di Max Del Rosso

Il backlink, il collegamento ipertestuale da un sito esterno verso il proprio, resta da vent’anni la base su cui si costruisce l’autorità di un dominio agli occhi di Google. Chi lavora seriamente sul posizionamento organico continua a investire in una link building di qualità, e i dati confermano che questo lavoro resta fondamentale per scalare le SERP tradizionali.

Con l’arrivo dei motori di risposta generativi come ChatGPT, Gemini, Perplexity e Claude, però, si è affiancato un secondo segnale a cui vale la pena prestare attenzione: la menzione testuale del brand, anche quando non è accompagnata da alcun link cliccabile. In questo articolo vediamo cosa dicono gli studi più recenti su questo fenomeno, come si integra con il lavoro di link building che già fai, e come costruire una presenza che funzioni sia su Google sia dentro le risposte dell’IA.

Due modi diversi di leggere il web

Un motore di ricerca classico indicizza le pagine e analizza il grafo dei collegamenti tra i siti. Un backlink, in questo modello, funziona come un voto di fiducia: se un dominio autorevole linka il tuo sito, Google interpreta quel link come un segnale di qualità e ne tiene conto nel calcolo del posizionamento.

I modelli di intelligenza artificiale generativa lavorano in modo complementare. Attraverso sistemi di retrieval-augmented generation, gli LLM non si limitano a contare i link: leggono il testo integrale del web ed estraggono le entità, cioè aziende, persone, prodotti, categorie merceologiche, insieme alle relazioni che le collegano. Quando qualcuno chiede a un’IA quali siano le migliori piattaforme di email marketing, il modello osserva con quale frequenza e in quale contesto i vari brand vengono nominati in articoli, recensioni, forum e guide comparative, non soltanto quanti link puntano ai loro siti.

Una conseguenza pratica di questo doppio funzionamento: un ottimo posizionamento organico su Google, costruito con anni di link building solida, non garantisce automaticamente la stessa visibilità dentro le risposte dell’IA. Alcune analisi di settore stimano che la sovrapposizione tra i primi dieci risultati organici e le fonti citate dagli AI Overviews oscilli tra il 17% e il 38%, a seconda del tipo di ricerca. Non significa che il lavoro sui backlink perda valore: significa che, per essere citati anche dall’IA, serve presidiare un segnale in più, quello delle menzioni testuali.

Cosa dicono i dati sulle menzioni di brand

Il tema non è teorico. Uno studio di Ahrefs su oltre 75.000 brand ha misurato la correlazione tra diversi segnali e la probabilità di comparire nelle risposte generate dall’IA.

Segnale analizzatoCorrelazione con la visibilità nell’IA
Menzioni del brand sul web0,664
Anchor text branded0,527
Volume di ricerca del brand0,392
Domain Rating0,326
Backlink tradizionali0,218

Il dato va letto con attenzione. Non dice che i backlink non contano: dice che, specificamente per essere citati dentro una risposta generativa, il numero di volte in cui il tuo nome compare nel testo del web pesa di più del solo profilo di link. I due segnali rispondono a obiettivi diversi, e infatti convivono bene: una campagna di digital PR o di link building su testate autorevoli, quella che genera un buon backlink, quasi sempre genera anche una menzione testuale del brand nello stesso articolo. Lavorando bene sul primo fronte, spesso si ottiene automaticamente anche il secondo.

Un altro studio, condotto da AirOps, ha confrontato la correlazione tra link nofollow e follow con la visibilità nell’IA, trovando valori quasi identici, 0,509 contro 0,504. Per un modello linguistico conta il contesto semantico della menzione più dell’attributo tecnico del link, un dettaglio che nella pratica della link building vale la pena tenere presente quando si valuta l’opportunità editoriale di una pubblicazione, a prescindere dal tipo di link che offre.

Menzione e citazione non sono la stessa cosa

Nel linguaggio della GEO, i due termini vengono spesso confusi, ma indicano passaggi diversi del processo.

  • Menzione di brand: qualsiasi riferimento pubblico al nome della tua azienda o dei tuoi prodotti in un testo, su una testata, un blog, un forum o un portale di recensioni.
  • Citazione: il collegamento o la fonte esplicita che l’IA mostra all’utente per indicare da dove ha preso l’informazione, come le schede numerate di Perplexity o degli AI Overviews.

La menzione esterna è ciò che permette all’IA di scoprire e imparare a conoscere il tuo brand nel tempo. La citazione nella risposta è il risultato finale, la raccomandazione vera e propria che arriva all’utente. Da questa distinzione nasce il concetto di Share of Model, la percentuale di domande pertinenti al tuo settore in cui l’IA nomina il tuo brand rispetto ai concorrenti.

Come l’IA giudica l’autorevolezza di un brand

Gli LLM non scelgono chi raccomandare in modo casuale. Tre fattori pesano più degli altri.

La frequenza di citazione conta quante volte il tuo brand compare nel materiale che l’IA consulta per rispondere a una domanda: dieci articoli indipendenti che parlano di te su un tema specifico segnalano che sei un attore rilevante in quel settore. La rilevanza contestuale guarda invece a come e dove compari: una menzione dentro un confronto tra prodotti pesa più di una citazione isolata in un contesto poco pertinente. Infine l’autorità della fonte stabilisce quanto vale ciascuna menzione: comparire su una testata giornalistica riconosciuta o su Wikipedia conta molto più che essere citati su decine di directory automatiche di scarsa qualità.

Le fonti da cui gli LLM attingono di più mostrano una forte concentrazione. Wikipedia costituisce una quota enorme delle fonti primarie usate da ChatGPT per definire le entità aziendali. Reddit e i forum arrivano a coprire fino al 48% delle citazioni di tipo community su Perplexity e ChatGPT, perché l’IA vi cerca esperienze reali di utenti. I portali di recensione B2B e B2C, come Trustpilot o G2, restano invece la fonte principale per confronti e valutazioni d’acquisto.

Costruire menzioni di brand senza smettere di fare link building

Le due attività non competono per lo stesso budget: si rafforzano a vicenda, se impostate bene.

La Digital PR resta il motore principale per generare entrambi i segnali insieme. Quando posizioni un caso studio o un dato originale su una testata di settore, ottieni tipicamente sia un link sia una menzione testuale nello stesso pezzo, il combinato più efficace sia per la SEO tradizionale sia per la GEO. Il content marketing basato su dati proprietari aiuta nello stesso modo: uno studio dell’università di Princeton ha misurato che inserire statistiche verificabili e citazioni di fonti autorevoli aumenta la probabilità di essere ripresi dall’IA dal 30% al 40%, e ogni volta che un altro sito riprende quel dato, spesso lo fa linkando la fonte originale.

Il presidio delle community, su Reddit, YouTube e i portali di recensione, aggiunge un livello che il link building da solo non copre: la prova sociale di utenti reali che parlano del brand nelle proprie parole. Uno studio di Digital Bloom ha rilevato che i brand attivi su almeno quattro piattaforme esterne diverse hanno una probabilità 2,8 volte superiore di essere raccomandati da ChatGPT rispetto a chi si affida solo al proprio sito.

Conta poi la coerenza dell’entità aziendale: nome, descrizione dei servizi e proposta di valore devono essere identici su sito, LinkedIn, Wikidata e directory di settore, con una marcatura Schema.org corretta che colleghi ogni citazione esterna al profilo ufficiale. Infine serve un monitoraggio continuo delle menzioni, con strumenti come Otterly.ai, Peec AI o Semrush AI Toolkit, per capire con quale sentiment l’IA parla del brand e intervenire dove necessario. Quando trovi un articolo che ti cita senza link, spesso basta un contatto diretto con la redazione per proporne l’aggiunta: anche se il link non arriva, la menzione testuale sta comunque lavorando a tuo favore.

Backlink e menzioni a confronto

AspettoBacklinkMenzione di brand
Effetto principaleAutorità del dominio su GoogleRiconoscimento dell’entità da parte dell’IA
Dove agiscePosizionamento organico tradizionaleRisposte generate da ChatGPT, Gemini, Perplexity
Come si ottieneDigital PR, guest post, collaborazioni editorialiSpesso le stesse attività, anche senza link incluso
Serve ancora?Sì, resta un fattore di ranking centraleSì, in aggiunta, per la visibilità nei motori generativi

Una roadmap pratica in 60 giorni

PeriodoAttività
Giorni 1-15Mappa i prompt d’acquisto del tuo settore e testali su ChatGPT, Perplexity e Gemini, verificando se il brand compare e chi cita l’IA al posto tuo.
Giorni 16-30Uniforma nome, descrizione e proposta di valore su sito, LinkedIn, Wikidata e directory di settore. Aggiorna la marcatura Schema.org.
Giorni 31-45Riscrivi le pagine chiave con risposte dirette nelle prime righe e arricchiscile con dati e statistiche verificabili.
Giorni 46-60Avvia o intensifica la campagna di digital PR e link building, e presidia in modo attivo Reddit, YouTube e i portali di recensione.

 

Chi lavora già con costanza sulla link building ha una base solida su cui costruire anche la visibilità nei motori generativi: gran parte delle attività che generano un buon backlink, se impostate con l’obiettivo di ottenere una copertura editoriale reale, producono insieme al link anche la menzione testuale che oggi l’IA legge e ricorda.