi domini finiscono in mani nuove.
Gestisco guest post e contenuti con link verso siti esterni, e al momento della pubblicazione controllo sempre che ogni collegamento funzioni, sia pertinente e porti a una risorsa coerente col testo. Quel controllo fotografa però la situazione di quel giorno. Internet, nel frattempo, va avanti per conto suo.Continua a leggere
Guida completa agli operatori di ricerca Google: tabella aggiornata, combinazioni avanzate e operatori deprecati
Hai mai digitato una query su Google e ricevuto 50 milioni di risultati, nessuno dei quali rispondeva davvero alla tua domanda? Quel problema ha una soluzione precisa: gli operatori di ricerca Google. Non sono trucchi da hacker né funzioni nascoste — sono comandi documentati che trasformano ogni ricerca in una query chirurgica.
Il problema è che gran parte delle guide disponibili elencano operatori che Google ha abbandonato anni fa. In questa guida troverai una tabella con lo stato verificato di ogni operatore nel 2025, dodici combinazioni avanzate pronte all’uso per SEO e ricerca professionale, e una sezione dedicata agli operatori Gmail. Niente elenchi teorici: solo strumenti che funzionano oggi.
Cosa sono gli operatori di ricerca Google
Gli operatori di ricerca Google sono comandi testuali speciali che si aggiungono a una query per filtrare, restringere o ampliare i risultati di ricerca. Permettono di cercare per dominio, tipo di file, presenza di parole nel titolo o nell’URL, escludere termini e molto altro, trasformando una ricerca generica in una query precisa.
Esistono due livelli di utilizzo. Il primo livello comprende gli operatori di base, accessibili a qualsiasi utente senza conoscenze tecniche: le virgolette per la frase esatta, il trattino per escludere un termine, OR per cercare alternative. Questi operatori modificano come Google interpreta le parole della query, senza richiedere sintassi particolare.
Il secondo livello include gli operatori avanzati, che agiscono sulla struttura della pagina o del dominio piuttosto che sul contenuto semantico: site: restringe i risultati a un dominio specifico, filetype: filtra per formato di file, intitle: controlla se una parola è presente nel tag <title> della pagina.
Le tre regole sintattiche fondamentali da rispettare sempre:
Nessuno spazio tra l’operatore e il suo valore: site:esempio.it funziona, site: esempio.it no.
OR va scritto in maiuscolo: seo OR marketing è riconosciuto come operatore booleano; seo or marketing viene trattato come testo normale.
La punteggiatura non riconosciuta viene ignorata: Google salta caratteri come ! o ? a meno che non facciano parte di un operatore specifico.
Tabella completa degli operatori di ricerca Google: quali funzionano nel 2025
Prima di usare qualsiasi operatore, è fondamentale sapere se è ancora attivo. Google non annuncia sempre le deprecazioni in modo esplicito, e molte guide continuano a presentare come funzionanti comandi che producono risultati inaffidabili o non vengono più interpretati. La tabella che segue distingue tre stati:
Attivo: l’operatore funziona come documentato e produce risultati coerenti.
Parzialmente funzionante: l’operatore esiste ma il comportamento è discontinuo o dipende dal contesto della query.
Deprecato: Google non lo interpreta più come operatore; inserirlo nella query non produce l’effetto atteso.
Come leggere la tabella e verificare lo stato degli operatori
Lo stato è basato sulla documentazione ufficiale di Google Search Central e su test diretti condotti su query reali. “Parzialmente funzionante” indica che l’operatore restituisce qualcosa, ma i risultati non sono sistematicamente filtrati come ci si aspetterebbe: il comportamento varia per dominio, lingua o tipo di contenuto. Gli operatori deprecati compaiono ancora nella query senza errori, ma Google li tratta come testo ordinario.
Operatore
Sintassi
Cosa fa
Stato 2025
Esempio copiabile
Virgolette
"parola"
Cerca la frase esatta nell’ordine indicato
✅ Attivo
"ottimizzazione on-page"
Trattino
-parola
Esclude il termine dai risultati
✅ Attivo
jaguar -auto
OR
A OR B
Restituisce risultati con almeno uno dei due termini
✅ Attivo
SEO OR SEM
AND
A AND B
Entrambi i termini devono essere presenti
✅ Attivo (raro)
marketing AND strategia
Asterisco
*
Wildcard: sostituisce una parola nella frase
⚠️ Parziale
"migliore * per SEO"
site:
site:dominio.it
Limita i risultati a un dominio specifico
✅ Attivo
site:esempio.it SEO
filetype:
filetype:pdf
Filtra per tipo di file
✅ Attivo
filetype:pdf guida SEO
intitle:
intitle:parola
Cerca la parola nel tag title della pagina
✅ Attivo
intitle:"guida SEO 2025"
allintitle:
allintitle:parola1 parola2
Tutti i termini nel titolo
✅ Attivo
allintitle:operatori ricerca google
inurl:
inurl:parola
Cerca la parola nell’URL della pagina
✅ Attivo
inurl:blog SEO tecnica
allinurl:
allinurl:parola1 parola2
Tutti i termini nell’URL
✅ Attivo
allinurl:guida operatori google
intext:
intext:parola
Cerca la parola nel corpo del testo
✅ Attivo
intext:"link building"
allintext:
allintext:parola1 parola2
Tutti i termini nel corpo testo
✅ Attivo
allintext:anchor text SEO
before:
before:AAAA-MM-GG
Risultati pubblicati prima della data
✅ Attivo
SEO before:2023-01-01
after:
after:AAAA-MM-GG
Risultati pubblicati dopo la data
✅ Attivo
core update after:2024-01-01
related:
related:dominio.it
Trova siti simili al dominio indicato
✅ Attivo
related:moz.com
define:
define:parola
Mostra la definizione dizionaristica del termine
✅ Attivo
define:algoritmo
inanchor:
inanchor:parola
Cerca la parola negli anchor text dei link in entrata
✅ Attivo
inanchor:"SEO tecnica"
allinanchor:
allinanchor:parola1 parola2
Tutti i termini negli anchor text
✅ Attivo
allinanchor:guida operatori google
AROUND(n)
termine1 AROUND(5) termine2
I due termini distano al massimo n parole
⚠️ Parziale
SEO AROUND(3) tecnica
source:
source:sito
Filtra per fonte in Google News
⚠️ Parziale
IA source:corriere.it
ext:
ext:pdf
Alternativa a filetype:
✅ Attivo
ext:xlsx report marketing
.. (intervallo)
prezzo 100..500
Intervallo numerico
✅ Attivo
notebook 500..1000 euro
weather:
weather:città
Mostra le previsioni meteo per la città
✅ Attivo
weather:Milano
stocks:
stocks:ticker
Mostra la scheda di borsa del titolo
✅ Attivo
stocks:GOOG
map:
map:luogo
Mostra la mappa della località
✅ Attivo
map:Roma centro
movie:
movie:titolo
Mostra informazioni sul film
✅ Attivo
movie:Oppenheimer
link:
link:dominio.it
Mostra pagine che linkano al dominio
❌ Deprecato
—
cache:
cache:dominio.it
Versione in cache di Google
❌ Deprecato
—
info:
info:dominio.it
Informazioni sul sito
❌ Deprecato
—
+
+parola
Includeva parole con segni grafici
❌ Deprecato
—
~
~parola
Sinonimi del termine
❌ Deprecato
—
Nota metodologica: l’operatore AROUND(n) è documentato da fonti terze ma non figura nella documentazione ufficiale di Google. I risultati variano significativamente per query e lingua: usarlo come strumento di indagine, non come filtro affidabile. source: funziona solo all’interno di Google News.
Operatori di ricerca Google deprecati: la lista aggiornata e le alternative
Gli operatori deprecati sono comandi che Google non interpreta più come filtri attivi. Inserirli in una query non genera errori, ma il motore li tratta come testo normale. Il risultato è che chi li usa convinto che funzionino ottiene ricerche non filtrate, senza rendersene conto.
Perché Google depreca gli operatori di ricerca
Google ha progressivamente ridotto gli operatori avanzati per due ragioni principali. La prima è tecnica: mantenere il supporto a operatori complessi su un indice di miliardi di pagine ha un costo computazionale che difficilmente si giustifica con l’utilizzo reale. La seconda è strategica: Google spinge attivamente i webmaster verso strumenti come Search Console e Google Analytics, che forniscono dati più precisi e contestualizzati rispetto a una query manuale.
Per i professionisti SEO questo significa che alcune analisi storicamente eseguibili con gli operatori richiedono oggi strumenti dedicati.
Ecco gli operatori deprecati con le alternative raccomandate:
link: — Deprecato nel 2017. Serviva a trovare le pagine che linkavano a un dominio specifico. I risultati erano già inaffidabili prima della deprecazione: Google mostrava solo un sottoinsieme arbitrario dei backlink. Alternativa consigliata: Google Search Console per i link al proprio sito; Ahrefs o Semrush per l’analisi dei backlink della concorrenza. Questi strumenti danno dati completi, aggiornati e filtrabili.
cache: — Rimosso definitivamente nel 2024. Permetteva di visualizzare l’ultima versione memorizzata da Google di una pagina. Alternativa consigliata: Wayback Machine di Internet Archive per consultare versioni storiche di qualsiasi URL. Per vedere come Googlebot ha visto una pagina recentemente, usare lo strumento “Controllo URL” in Search Console.
info: — Deprecato. Mostrava informazioni aggregate su un dominio specifico: cache, pagine correlate, link interni. Alternativa consigliata: nessuna alternativa diretta nativa. L’analisi del dominio si effettua oggi combinando site:, Search Console e tool SEO dedicati.
+ (operatore di inclusione) — Deprecato. Doveva forzare l’inclusione di parole con accenti o caratteri grafici nei risultati. In pratica era già poco efficace prima di essere rimosso. Alternativa consigliata: le virgolette intorno al termine garantiscono la corrispondenza esatta, inclusa la grafia con accenti.
~ (operatore sinonimi) — Deprecato nel 2013. Cercava sinonimi e varianti semantiche del termine. Alternativa consigliata: Google gestisce oggi automaticamente l’espansione semantica per la maggior parte delle query. Per ricerche semantiche mirate, conviene usare keyword research tool come Semrush o l’interfaccia di Google Keyword Planner.
Come usare gli operatori di ricerca avanzata di Google: 12 combinazioni pronte all’uso
Le combinazioni multi-operatore rappresentano il valore reale degli operatori di ricerca Google. Una query singola è utile; una query composta da tre o quattro operatori coordinati è uno strumento professionale. Qui sotto trovi dodici scenari reali con query copiabili e risultato atteso.
Combinazioni per audit SEO e indicizzazione
1 — Verifica delle pagine indicizzate per sezione
site:tuodominio.it/blog/
Mostra tutte le pagine della sezione blog attualmente nell’indice di Google. Se il numero è significativamente inferiore agli articoli pubblicati, c’è un problema di indicizzazione da investigare — magari con tag canonici mal configurati o una sitemap incompleta. Per approfondire la gestione della sitemap XML può aiutarti a capire perché alcune pagine non vengono indicizzate.
2 — Pagine HTTP non migrate a HTTPS
site:tuodominio.it -inurl:https
Questa combinazione trova le pagine del dominio il cui URL non contiene la stringa “https”. Utile dopo una migrazione SSL per verificare che non siano rimaste pagine servite in HTTP.
3 — Pagine con URL problematici (tag, categorie, parametri)
site:tuodominio.it inurl:?page= OR inurl:/tag/ OR inurl:/category/
Identifica le URL generate dinamicamente o le pagine di tassonomia che potresti voler escludere dall’indice. Risultato atteso: elenco di pagine potenzialmente con contenuto sottile o duplicato.
4 — Rilevare contenuto duplicato all’esterno del proprio dominio
"[frase univoca dal tuo contenuto]" -site:tuodominio.it
Inserisci una frase di 8-12 parole presa direttamente da un tuo articolo. Se compaiono risultati che non appartengono al tuo dominio, quel contenuto è stato copiato altrove. Tecnica diretta per il monitoraggio della duplicazione.
Combinazioni per link building e opportunità editoriali
5 — Trovare siti aperti a guest post nella tua nicchia
intitle:"scrivi per noi" OR intitle:"pubblica con noi" marketing digitale
Questa query intercetta le pagine che dichiarano esplicitamente di accettare contributi esterni nel settore del marketing digitale. Sostituisci “marketing digitale” con la tua keyword di nicchia. Per una strategia di guest posting efficace, verifica sempre l’autorevolezza del dominio prima di proporre un articolo.
6 — Trovare pagine risorse nella tua nicchia per link building
intitle:"risorse utili" OR intitle:"link utili" SEO -site:tuodominio.it Continua a leggere
Secondo Semrush, nel 2024 la percentuale di query Google che attivano un AI Overview ha superato il 13% negli Stati Uniti su determinate categorie informazionali, con una crescita costante verso l’Europa. Questo dato cambia le regole del gioco per chiunque lavori sul posizionamento organico.
Questo articolo affronta il tema SEO e GEO senza falsi miti e senza allarmismi: troverai la definizione operativa di ciascuna disciplina, una tabella comparativa su 8 assi, il terzo pilastro spesso ignorato (l’AEO), strategie distinte per i principali motori AI e una checklist di audit applicabile subito. La SEO rimane la fondamenta irrinunciabile. La GEO è il layer che si costruisce sopra. Capire dove finisce l’una e inizia l’altra è il primo passo per non sprecare risorse ottimizzando nel posto sbagliato.Continua a leggere