seo copywriting

di Massimiliano Del Rosso

La SEO Copywriting è sia un elemento chiave che una sfida in ogni strategia di posizionamento sui motori di ricerca. Infatti, una delle sfide più grandi che blogger e copywriter affrontano è la scrittura SEO, ovvero la redazione di contenuti ottimizzati per Google e Bing, ma che siano anche e soprattutto capaci di fornire la migliore risposta alla domanda posta dalle persone sui motori stessi.

In questo articolo svisceriamo tutto sull’argomento offrendo anche una guida alla scrittura in ottica SEO e alle tecniche più importanti che è possibile seguire per rendere i propri contenuti più SEO-friendly e dunque più rilevanti per Google.

Seo copywriting: cos’è la scrittura SEO

L’ottimizzazione dei siti sui motori di ricerca è indubbiamente uno dei segmenti meno compresi del Web Marketing, ma comprendere cosa sia il copywriting in chiave SEO non è difficile: è l’arte di scrivere articoli ottimizzati per la SEO per ottenere la migliore rilevazione, analisi e lettura del contenuto (e del sito stesso) da parte di Google e Bing, rendendolo così maggiormente visibile (posizionato) nelle prime pagine dei risultati dei motori di ricerca.

La scrittura SEO si basa tutto sulla creazione di contenuti utili, di valore, impegnativi e preziosi che mirino a colpire specifiche parole chiave (keyword) in modo tale che, nel momento in cui le persone le digitano sui motori di ricerca, riescano a raggiungere quel determinato contenuto e magari ne rimangano talmente attratti da condividerlo sui social e sui propri blog. Ciò aumenta l’autorità e la pertinenza del contenuto e migliora la posizione su Google di quella relativa keyword.

In definitiva è quel metodo di scrittura che aiuta a raggiungere i propri potenziali lettori o clienti e risolvere i loro problemi specifici, mediante contenuti completi e ben organizzati a livello strutturale.

Chi è il Copywriter SEO

Obiettivo di colui che attua tali tecniche di scrittura per posizionare gli articoli nel mare magnum del Web, è pertanto quello di scalare le SERP (ovvero le pagine dei risultati dei motori di ricerca per ogni determinata query, domanda) grazie al lavoro svolto su ogni contenuto. Tale mestiere richiede diverse competenze: di scrittura, di linguaggio, di narrazione e chiaramente conoscenze tecniche dell’arte del posizionamento sui motori di ricerca e delle meccaniche che regolano il funzionamento dei due servizi leader, Google e Bing.

Il SEO copywriter è anche e soprattutto qualcuno che capisce le persone, che sa ciò che ama il suo pubblico di riferimento (target) e che sa scegliere le esatte keyword su cui lavorare, posizionandole in modo appropriato nel testo.

Ma come fa questa figura professionale a creare contenuti che soddisfino tali obiettivi, ovvero che convincano le persone, le soddisfino e che si posizionino bene sui motori di ricerca? È ciò che andremo adesso ad approfondire nel resto di questo articolo.

SEO Copywriting: guida

Per assicurarsi che il proprio sito web sia il migliore in quello specifico segmento di mercato (nicchia), i contenuti dovranno essere belli, accattivanti, facili da leggere e rispondere a una serie di requisiti tipici della SEO Copywriting: ecco una guida pratica su come strutturare il lavoro ed eseguirlo al meglio, senza trascurare nessun elemento.

Ricerca delle parole chiave

Il primo step ha davvero poco a che fare con la scrittura in sé e consiste nella ricerca delle parole chiave che vorremo usare nell’articolo e per cui vorremo posizionarci in prima pagina su Google per quella determinata ricerca (o così si spera). Le domande preliminari da porsi in tal senso saranno le seguenti:

    • Di cosa vorrei scrivere?
    • Come io stesso cercherei su Google questo argomento? Cosa digiterei per trovare un contenuto del genere sui motori di ricerca?
    • Per quali parole chiave vorrei che le persone trovassero il mio contenuto?.

La ricerca delle keywords è un’attività chiave per raggiungere gli obiettivi che si ci è preposti e può essere definita come quell’attività che si intraprende per elencare una serie di parole chiave utili per quell’argomento, ovvero:

    • la parola chiave principale
    • le keyword correlate e pertinenti.

Per arrivare ad ottenere un ottimo elenco di keyword ci si dovrebbe immedesimare appieno nel proprio pubblico. Ci sono degli specifici strumenti online che aiutano nella ricerca di parole chiave per i propri contenuti, tra cui  SEMRushAnswer the Public e – ovviamente – lo strumento di pianificazione delle parole chiave di Google. Una volta ottenuto l’elenco delle parole chiave, che si consiglia di portare in un file Excel corredato dal volume di ricerca medio mensile per ogni keyword e la difficoltà di posizionamento (concorrenza), occorre scegliere la keyword principale, quelle correlate a cui dare priorità e quelle da utilizzare in modo accessorio.

Una buona strategia per il successo su progetti di piccole-medie dimensioni può essere quella di concentrarsi sulle parole chiave meno popolari, a concorrenza bassa, come ad esempio le parole chiave a coda lunga.

Tecniche di scrittura SEO

La nostra guida procede adesso dritto al cuore del problema, ovvero affrontando le tecniche di scrittura SEO più note che dovrebbero aiutare nel lavoro da svolgere, valide anche nel caso in cui si fosse un principiante. L’elemento su cui concentrarsi all’inizio è la struttura del testo, importante per il copywriting in ottica SEO poiché in tal modo il contenuto avrà più possibilità di posizionarsi bene sui motori di ricerca.

Titolo

Se i contenuti saranno eccellenti ma avranno un cattivo titolo, allora quasi nessuno ci cliccherà su nemmeno trovandoli in prima pagina su Google. Occorre spendere tempo sufficiente a creare un titolo che sia efficace ma anche coinvolgente: dovrebbe contenere la parola chiave principale, essere strutturato con una frase di senso compiuto, attirare l’attenzione della gente e dunque invitarla a cliccare e a leggere tutto il contenuto. Non è poco in effetti, ma con un po’ di pratica non si avranno difficoltà.

Testo

Le tecniche di scrittura per un contenuto sono diverse. Nella fase di scrittura vera e propria, dopo aver identificato le keyword su cui si andrà a lavorare, sarebbe probabilmente meglio scrivere e basta (ovvero scrivere di getto) per poi alla fine andare a ritoccare l’articolo. La struttura del testo di un contenuto Web, quindi ottimizzato per i motori di ricerca, dovrebbe rispettare quella del capitolo di un libro cartaceo, ovvero contenere il titolo, i paragrafi (H2, H3, H4 se necessario) e le giuste indicazioni sul reperimento del contenuto (le fonti), quelle che in ogni libro troviamo alla fine delle pagine.

Assicurarsi di scrivere paragrafi chiari che trattino di quello specifico argomento e sottoargomento (titolo e sottotitolo), meglio se iniziando con la frase più importante per poi dilungarsi spiegando o elaborando quel concetto. In tal modo, si darà al lettore la possibilità di recepire gli elementi essenziali del contenuto solo leggendo quell’unica frase, per poi approfondire se lo vorranno; occorre poi assicurarsi che il testo sia di facile comprensione: niente parole troppo complicate da assimilare! Ciò vale per il lettore ma anche per Google e Bing. Un esempio di contenuto con titolo e sottotitoli? Basta guardare a una delle pagine di Wikipedia.

Lunghezza del contenuto

Una delle domande più frequanti è: ma quanto dev’essere lungo il mio contenuto? La risposta è unica e sola: non c’è nessuna lunghezza minima né massima, ma solo buon senso. L’aggiornamento 4.1 di Google (chiamato Panda) è stato ideato per penalizzare i contenuti poco profondi, pertanto l’obiettivo dovrebbe essere quello di sviluppare l’argomento scelto finché non è completo, finché non risponde a ogni possibile domanda che l’utente potrebbe farsi.

Frequenza delle keyword

Ma quante volte si devono ripetere le parole chiave scelte all’interno di un contenuto? La frequenza delle keyword indica quante volte le parole chiave selezionate appaiono su quella pagina (keyword density) e, dato che non è più un fattore di posizionamento determinante come in passato (anzi, il contrario), è bene evitare gli errori di ottimizzazione della pagina, come un inserimento eccessivo di parole chiave. Meglio utilizzarle laddove appropriato.

Link interni ed esterni

Posto che, come si fa in un buon libro o in una testata giornalistica di qualità, si dovrebbe sempre citare la fonte da cui si è tratta ispirazione per quel contenuto (ove necessario), inserendo un apposito link esterno che volga proprio a quel sito web, vediamo di approfondire le dinamiche che regolano i collegamenti Web.

Collegare un proprio contenuto a una o più pagine del sito Web, dunque inserire link interni, agevola la navigazione degli utenti – permettendo loro di approfondire tematiche utili e direttamente correlate al contenuto – e indica a Google che si è connessi, socievoli e che si hanno altri contenuti che le persone possono raggiungere facilmente. Occorre dunque:

      • linkare altre pagine o contenuti rilevanti all’interno e all’esterno del proprio sito
      • linkare guide o altri contenuti molto approfonditi
      • inserire ogni link in un testo appropriato (ancora), senza manipolare il senso del contenuto, ma facendolo in modo che appaia naturale.

Meta description

La meta description è la descrizione breve che su Google e Bing appare proprio sotto titolo e link. Deve essere coerente con il contenuto scritto e soprattutto accattivante: infatti, a parità di posizione nei risultati, una meta descrizione scritta in modo attraente riveste una funzione indispensabile, che è quella di generare un maggior numero di clic.