Avete mai sentito parlare di SEO negativo? Si tratta di un termine che gli esperti SEO e chi si occupa di ottimizzazione per i motori di ricerca conosce e approfondisce quotidianamente nel suo lavoro. Ma non tutti dedicano abbastanza tempo ed interesse nello studio della SEO negativa (o negative SEO, in inglese) che è invece fondamentale per comprendere come orientarsi al meglio in questo mondo complesso.

La SEO negativa consiste in quel complesso di pratiche (ovviamente da evitare) che sono finalizzate a penalizzare la concorrenza, utilizzando appunto le logiche del posizionamento sui motori di ricerca per danneggiare qualcuno (in genere, la concorrenza).

Fin da subito vale la pena specificare che la negative SEO consiste in una pratica potenzialmente illecita, e sicuramente non etica, che è rivolta contro la concorrenza per danneggiare il suo posizionamento e per comportare delle penalizzazioni da parte di Google ai loro danni. Queste azioni di pirateria informatica sono molto dannose, ovviamente non sono legittime, e bisogna sapere come difendersi.

Le pratiche di SEO negativo sono estremizzate, appunto perché nascono con l’intento di essere scoperte subito dai motori di ricerca e di comportare una penalizzazione in capo al soggetto verso cui le pratiche di SEO negativa sono indirizzate. Scopriamo come funziona la Negative SEO e soprattutto in che modo difendersi.

Come funziona la SEO negativa (e come difendersi)

Come funziona? Come vengono sfruttati gli algoritmi di Google per danneggiare la concorrenza?

Esistono diverse tipologie di SEO negativa ovvero metodi attraverso la quale si viene danneggiati da competitor sleali. Vediamo quali sono.

  1. Backlink di scarsa qualità. Come abbiamo visto, uno dei modi più diffusi di fare SEO negativa è quello di creare numerosi backlink di scarsa qualità (spam, non attinenti al sito etc.) che vengono poi indirizzati al sito che si vuole penalizzare. Si utilizzano parole chiave che non sono coerenti con il sito verso cui si indirizzano i link, spam e via dicendo. Che cosa fare in un caso di specie? La prevenzione è l’arma più importante, assieme al monitoraggio costante. Bisogna quindi tenere sotto controllo, ogni settimana, i link in entrata al sito in modo da rilevare in maniera tempestiva se ci sono centinaia di link sospetti e di scarsa qualità che fanno sospettare l’esistenza di un attacco SEO negativa. Google Search Console è uno degli strumenti più utili per poter monitorare la situazione in modo da intervenire tempestivamente in caso di esigenza, monitorando i contenuti e verificando se ve ne siano di spam: questi ultimi vanno inviati a Google evitando così la penalizzazione. Il tool (gratuito) che viene usato per segnalare i link tossici della SEO negativa è Disavow.
  2. SEO negativa su anchor text. Un altro tipo di SEO negativa molto diffusa è quella sulla Anchor Text, ovvero link negativi che sono ottimizzati usando come parole chiave text commerciali, scatenando così la penalizzazione di Google. Infatti, Google punisce i siti che ricevono numerosi backlink con la stessa frase o parola chiave in quanto in questi casi Google sospetta che l’operazione sia direzionata, e non naturale. Per questo spesso chi vuol attaccare un sito web usa appunto la stessa parola chiave su centinaia di backlink: monitorate con attenzione questo fatto perchè potrebbe penalizzarvi.
  3. Alcuni soggetti usano vere e proprie tecniche di hacking per fare SEO negativa, ad esempio sfruttando la debolezza di un sito, non abbastanza protetto, per introdursi e per inserire dentro un sito web link a dei siti di scarsa qualità, spam, e via dicendo. Ovviamente, il proprietario del sito non si rende conto di questa intrusione, ma ormai nel suo sito sono contenuti link verso siti di scarsa qualità e questo comporta la penalizzazione da parte di Google. Attenzione quindi: usate i più alti standard di sicurezza per evitare che un hacker possa introdursi nel vostro sito per sabotarvi, perchè in questo caso, se interviene la penalizzazione di Google, c’è davvero poco che si possa fare per rimediare.
  4. I link in uscita. Fate molta attenzione anche ai link in uscita contenuti dal vostro sito perchè possono essere sfruttati per tecniche di SEO negativa. Ad esempio, se avete link in uscita verso un dominio scaduto, gli hacker possono accorgersene e acquistare il dominio stesso per poi trasformarlo in un sito spam, malevolo, o di pessima qualità e farvi rischiare una penalizzazione. Oppure, possono sfruttare dei siti verso cui avete link in uscita e che hanno un sistema di sicurezza basso: gli hacker in questo caso possono inserire nel sito più debole dei contenuti spam, malware e via dicendo, sempre per provocare al vostro sito una penalizzazione. Consigliamo di controllare spesso i link in uscita, lo stato dei siti verso cui sono diretti per intervenire rapidamente in caso di domini scaduti o siti poco sicuri.