Google-Page-Rank

Articolo a cura di Velia de Lautentiis – veliadelaurentiis.it

In quest’articolo parleremo del Page Rank di Google, cercando in primo luogo di definirlo al meglio, in secondo luogo di capire come agisce e infine come possiamo sfruttarlo a nostro vantaggio.

Cos’è il Page Rank

Il Page Rank è il  valore numerico assegnato da Google ad ogni pagina esistente sul web, per definire nel modo più oggettivo possibile il livello di importanza e di rilevanza di ciascuna di esse.

Questo valore che va da 0 a 10 viene scelto e attribuito da un algoritmo, il quale crea indirettamente una classifica delle pagine.

Larry Page, uno dei fondatori di Google, è da dove questa metrica prende il nome.

“Ma cosa se ne fa Google di questi valori?”

 Il gigante dei motori di ricerca utilizza lo usa per fare una stima delle probabilità che una determinata pagina venga visitata da un utente, e lo fa considerando il numero e la qualità dei link che portano su di essa da altri siti web.

Le pagine dei siti web più importanti e autorevoli riceveranno più link di qualità da altri siti web altrettanto rilevanti e apprezzati.

Naturalmente come ben sappiamo, il PR è solo una delle tante metriche che influisce sul ranking e sul posizionamento della pagina. Pertanto un valore elevato e non affiancato dal rispetto delle altre best practice per la SEO non basta per un buon posizionamento nelle SERP.

“È possibile  conoscere il PR attribuito alle nostre pagine?”

Prima del 2014 all’interno di Google Chrome, attraverso una piccola barra verde, era possibile visualizzare il PR delle pagine. Poi per evitare che questo venisse manipolato dai SEO Specialist, Google ha deciso di nasconderlo.

Molti di fronte a questo cambiamento hanno pensato che tale metrica fosse stata eliminata, ma non è così. Infatti, il PR nonostante adesso abbia meno rilevanza rispetto a prima, viene ancora calcolato e considerato da Google.

Come funziona e come viene calcolato il Page Rank

Allo stesso modo degli altri algoritmi di Google, anche il funzionamento di quello del Page Rank rimane un mistero.

L’unico indizio che abbiamo a nostra disposizione è la versione iniziale e semplificata di questo algoritmo progettato dagli stessi fondatori di Google, Larry Page e Sergey Brin, e che fra l’altro risulta essere in continuo aggiornamento. Vediamolo insieme.

Aspetta, aspetta, non scappare! Procediamo a piccoli passi impostando il problema come se fosse un compitino delle scuole elementari:

“Supponiamo di voler calcolare il P.R della pagina “A”, la quale riceve dei link in entrata dalle pagine di 3 siti web diversi, che sono rispettivamente le pagine P1, P2 e P3.”

Partiamo col definire le varie voci della formula:

  • “PR(A)” rappresenta il valore che vogliamo calcolare della pagina (A);
  • “d” rappresenta il Damping factor, ossia un fattore appunto che indica la probabilità che un utente decida di passare ad un’altra pagina. È inversamente proporzionale al valore del Page Rank, quindi al crescere del Damping factor diminuisce il valore del Rage Rank;
  • “PR(P1)”, “PR(P2)” e “PR(P3)” sono rispettivamente i valori delle pagine dei link in entrata P1, P2 e P3;
  • “C(P1)”, “C(P2)” e “C(P3)” rappresentano infine il numero di link presenti rispettivamente nelle pagine P1, P2 e P3.

Dunque in altre parole, una pagina totalizza un buon valore di Page Rank solo se riceve molti link da altre pagine esterne (chiamati backlink), le quali a loro volta devono avere un valore di Page Rank abbastanza importante.

Di conseguenza, siti web autorevoli ed importanti con pagine che hanno di backlink di qualità possono contribuire all’aumentare del valore di altre pagine appartenenti a siti web..

Come aumentare il Page Rank del proprio sito web

Abbiamo visto nel precedente paragrafo quella che era la formula primitiva per il calcolo del Page Rank, la quale rappresenta ancora oggi un buon punto di partenza per sfruttare tale metrica a proprio vantaggio.

Infatti, molti SEO Specialist conoscendo il principio alla base, cercano di manipolare il PR attraverso la link building che ha l’obiettivo di generare link in entrata.

Queste pratiche dal taglio artificioso non sono per nulla ben viste da Google, che ricerca e penalizza tali attività attraverso l’utilizzo sia di algoritmi che di controlli manuali.

“E quindi come possiamo lavorare sul valore senza che
le nostre pagine subiscano penalizzazioni?”

Come sempre bisogna seguire quelle poche linee guida che di tanto in tanto il gigante dei motori di ricerca decide di concederci.

In questo caso devi semplicemente sapere che Google premia quelle pagine con un profilo di backlink ottenuto in modo “naturale”, graduale e senza l’utilizzo della link building..

Ad esempio un blog di cucina nato da poco e che vuole ottenere un buon PR, deve cercare nel tempo di costruirsi un buon profilo di backlink, creando contenuti di qualità che possano attirare l’attenzione di altri portali dalla tematica simile, con pagine dal PR elevato, ma soprattutto che siano disposti a concedergli un collegamento.