Utilizzare la propria voce come parametro biometrico non è solo più veloce e preciso, ma oggetto di studio negli ultimi anni. Ovviamente, grazie ai vari supporti tecnologici a disposizione, la voce viene utilizzata in moltissime occasioni di ricerca e condivisione.

Dai comandi vocali, ai sistemi operativi si arriva alle applicazioni che invitano a svolgere azioni di diverso tipo senza digitare nulla con le dita. La comodità crea dipendenza? Sicuramente, infatti non dover scrivere ma parlare aiuta a rendere le ricerche immediate e semplici!

Si aggiunge a tutto questo un aumento della sicurezza e una gestione intuitiva dei device attraverso la voce. Ma come funziona e perché è in futuro avrà ancora più successo?

Quali sono le basi del riconoscimento vocale?

Quante volte si è parlato della funzione Voice Search di Google? Tantissime, anche se non tutti hanno una chiara visione di quelle che siano o meno le sue potenzialità. Il machine learning si basa su due tecniche fondamentali:

  • fase di training, quando il sistema apprende per scegliere le varie opzioni di implementazione grazie ai dati a disposizione;
  • fase di testing, quando il device prende una decisione in base a informazioni e/o dati non conosciuti.

In questo caso specifico tutto nasce da un file audio, con una prima parte di training che genera un modello quasi del tutto fedele alle caratteristiche vocali. Nella seconda fase, testing, i dati del file audio vengono confrontati tutti i modelli a disposizione sino a quando non si ottiene quello corretto.

La decisione finale viene presa durante la fase finale del training, cercando il modello che ha ottenuto il punteggio di riconoscimento più alto. Questo concetto è ottimale per comprendere di come una cosa apparentemente banale, in realtà sia realizzata a seguito di una serie calcoli – elaborazioni scientifiche e fasi di apprendimento prima di raggiungere l’obiettivo finale.

Se il concetto si basa sulla visibilità online, si hanno a disposizione solo dei dati a disposizione e interpretazione del linguaggio naturale.

La storia del riconoscimento vocale

Nonostante il riconoscimento vocale sembra sia una novità degli ultimi anni, in realtà le tecniche sono a disposizione dal 2006. In quel periodo si è testato un metodo innovativo per comprendere la query vocale e interpretarla.

Grazie ai primi test si è potuto constatare di quanto fosse difficile interpretare fonetica e timbro, individuando il suono ricevuto. Il linguaggio non è naturale e  gli accenti sono differenti, per questo motivo il lavoro dietro la comprensione del riconoscimento vocale è altamente articolato.

Ma oggi, con le tecnologie e gli strumenti a disposizione, come si sfrutta la ricerca vocale in termini Seo?

Identificazione delle ricerche vocali conversazionali

Il mondo di oggi è tecnologico, corre in fretta e tutti sono connessi con vari device a disposizione. Secondo uno studio, il 70% delle ricerche che vengono fatte tramite assistente vocale non vengono espresse per Keyword ma con un linguaggio naturale.

L’utente sa come gestire una ricerca, esattamente come se dovesse digitare e non parlare, tanto da armonizzarla sempre di più. Le ricerche oggi sono interattive e gli utenti potrebbero cambiare il loro modo di “reperire” le informazioni.

I risultati che producono i vari assistenti vocali sono ottimali per un supporto all’utente, così da rendere l’esperienza positiva. Il colosso americano Google (e con lui altre aziende) ha deciso di commercializzare prodotti che potessero avere un display per la visualizzazione dei contenuti audio e video.

È possibile intercettare e soddisfare la necessità degli utenti?

Lo strumento vocale deve essere sfruttato in maniera intelligente, cercando di rispondere a tutte le necessità degli utenti. È fondamentale comprendere il target di riferimento, le aspettative e i criteri di ricerca.

Con i vari strumenti tecnologici a disposizione è possibile, oggi più che mai, comprendere gli interessi degli utenti e verificare quali siano i bisogni reali comprendendo quelle che sono le query a coda lunga da intercettare.

Ma non è tutto, nell’ambito stretto della ricerca è importante comprendere come gli utenti possano arrivare all’azienda e a tutte le parole chiave collegate. Un esempio: se l’azienda di riferimento è una estetista a Cagliari, quali parole utilizzerà un potenziale cliente per trovarlo tramite voce?

L’utente potrebbe svolgere la sua ricerca in maniera semplice con “ristorante Salerno” oppure “il miglior ristorante di Salerno”, sino a “menù a prezzo fisso a Salerno in ristorante in centro”.

Il concetto di parola chiave è riduttivo ed è bene cercare di capire il reale bisogno di un utente, anticipandolo al fine di poter dare le risposte che cerca.

E allora come può un sito web aziendale fornire tutte queste informazioni ed essere facilmente trovato dagli utenti? Rivolgersi a professionisti del settore è il passo corretto, così che si possano utilizzare gli strumenti innovativi a disposizione e compiere dei passi volti al successo.

In questo caso specifico, infatti, il concetto di query deve essere sviluppato cercando di abbracciare quelle che sono le richieste dei potenziali clienti (e fare in modo che l’azienda venga trovata in un attimo).

Tra gli strumenti a disposizione per queste prime fasi ci sono:

  • AlsoAsked che aiuta a comprendere cosa cercano le persone utilizzando le FAQ e i testi, così che i potenziali clienti possano arrivare all’azienda del settore di interesse;
  • Filtro Domande di  Keyword Magic tool di SEMrush
  • I criteri utilizzati da Google Assistant, che sa come tradurre la richiesta dell’utente e dare ciò di cui ha bisogno dopo pochi secondi.

Un consiglio? Le action generate da Google sono di estremo interesse, ma solo se i dati strutturati vengono sfruttati al meglio. Le strategie andrebbero integrate al tag speakable così da aiutare il colosso americano a leggere le parti del testo interessanti, quelle che aiutano alla ricerca immediata.

Tra tutte le attività che si possono sfruttare, anche ampliare una strategia Voice insieme a Google My Business e You Tube considerando il proprio settore di interesse a disposizione.

Riassumendo come valorizzare la ricerca vocale dell’utente, l’azienda dovrà:

  • Ottimizzare i contenuti dal punto di vista SEO pensando anche ad una ricerca vocale sul web;
  • Strutturare tutte le pagine in maniera organizzata e a prova di ricerca vocale;
  • Sfruttare lo strumento schema.org
  • Sfruttare tutti i video e i Podcast quando necessario;
  • Integrare lo strumento di Google Action;
  • Intercettare sempre il vero bisogno dell’utente finale (superando i competitor).