url seo user experienceQuando si dice che la SEO deve coinvolgere tutto, significa proprio tutto, compresi gli indirizzi URL di ogni pagina.

Cos’è un URL?

L’URL è un elemento strutturale di ogni sito ed è la parte che consente di identificare una risorsa online. Un aspetto determinante senza il quale non potremmo accedere alle pagine web.

Proprio perché determinante spesso appare scontato e oggetto di poca attenzione. La realtà è diversa e piena di sorprese e merita quindi di essere approfondita. Vediamo quindi di comprendere meglio cosa sono gli indirizzi URL, come sono composti e come ottimizzarli al meglio in ottica SEO.

La struttura degli indirizzi delle pagine web

L’acronimo URL sta a indicare Unifortm Resource Locator ed è, come detto, l modo per individuare una pagina web. La sequenza di caratteri che compone gli indirizzi URL è univoca e non possono essercene due uguali, altrimenti creerebbe confusione e non permetterebbe di identificare quella singola pagina. Gli indirizzi URL possono far riferimento non solo a pagine, ma anche a qualsiasi altro tipo di risorsa.

A questo proposito è utile chiarire come in ogni indirizzo URL ci sia un elemento obbligatorio e altri variabili. Il primo in assoluto di quelli obbligatori (ed è anche quello che compare per primo nella stringa degli indirizzi URL) è il protocollo. Il più delle volte parliamo di http o https, ma è possibile trovare anche ftp: o mailto:. Il primo è dedicato alla gestione dei file, mentre il secondo all’apertura automatica del client di posta elettronica predefinito. La parte obbligatoria dell’URL, quindi, indica il tipo di contenuto e destinazione che si andrà a raggiungere digitando quel tipo di indirizzo.

Come sono fatti gli indirizzi URL

Come detto esistono parti obbligatorie (di cui il protocollo è la parte principale) e variabili ed è utile e opportuno conoscerle nel dettaglio. Dopo il protocollo compare il separatore :// al quale segue il nome del dominio. Questo è l’indirizzo del server che si utilizza e che, automaticamente, viene trasformato tramite il servizio DNS in un indirizzo IP. In alcuni casi (come per esempio per accedere al server del router wifi) rimane l’indirizzo IP come indirizzo URL. In teoria questa potrebbe essere un percorso standard di un indirizzo URL, ma possono essere presenti anche altri quattro elementi:

  • porta;
  • percorso;
  • querystring;
  • fragment;

La porta è l’ingresso del servizio a cui bisogna inoltrare la richiesta, mentre il percorso è quell’elemento utile per identificare una risorsa all’interno del file system del server. La querystring è invece una stringa nella quale compare il simbolo ? che permette di inviare al server alcuni parametri. Infine il cosiddetto fragment è un elemento che indica una posizione (o una parte) interna della risorsa.

Indirizzi URL e SEO: cosa c’è da sapere

Partiamo da un’affermazione: sì, anche gli indirizzi URL incidono sulla SEO e possono rientrare a tutti gli effetti tra i fattori di ranking. Questo per almeno due motivi: può essere un’eccezionale “anchor text” e parallelamente avere la capacità di migliorare l’user experience. Questo perché un indirizzo URL chiaro con all’interno la parola chiave è più comunicativo e indica in maniera specifica qual è l’argomento contenuto in quella risorsa. Inoltre è di più facile lettura anche da parte degli algoritmi di Google e, di conseguenza, riesce ad assegnarlo in maniera pertinente alle query di ricerca.

Gli indirizzi URL parlanti

In ottica SEO è fondamentale parlare dei cosiddetti URL parlanti, ovvero quegli indirizzi che nella loro struttura indicano in maniera chiara e comprensibile il contenuto a cui fanno riferimento.

Per migliorare gli indirizzi URL SEO friendly (gli URL parlanti) è utile rispettare alcune condizioni. Innanzitutto la brevità. La lunghezza non è in questi casi sinonimo di chiarezza e rischia di appesantire il testo dell’indirizzo per la lettura sia dei motori di ricerca che degli utenti. Le indicazioni in questo senso sono di non superare i 115 caratteri e di stabilizzarsi tra i 50 e i 60. Allo stesso tempo è utile che all’interno sia presente la keyword principale o quelle che fanno riferimento al contenuto della risorsa.

Anche se non è vietato, è sconsigliabile utilizzare i numeri e dare priorità alle parole. Queste devono essere tutte in minuscolo (per evitare problemi con pagine duplicate) e prediligere i trattini (e non gli underscore) per separare le parole.

Il tutto, ovviamente, va sempre inserito in una strategia complessiva, articolata e studiata di ottimizzazione delle pagine del proprio sito.

Per quanto possano incidere sul posizionamento come fattori di ranking, gli indirizzi URL non sono l’unico aspetto della SEO.

Può esserci il rischio o di concentrarcisi troppo o di ignorarli; entrambe le soluzioni sono sbagliate e rischiano di incidere negativamente sulla crescita generale del sito.

Meglio sempre procedere in maniera ordinata e mai rivoluzionaria.

Fare interventi pesanti e profondi, infatti, rischia di generare più problemi di quelli che quell’operazione vorrebbe invece risolvere.