search intent seoSono molte le sfide quotidiane che deve affrontare un SEO, ma soprattutto una è in grado di impegnare anche i più esperti: quella della definizione dell’intento di ricerca ai fini SEO.

Cos’è l’intento di ricerca? Si tratta, molto semplicemente, di quello che l’utente vuole, del motivo per cui ha digitato delle parole nel motore di ricerca.

Si tratta del suo obbiettivo finale, e definirlo usando le key non è sempre molto semplice, anzi. Lo studio dell’intento di ricerca, o search intent, consiste nel cercare di classificare le query tenendo conto delle finalità degli utenti, in modo da impostare di conseguenza il SEO del proprio sito web.

L’intento di ricerca, abbiamo detto, non è altro che il motivo per il quale un certo utente ha deciso di fare una certa ricerca sul motore web: questo accade a milioni di persone, tutti i giorni.

L’utente può aver fatto la sua ricerca per tanti motivi: ad esempio, per trovare un servizio vicino a sè, per informarsi su un certo argomento, per visualizzare un sito web specifico, oppure perché vuole acquistare dei prodotti o dei servizi. Questi sono bene o male i tipi di intenti di ricerca che è possibile classificare.

Sulla base dell’intento di ricerca, è possibile determinare la query utilizzata dall’utente che può essere una query navigazionale (alla ricerca dello specifico sito web), oppure informazionale (per chi voglia approfondire un certo argomento o cercare una notizia) oppure transazionale (volta a concludere una transazione commerciale).

Lo studio dell’intento di ricerca quindi passa per mezzo dello studio delle query e delle loro tipologie. 

Perché studiare il search intent

Lo studio dell’intento di ricerca è necessario per chiunque si occupi di SEO in quanto permette di ottimizzare al meglio il sito per il motore di ricerca, e per stabilire che tipo di attività seguire per il suo posizionamento.

La scrittura di un articolo senza tenere in nessuna considerazione l’intento di ricerca comporta che l’articolo si perderà nell’immenso mondo delle informazioni web e difficilmente potrà essere reperibile dagli utenti, anche da chi lo cerca.

Invece conoscere gli intenti di ricerca delle persone che usano il web aiuta a rispondere perfettamente alla loro domanda, ad impostare ogni singolo articolo in modo che possa essere facile da trovare inserendo una query di un certo tipo.

Questo richiede, ovviamente, l’ottimizzazione dei contenuti seguendo l’intento di ricerca, cioè la modifica diretta delle pagine del sito per cercare di rispondere specificamente alla domanda.

Oggi infatti Google non indicizza i siti solo per parole chiave, ma anche connettendole fra loro per valutare se effettivamente il contenuto sia soddisfacente rispetto alla query (cioè rispetto al reale intento di ricerca) dell’utente. Ecco perché studiare bene le query è molto importante per creare contenuti di qualità, completi ed esaustivi e che facciano anche tante visite.

Se un cliente vuole acquistare un certo prodotto, il tuo sito dovrà tenere conto del suo intento di ricerca. Se invece vuole informarsi, bisogna puntare sulle query navigazionali utilizzate.

Ovviamente non si tratta affatto di un lavoro semplice, anzi: è un lavoro molto complicato e a volte anche lungo, ma che ogni professionista SEO deve essere disposto a fare per ottimizzare il suo sito e renderlo realmente competitivo e visibile nei motori di ricerca.L’ottimizzazione del sito tenendo conto di che cosa sta realmente cercando l’utente è quindi la vera chiave di un successo di un portale nel lungo termine ed è una sfida affascinante, ma che regala ottimi risultati.