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Hai un sito, magari ci stai lavorando da mesi, ma il traffico non arriva. La causa, il 90% delle volte, è la stessa: le parole chiave sbagliate — o peggio, nessuna strategia di keyword.

Le parole chiave Google non sono dettagli tecnici da delegare agli esperti. Sono il linguaggio che connette quello che offri con quello che le persone cercano. Sceglierle bene fa la differenza tra una pagina invisibile e una che porta clienti ogni giorno.

Questa guida è pratica e diretta: al termine saprai cosa sono le parole chiave, come classificarle, come trovarle con strumenti gratuiti e come usarle sia per il posizionamento organico che per Google Ads. Nessun tecnicismo fine a se stesso: solo quello che ti serve davvero.

Cosa Sono le Parole Chiave Google: Definizione Chiara

Le parole chiave Google sono i termini e le frasi che gli utenti digitano nel motore di ricerca per trovare informazioni, prodotti o servizi. Google analizza queste query e le abbina ai contenuti più pertinenti presenti sul web. Scegliere le keyword giuste è il punto di partenza obbligatorio per comparire nei risultati di ricerca organici o a pagamento.

Ogni volta che qualcuno digita qualcosa su Google, sta usando parole chiave — anche senza saperlo. Google legge quella query, la confronta con miliardi di pagine indicizzate e restituisce i risultati che ritiene più utili e pertinenti.

Le keyword, quindi, funzionano come un ponte: da un lato c’è l’utente con un bisogno, dall’altro c’è il tuo contenuto che (se ottimizzato correttamente) risponde a quel bisogno. Il ruolo delle parole chiave nell’algoritmo di Google è fondamentale: la pertinenza tematica è ancora uno dei principali segnali di ranking, anche nell’era dei modelli linguistici e della ricerca semantica di Google.

Un esempio pratico: un e-commerce di calzature potrebbe puntare alla keyword “scarpe da corsa donna”. Questa frase viene cercata migliaia di volte al mese da persone con un intento chiaro: trovare e probabilmente acquistare un paio di scarpe. Se la pagina prodotto è ottimizzata per quella keyword, Google capisce di cosa parla e la mostra agli utenti giusti al momento giusto.

Capire il concetto di keyword è quindi il prerequisito di qualsiasi strategia SEO efficace. Per approfondire come scegliere le keyword nel modo giusto, ti rimando alla guida dedicata.

Tipi di Parole Chiave: Short Tail, Long Tail, Branded e LSI con Esempi

Le parole chiave Google si dividono in quattro categorie principali: short tail, long tail, branded e semantiche (LSI). Conoscere le differenze è essenziale per costruire una strategia efficace, perché ogni tipo risponde a un momento diverso del percorso d’acquisto o di ricerca dell’utente.

Parole Chiave Short Tail

Le keyword short tail sono parole chiave composte da 1-2 termini generici, con volume di ricerca molto elevato e competizione altissima.

Esempio italiano: “scarpe”, “corso inglese”, “avvocato Milano”

Queste keyword portano tanto traffico potenziale, ma sono difficilissime da presidiare per un sito nuovo o con poca autorità. Inoltre, l’intento dell’utente è vago: chi cerca “scarpe” vuole comprare, informarsi, o qualcos’altro? La conversione è generalmente bassa proprio per questa ambiguità.

Quando ha senso usarle: solo se il tuo sito ha già un’autorità consolidata e una strategia editoriale strutturata. Per i siti giovani o le PMI, puntare solo sulle short tail è un errore costoso.

Parole Chiave Long Tail

Le keyword long tail sono frasi di 3 o più parole, con volume di ricerca più basso ma intento molto più specifico e tasso di conversione significativamente più alto.

Esempio italiano: “scarpe da corsa donna taglia 40 ammortizzate”, “corso inglese online certificato B2”

Secondo diverse analisi di settore, le keyword long tail rappresentano circa il 70% di tutte le ricerche su Google. Per i blog e le piccole imprese, puntare sulle long tail è spesso la strategia più intelligente: meno concorrenza, utente più qualificato, risultati più rapidi. Puoi approfondire la distinzione tra keyword transazionali e keyword informazionali per capire come sfruttarle al meglio.

Keyword Branded e Semantiche (LSI)

Le keyword branded includono il nome di un brand o prodotto specifico: “Nike Air Max”, “iPhone 15 Pro”, “Mulino Bianco ricette”. Queste keyword intercettano utenti che già conoscono il brand e sono in fase decisionale avanzata.

Le keyword semantiche o LSI (Latent Semantic Indexing) sono varianti concettualmente correlate alla keyword principale: se la keyword è “scarpe da corsa”, le LSI potrebbero essere “calzature sportive”, “running shoes”, “scarpe da jogging”. Google non valuta solo la presenza della keyword esatta: analizza l’intero contesto semantico del contenuto. Usare varianti LSI arricchisce il testo, evita la ripetizione meccanica e segnala a Google una trattazione approfondita dell’argomento — senza cadere nella sovraottimizzazione SEO.

Parole Chiave per SEO Organica vs Google Ads: Differenze Fondamentali

Le parole chiave Google funzionano in modo diverso a seconda del contesto in cui vengono usate: la SEO organica e Google Ads condividono la stessa materia prima (le keyword), ma le logiche di utilizzo, le metriche rilevanti e i tempi di risultato sono profondamente diversi.

Per capire meglio il quadro generale, è utile leggere anche la guida sulla differenza tra SEO e SEM.

AspettoSEO OrganicaGoogle Ads
ObiettivoPosizionamento nei risultati non a pagamentoApparire negli annunci sponsorizzati
Metrica principaleRanking, traffico organico, CTRCPC, Quality Score, conversioni
Match typeNon applicabileEsatta, a frase, generica, inversa
Tempi per i risultati3-12 mesiImmediato (appena la campagna va live)
BudgetNessun costo per clickCosto per ogni click ricevuto
Durata dei risultatiPersistente (con manutenzione)Termina alla fine del budget

Keyword per SEO: Puntare al Posizionamento Organico

Per la SEO organica, le metriche chiave da considerare nella scelta delle parole chiave sono:

  • Volume di ricerca mensile: quante persone cercano quella keyword ogni mese
  • Keyword Difficulty (KD): quanto è difficile posizionarsi tra i primi risultati
  • Search intent: l’intenzione dietro la ricerca (informativa, navigazionale, transazionale)

L’orizzonte temporale della SEO organica è medio-lungo: i risultati non arrivano dall’oggi al domani, ma una volta ottenuto il posizionamento tende a durare nel tempo senza costi per click. Gli strumenti consigliati per questa analisi includono Google Search Console (gratuito), Google Keyword Planner e — per chi vuole dati più approfonditi — Semrush o Ahrefs.

Keyword per Google Ads: Logica del Costo per Click

In Google Ads, le stesse keyword si gestiscono con logiche diverse. Il match type (tipo di corrispondenza) è cruciale:

  • Corrispondenza esatta [keyword]: l’annuncio appare solo per quella query precisa
  • Corrispondenza a frase "keyword": appare per varianti vicine alla frase
  • Corrispondenza generica keyword: massima portata, ma rischio di click non pertinenti
  • Keyword negative: escludono query irrilevanti, riducono gli sprechi di budget

Il CPC (Cost Per Click) varia enormemente in base al settore: una keyword come “corso di inglese online” può avere un CPC di 3-8€, ma con un buon Quality Score (indicatore di pertinenza dell’annuncio) il costo si abbassa. La stessa keyword “corso di inglese online” è raggiungibile anche organicamente con un articolo ottimizzato — ma i risultati organici arrivano in mesi, non in ore.

Come Usare Google Keyword Planner Gratis: Guida Passo Passo

Google Keyword Planner è lo strumento ufficiale di Google per la ricerca di parole chiave, accessibile gratuitamente tramite un account Google Ads anche senza attivare campagne a pagamento né inserire dati di fatturazione.

Come Accedere a Google Keyword Planner Senza Pagare

Molti pensano che Google Keyword Planner richieda un budget attivo. Non è così. Ecco come accedere gratuitamente:

  1. Crea un account Google Ads su ads.google.com. Nella configurazione iniziale, quando Google ti chiede di creare la tua prima campagna, clicca su “Passa alla modalità esperto” in basso alla pagina.
  2. Salta la configurazione della campagna scegliendo “Crea un account senza una campagna”. Google non richiederà dati di pagamento per accedere agli strumenti.
  3. Accedi al Keyword Planner dal menu: Strumenti → Pianificazione → Strumento di pianificazione delle parole chiave.
  4. Scegli tra due modalità:
    • “Scopri nuove parole chiave”: inserisci 1-5 keyword seme (es. “scarpe da corsa”) o l’URL di un competitor per ottenere suggerimenti.
    • “Visualizza volume di ricerca e previsioni”: incolla una lista di keyword che già conosci per ottenere i dati statistici.
  5. Imposta paese e lingua (Italia / Italiano) per dati localizzati.
  6. Analizza i risultati: Google mostra volume mensile medio, livello di competizione e offerta CPC suggerita per ogni keyword.
  7. Esporta in CSV usando il pulsante in alto a destra per analizzare i dati offline con Excel o Google Sheets.

Nota pratica: senza campagne attive, i volumi di ricerca vengono mostrati in fasce (es. “1.000 – 10.000”) invece che come numero preciso. È una limitazione reale, ma i dati restano utili per capire l’ordine di grandezza e la competitività delle keyword.

Come Leggere i Dati del Keyword Planner

I dati restituiti dal Keyword Planner vanno interpretati correttamente:

  • Volume mensile medio: indica quante ricerche mensili riceve quella keyword in media nell’arco degli ultimi 12 mesi. Un volume di 1.000 ricerche/mese è diverso da un picco stagionale.
  • Competizione (bassa/media/alta): riflette la competizione tra inserzionisti Google Ads, non la difficoltà SEO. “Alta” significa che molti inserzionisti fanno offerte su quella keyword.
  • Offerta CPC suggerita: il range di costo per click stimato se attivassimo una campagna. Utile anche per la SEO: un CPC alto indica keyword con alta intenzione commerciale.
  • Trend stagionale: il grafico mensile mostra i picchi stagionali — fondamentale per pianificare contenuti o campagne con anticipo.

Per sfruttare Google Keyword Planner al massimo, usalo in combinazione con Google Suggest per scoprire varianti di keyword emergenti che lo strumento ufficiale non sempre suggerisce.

Strumenti per le Parole Chiave: Gratuiti vs a Pagamento a Confronto

Gli strumenti per la ricerca di parole chiave Google si dividono in gratuiti, freemium e a pagamento. La scelta dipende dal volume di lavoro, dal budget e dalla profondità di analisi necessaria.

StrumentoCostoDati principaliDifficoltà (1-5)Ideale per
Google Keyword PlannerGratuitoVolume, CPC, competizione Ads⭐⭐Chi inizia, campagne Ads
Google TrendsGratuitoTrend temporali, stagionalitàBlog, e-commerce stagionali
Google Search ConsoleGratuitoQuery reali, CTR, posizioni⭐⭐Ottimizzare pagine esistenti
UbersuggestFreemiumVolume, KD, suggerimenti⭐⭐PMI, blogger, SEO base
Answer The PublicFreemiumDomande e preposizioni correlateContent marketing, FAQ
SEOZoomA pagamentoKD, SERP italiana, backlink⭐⭐⭐Professionisti, mercato IT
SemrushA pagamentoVolume, KD, analisi competitor⭐⭐⭐⭐Agenzie, SEO avanzato
AhrefsA pagamentoBacklink, KD, SERP globale⭐⭐⭐⭐SEO specialist, mercati internazionali

Quando ha senso investire in uno strumento a pagamento?

Gli strumenti gratuiti bastano per iniziare e per chi gestisce un sito personale o un piccolo blog. Ma presentano limiti concreti: dati aggregati invece di volumi esatti, nessuna analisi dei backlink dei competitor, copertura limitata delle SERP.

Se gestisci siti per clienti, lavori su mercati competitivi o hai bisogno di monitorare decine di keyword in modo sistematico, uno strumento come Semrush o SEOZoom (quest’ultimo con un ottimo focus sul mercato italiano) ripaga l’investimento in poco tempo.

Per chi vuole approfondire le parole chiave più cercate su Google in Italia, è disponibile una guida dedicata che integra perfettamente questa panoramica sugli strumenti.

Come Modificare le Parole Chiave su Google: SEO Organica e Google Ads

Modificare le parole chiave su Google significa operare in due ambienti distinti con procedure diverse: nel primo caso si interviene direttamente sui contenuti del sito per la SEO organica, nel secondo si agisce sulla dashboard di Google Ads per le campagne a pagamento.

Modificare le Keyword per la SEO Organica

Quando una pagina non si posiziona per la keyword target, o quando vuoi aggiornare una pagina esistente con keyword più pertinenti, questi sono i punti su cui intervenire:

  1. Title tag: è il segnale on-page più importante per Google. La keyword principale deve comparire preferibilmente all’inizio.
  2. H1: il titolo principale della pagina deve contenere la keyword o una variante stretta.
  3. Meta description: non è un fattore di ranking diretto, ma influenza il CTR. Includi la keyword in modo naturale.
  4. Corpo del testo: distribuisci la keyword e le sue varianti semantiche in modo naturale, specialmente nei primi 100 parole e in eventuali sottotitoli H2/H3. Approfondisci il tema della keyword density per evitare errori comuni.
  5. URL: se l’URL non contiene la keyword e vuoi modificarlo, fallo con cautela e imposta sempre un redirect 301 dall’URL vecchio al nuovo per non perdere il posizionamento acquisito.
  6. Sitemap: dopo modifiche significative, aggiorna e risottometti la sitemap tramite Google Search Console.

Cosa monitorare dopo le modifiche: usa Google Search Console per verificare le impressioni e le posizioni nelle settimane successive. I risultati di una modifica SEO si vedono tipicamente entro 2-8 settimane.

Modificare le Keyword in Google Ads

In Google Ads, le keyword si gestiscono a livello di gruppo di annunci. Ecco come procedere:

  1. Accedi alla campagna → seleziona il gruppo di annunci → clicca su “Parole chiave” nella barra laterale.
  2. Aggiungere keyword: clicca sul pulsante blu “+”, inserisci le nuove keyword nel formato corretto (con le parentesi per il match type corretto).
  3. Rimuovere keyword: seleziona la keyword, clicca su “Modifica” → “Rimuovi”.
  4. Cambiare match type: non è possibile modificarlo direttamente; devi rimuovere la keyword esistente e ricrearne una nuova con il match type desiderato.
  5. Keyword negative: aggiungi le parole chiave a corrispondenza inversa a livello di campagna o gruppo per escludere query non pertinenti e ridurre gli sprechi. Esempio: se vendi scarpe nuove, aggiungi “usate” come keyword negativa.

Per monitorare l’effetto delle modifiche su Google Ads, analizza regolarmente il Rapporto termini di ricerca per vedere le query reali che hanno attivato i tuoi annunci.

Keyword Difficulty e Volume di Ricerca: Come Scegliere le Parole Chiave Giuste

La Keyword Difficulty (KD) è una metrica che misura quanto sia difficile posizionarsi organicamente tra i primi risultati di Google per una determinata parola chiave, su una scala solitamente da 0 a 100. Il volume di ricerca indica invece quante volte quella keyword viene cercata mediamente ogni mese.

La trappola più comune è quella di inseguire le keyword con il volume più alto. Non funziona così.

La metrica che conta davvero è il rapporto tra volume e difficoltà: una keyword con 2.000 ricerche mensili e KD 15 è molto più strategica di una con 20.000 ricerche mensili e KD 85, soprattutto per siti giovani o con poca autorità.

Soglie pratiche orientative (valori Semrush/Ahrefs):

  • KD 0-30: accessibile anche per siti nuovi, poca competizione, risultati più rapidi
  • KD 30-60: serve un sito con una certa autorità e una buona strategia di link building
  • KD 60-80: difficile senza un profilo backlink solido e contenuti di alta qualità
  • KD 80+: territorio dei grandi brand e dei siti con anni di autorità accumulata

Il concetto di “opportunità keyword” si basa proprio su questa logica: alta domanda + bassa difficoltà = jackpot. Queste keyword esistono, ma vanno cercate con metodologia, spesso esplorando angolazioni long tail o nicchie verticali poco presidiate.

Un esempio concreto: “corsi di cucina Milano” (KD 42, ~800 ricerche/mese) può essere più redditizia per un’attività locale di “corso di cucina” (KD 71, ~12.000 ricerche/mese), specialmente se abbinata a una strategia di local SEO.

Parole Più Cercate su Google Oggi: Come Trovarle con Google Trends

Google Trends è uno strumento gratuito di Google che mostra l’andamento nel tempo del volume di ricerca per qualsiasi termine, permettendo di identificare keyword in crescita, trend stagionali e query del momento in tempo reale.

Ecco come usarlo in modo pratico:

  1. Accedi a trends.google.it e imposta il paese su “Italia” e il periodo di riferimento (ultimi 12 mesi per la stagionalità, ultime 4 settimane per i trend recenti).
  2. Usa “Ricerche di tendenza” (nella homepage) per vedere le query più cercate in Italia nelle ultime 24 ore: utile per blog di news, contenuti virali o campagne Ads tempestive.
  3. Confronta due keyword inserendole entrambe nella barra di ricerca: Google Trends mostra quale sta crescendo e quale è stabile o in calo. Esempio: “panettone artigianale” vs “pandoro artigianale” ti dice quale sta prendendo quota.
  4. Analizza la stagionalità: alcune keyword hanno picchi prevedibili — “panettone” esplode a novembre-dicembre, “crema solare” a maggio-giugno. Pianifica i contenuti SEO con 2-3 mesi di anticipo rispetto al picco.
  5. Esplora le query correlate: in fondo alla pagina di ogni analisi, Google Trends suggerisce query correlate in crescita: sono spesso keyword emergenti con bassa competizione attuale.

La combinazione vincente: Google Trends + Google Keyword Planner. Usa Trends per identificare keyword in crescita, poi verifica volume e competizione su Keyword Planner. Trovare una keyword con volume in aumento e bassa KD attuale è il modo più efficace per posizionarsi prima che la competizione si accorga dell’opportunità.

Esempi Pratici di Keyword Research per Settore

Applicare la teoria a casi concreti è il modo più rapido per capire come impostare una keyword research efficace. Ecco tre esempi reali per altrettanti settori, con la logica di selezione spiegata per ciascuno.

E-commerce: Negozio di Scarpe Online

Keyword principaleLong tail correlateIntento
scarpe donnascarpe donna tacco basso comode, scarpe donna estive elegantiInformativo/commerciale
scarpe da corsascarpe da corsa donna ammortizzate, scarpe da running per principiantiCommerciale
scarpe da cerimoniascarpe da cerimonia economiche online, scarpe da cerimonia donna elegantiTransazionale

Logica: la keyword “scarpe donna” è troppo competitiva da sola. Le long tail con attributi specifici (materiale, occasione, prezzo) hanno volume più basso ma conversione molto più alta.

Blog Informativo: Blog di Cucina

  • Keyword principale: “ricette veloci” (volume alto, KD medio) → articolo listicle
  • Long tail: “ricette veloci con pochi ingredienti”, “ricette veloci per bambini” → articoli dedicati
  • Stagionale: “dolci di Natale facili”, “ricette di Pasqua” → contenuti evergreen con picchi prevedibili

Logica: un blog di cucina può dominare nicchie specifiche (cucina vegana veloce, dolci senza forno) invece di competere frontalmente su “ricette” con i grandi editori.

Attività Locale: Ristorante a Milano

  • Keyword principale: “ristorante Milano centro” (alta competizione locale)
  • Long tail ad alta conversione: “ristorante con menu fisso Milano”, “ristorante romantico Milano zona Navigli”, “ristorante per cerimonie Milano con parcheggio”

Logica: per un’attività locale, le long tail geografiche con intento specifico (menu fisso, cerimonie, zona) portano clienti pronti a prenotare, non semplici curiosi.

Come replicare questo processo per il tuo settore: parti dalla keyword generica del tuo settore, espandila con attributi (prezzo, luogo, occasione, caratteristica), filtra per KD e volume su Keyword Planner, poi verifica l’intento reale guardando i primi 10 risultati su Google per quella query. Se vedi solo e-commerce e cerchi di posizionare un articolo blog, stai combattendo la battaglia sbagliata.

Domande Frequenti sulle Parole Chiave Google

Clicca sulla domanda per visualizzare la risposta.

Quali sono le parole chiave su Google?

Le parole chiave su Google sono i termini e le frasi che gli utenti digitano nel motore di ricerca per trovare informazioni, prodotti o servizi. Google le usa per abbinare le query ai contenuti più rilevanti sul web. Possono essere singole parole (“scarpe”), frasi brevi (“scarpe da corsa”) o query molto specifiche (“scarpe da corsa donna ammortizzate taglia 40”). Ogni pagina web dovrebbe essere ottimizzata per le keyword più pertinenti al suo contenuto.

Come modificare le parole chiave su Google?

Per la SEO organica, modifica title tag, H1, meta description e corpo del testo della pagina con le nuove keyword, applicando eventualmente un redirect 301 se cambi anche l’URL. Per Google Ads, accedi alla campagna, seleziona il gruppo di annunci, clicca su “Parole chiave” e aggiungi, rimuovi o ricrea le keyword con il match type desiderato. Monitora i risultati con Google Search Console (SEO) o la dashboard Google Ads (campagne a pagamento).

Quali sono i tre segreti di Google?

Non esistono “tre segreti” ufficiali di Google, ma tre principi fondamentali del suo algoritmo sono ampiamente documentati: la pertinenza tematica (il contenuto risponde davvero alla query?), l’autorità del sito (quanti link di qualità riceve?), e l’esperienza utente (la pagina carica veloce, è usabile su mobile?). Google Search Central documenta pubblicamente i criteri di ranking più importanti, anche se i dettagli algoritmici restano riservati.

Qual è il motto di Google?

Il motto storico di Google era “Don’t be evil” (Non fare del male), adottato informalmente come principio guida dell’azienda dalla sua fondazione. Con la riorganizzazione sotto Alphabet nel 2015, il motto ufficiale della casa madre è diventato “Do the right thing” (Fa’ la cosa giusta). Google ha anche una missione dichiarata: “organizzare le informazioni del mondo e renderle universalmente accessibili e utili”.

Come si fa la ricerca di parole chiave gratis?

La ricerca di parole chiave gratis si può fare con diversi strumenti: Google Keyword Planner (accessibile con un account Google Ads senza inserire dati di pagamento), Google Trends (per analizzare stagionalità e trend), Google Search Console (per scoprire le query reali del tuo sito), Ubersuggest nella versione gratuita limitata, e Answer The Public per trovare domande correlate. La combinazione di questi strumenti gratuiti copre la maggior parte delle esigenze di base.

Qual è la differenza tra keyword short tail e long tail?

Le keyword short tail sono composte da 1-2 parole generiche (es. “scarpe”), hanno volume di ricerca alto ma competizione elevatissima e intento vago. Le keyword long tail sono frasi di 3 o più parole molto specifiche (es. “scarpe da corsa donna taglia 40 ammortizzate”), con volume più basso ma intento preciso e tasso di conversione molto più alto. Per siti nuovi o PMI, puntare sulle long tail è quasi sempre la strategia più efficace e praticabile.

Cosa significa keyword difficulty e come si usa?

La keyword difficulty (KD) è una metrica su scala 0-100 che stima quanto sia difficile posizionarsi organicamente tra i primi risultati di Google per una determinata keyword. Un KD sotto 30 è accessibile per siti nuovi; tra 30 e 60 serve autorità consolidata; sopra 60 è difficile senza un profilo backlink solido. Si usa in combinazione con il volume di ricerca per individuare le “keyword opportunità”: alta domanda, bassa difficoltà. Strumenti come Semrush, Ahrefs o SEOZoom la calcolano automaticamente.

Takeaway Finale: Da dove Partire Subito

Hai ora una mappa completa delle parole chiave Google: cosa sono, come classificarle, come trovarle e come usarle in contesti diversi. Ma la conoscenza senza azione non porta traffico.

Il punto di partenza più semplice e immediato è questo: apri Google Keyword Planner, inserisci 3-5 keyword che descrivono il tuo business o il tuo sito, e guarda i dati di volume e competizione. Poi confronta quei dati con quello che trovi su Google Trends per capire se c’è stagionalità da sfruttare.

Da lì, scegli una keyword long tail con KD accessibile, crea (o ottimizza) una pagina dedicata e monitora i risultati su Google Search Console. È un processo iterativo: ogni dato che ottieni ti dice dove intervenire next.

Le parole chiave non sono un’attività da fare una volta sola. Sono la bussola continuativa di qualsiasi strategia SEO o Ads che funzioni nel tempo. Per approfondire come migliorare il posizionamento su Google partendo dalle keyword, la guida dedicata è il passo successivo naturale.