di Max Del Rosso

Fino a qualche anno fa cercare qualcosa su Google significava una cosa sola: digitare due o tre parole, scorrere una lista di link blu e scegliere quale aprire. Oggi sempre più persone fanno una domanda intera a ChatGPT, Gemini o Perplexity e ricevono una risposta già pronta, scritta dall’intelligenza artificiale, spesso senza dover cliccare da nessuna parte.

Questo cambiamento ha un nome tecnico, Generative Engine Optimization, abbreviato in GEO. In questa guida vediamo cos’è di preciso, come funziona dal punto di vista tecnico e cosa puoi fare concretamente se vuoi che il tuo sito, il tuo brand o la tua attività vengano citati quando qualcuno chiede consiglio a un’IA invece che a Google.

Perché sempre meno persone cliccano sui link

Il dato di partenza è semplice da capire ma pesante nelle conseguenze. Secondo un’analisi di Similarweb, nel maggio 2024 circa il 56% delle ricerche su Google legate a notizie si concludeva senza alcun clic verso un sito esterno. Un anno dopo, con l’arrivo su larga scala degli AI Overviews di Google, quella percentuale è salita al 69%.

Gartner, la nota società di ricerca, ha previsto un calo del volume di ricerche sui motori tradizionali del 25% entro il 2026, con proiezioni che arrivano al 50% entro il 2028. Il traffico web non sparisce: cambia forma. Chi arriva su un sito perché citato dentro una risposta dell’IA mostra un’intenzione d’acquisto più concreta, e converte meglio del traffico organico generico. Essere citati dall’intelligenza artificiale, in un certo senso, diventa il nuovo primo posto su Google.

Cos’è davvero la GEO

Il termine è stato usato per la prima volta in modo sistematico in uno studio universitario firmato da ricercatori di Princeton, Georgia Tech e IIT Delhi, tra il 2023 e il 2024. La definizione, semplificata, è questa: la GEO raccoglie le tecniche che servono a far sì che i contenuti di un sito vengano scelti, letti e citati dai motori di risposta basati su intelligenza artificiale, non solo trovati e cliccati come accade con Google.

La confusione più comune è pensare che la GEO sostituisca la SEO. Non è così. La SEO resta la base su cui si costruisce tutto il resto: un sito lento, mal indicizzato o tecnicamente debole non verrà mai letto né citato da nessuna intelligenza artificiale, per quanto i suoi contenuti siano scritti bene.

Come fa un’intelligenza artificiale a scegliere cosa citare

Quando scrivi una domanda a ChatGPT Search, Perplexity o Google AI Overviews, dietro le quinte succede qualcosa di preciso, chiamato tecnicamente RAG, retrieval-augmented generation. Detto in modo semplice, il sistema segue quattro passaggi:

  1. Cerca sul web, in tempo reale, i documenti più pertinenti alla domanda che hai posto.
  2. Non legge le pagine per intero come farebbe una persona: le spezzetta in piccoli blocchi di testo e valuta quali rispondono in modo diretto alla domanda.
  3. Rielabora i blocchi migliori, presi da fonti diverse, e li trasforma in un testo unico e scorrevole.
  4. Decide quali marchi nominare esplicitamente e quali fonti collegare con un link o una nota.

Non tutte le piattaforme scelgono le stesse fonti, ed è qui che le cose si fanno interessanti per chi lavora su un brand. ChatGPT si appoggia molto a Bing, a Wikipedia (con una dipendenza altissima) e a Reddit. Perplexity preferisce Reddit, YouTube, LinkedIn e testate giornalistiche di settore aggiornate di frequente. Gemini e gli AI Overviews attingono dall’indice di Google stesso, con una certa predilezione per le proprietà Google come YouTube o Google Maps. Claude, di Anthropic, si distingue per una preferenza verso blog tecnici, documentazione professionale e articoli accademici, evitando i contenuti dal taglio troppo commerciale.

SEO e GEO a confronto

Vale la pena guardare le differenze una accanto all’altra, perché aiutano a capire dove concentrare gli sforzi.

CaratteristicaSEO tradizionaleGEO
ObiettivoPosizionare una pagina e ottenere clicEssere citati e raccomandati nelle risposte dell’IA
Cosa si misuraPosizione in classifica per una keywordQuante risposte dell’IA citano il tuo brand su un tema
Dove si giocaGoogle, BingChatGPT, Perplexity, Gemini, Claude
Cosa conta di più fuori dal sitoI link che altri siti fanno al tuo (backlink)Quanto e come il tuo brand viene nominato online, anche senza link
Come si scriveTesti lunghi, keyword distribuite nel testoRisposte dirette, dati concreti, tabelle

Perché farsi nominare conta più che farsi linkare

Per vent’anni, in ottica SEO, il backlink è stato il segnale più importante per dimostrare a Google l’autorità di un sito. Con l’IA generativa le cose cambiano parecchio, perché i modelli linguistici non guardano solo la rete di link tra i siti: leggono il testo per intero, ovunque compaia, e imparano chi è un brand osservando quante volte e in quale contesto viene nominato, anche quando quella menzione non contiene alcun link cliccabile.

Una ricerca di Ahrefs su oltre 75.000 brand ha misurato questa differenza in modo netto: le menzioni del brand sul web hanno una correlazione di 0,664 con la visibilità nell’IA, contro appena 0,218 dei backlink tradizionali. In pratica, il tuo nome citato su altri siti conta quasi tre volte di più di un link che punta al tuo. Uno studio separato di Muck Rack, condotto su 25 milioni di link, ha trovato che oltre l’84% delle citazioni fatte dalle IA arriva da earned media, cioè copertura mediatica ottenuta e non pagata, mentre i contenuti sponsorizzati restano sotto lo 0,3%.

Come scrivere contenuti che l’IA sceglie di citare

Gli studi accademici concordano su alcune tecniche pratiche, applicabili da subito su un sito o un blog aziendale.

La prima si chiama BLUF, un acronimo inglese che significa “la sostanza prima di tutto”. Vuol dire scrivere la risposta diretta nelle prime righe di ogni sezione, prima ancora di spiegarne il contesto. Se un paragrafo deve dire quanto costa un servizio, lo dice subito, poi approfondisce. È l’opposto di tre paragrafi di premesse prima di arrivare al punto.

La seconda tecnica riguarda i numeri. Lo studio di Princeton e Georgia Tech ha misurato che inserire statistiche verificabili, dati proprietari e citazioni di fonti autorevoli aumenta la probabilità di essere citati dal 30% al 40%. Al contrario, ripetere meccanicamente la parola chiave, la vecchia pratica del keyword stuffing, non porta alcun vantaggio e in certi casi riduce le probabilità di essere selezionati.

La terza riguarda i dati strutturati, tecnicamente chiamati markup Schema.org. Sono etichette invisibili nel codice della pagina che dicono con precisione all’IA chi sei, cosa vendi, quanto costa un prodotto o quali sono le domande frequenti su un argomento. I tipi più utili sono tre: Organization per l’identità dell’azienda, Product per prezzi e disponibilità nel caso di un e-commerce, FAQPage per le domande e risposte.

C’è infine un dettaglio tecnico che molti trascurano: i robot dell’intelligenza artificiale che leggono il web in tempo reale, come PerplexityBot o OAI-SearchBot, sono diversi da quelli usati per addestrare i modelli. Se il file robots.txt del sito li blocca per errore, il sito diventa invisibile su quella piattaforma specifica, anche con i contenuti scritti perfettamente.

Farsi notare anche fuori dal proprio sito

Dato che la maggior parte delle citazioni arriva da fonti esterne, la strategia fuori dal sito conta quanto, se non più, di quella sulle proprie pagine.

La Digital PR, in questo contesto, non serve a comprare link ma a costruire una reputazione che altri raccontano al posto tuo: pubblicare ricerche originali, rilasciare interviste, comparire su testate di settore. Quando l’IA cerca una risposta a “quali sono i migliori software di contabilità in Italia”, cita i nomi che trova ripetuti con più frequenza e credibilità nelle rassegne di terze parti, non quelli che si autopromuovono di più.

Conta anche essere presenti in modo coerente su più piattaforme. Uno studio di Digital Bloom ha rilevato che i brand visibili su almeno quattro piattaforme esterne diverse hanno una probabilità 2,8 volte superiore di essere raccomandati da ChatGPT rispetto a chi si affida solo al proprio sito. Reddit da solo genera fino al 48% delle citazioni di tipo community nei motori come Perplexity, perché le conversazioni reali tra utenti offrono all’IA una prova sociale che un sito aziendale, da solo, non può dare. YouTube viene scansionato a fondo per estrarre consigli pratici dalle trascrizioni, mentre LinkedIn e i portali di recensione come Trustpilot o G2 restano le fonti principali per il mondo B2B.

Come capire se la strategia sta funzionando

Google Analytics, da solo, non basta più: non mostra quante volte il tuo brand viene nominato dentro una conversazione con ChatGPT se l’utente non arriva poi sul tuo sito. Servono altre metriche.

  • Share of Model: su cento domande rilevanti per il tuo settore, in quante l’IA nomina il tuo brand.
  • Citation rate: quante volte, oltre a nominarti, l’IA inserisce anche un link cliccabile verso il tuo sito.
  • Sentiment: il tono con cui l’IA parla di te, positivo, neutro o critico.
  • Traffico referral generativo: le visite reali che arrivano da domini come chatgpt.com o perplexity.ai.

Un aspetto che spiazza chi arriva da anni di SEO tradizionale è l’instabilità di questi risultati. Le posizioni su Google restano ferme per mesi. Le risposte dell’IA no: la stessa identica domanda, posta a distanza di tre giorni, può restituire fonti che coincidono solo per il 10-20%. Quando Google ha introdotto il modello Gemini 3, nell’ottobre 2026, uno studio su centomila ricerche ha registrato la scomparsa del 42,4% dei domini prima citati e l’ingresso del 51,7% di fonti nuove. Per questo la misurazione della GEO va fatta nel tempo, come media di più rilevazioni, non come controllo isolato.

Un piano concreto in tre mesi

Chi vuole iniziare senza disperdersi può seguire una sequenza logica, un mese alla volta.

MeseAttività principali
Primo meseElenca 30-50 domande che i tuoi clienti potrebbero fare a un’IA. Testale manualmente su ChatGPT, Gemini, Perplexity e Claude, annotando se il tuo brand compare e chi cita al posto tuo. Controlla che il file robots.txt non blocchi i bot di ricerca dell’IA. Aggiorna i dati strutturati per l’azienda e i prodotti principali.
Secondo meseRiscrivi l’apertura delle pagine chiave in formato BLUF, con la risposta diretta nelle prime righe. Aggiungi dati, statistiche e tabelle di confronto dove pertinente. Crea sezioni FAQ mirate sugli argomenti più cercati.
Terzo meseAvvia attività di Digital PR per ottenere menzioni su testate di settore. Partecipa in modo autentico su Reddit, Quora e LinkedIn. Sollecita recensioni reali su Google, Trustpilot o portali verticali. Imposta un monitoraggio periodico delle citazioni.

 

La GEO non cancella vent’anni di SEO, li completa. Chi presidia entrambi i fronti oggi, con calma e metodo, si ritrova tra qualche anno nella posizione di essere la risposta che l’intelligenza artificiale sceglie di dare, invece di rincorrerla.