guida seo per principianti

Una pratica e veloce guida SEO per principianti e non che ti aiuterà a posizionare il tuo sito e scalare le serp di Google

Sei amante del fai da te e vuoi posizionare autonomamente il tuo sito ma sei alle prime armi? Ecco una guida SEO in 7 step che ti darà le basi per comprendere come scalare le serp.

Per chi è nuovo nel mondo della SEO molte cose potrebbero sembrare arabo e potresti non avere un’idea chiara delle attività da fare per posizionare il tuo sito.

Stabilire quali interventi effettuare e anche l’ordine nel quale attuare determinate modifiche potrebbe risultare difficile. Ecco di seguito 7 cose che devi sapere prima di mettere le mani sul posizionamento del tuo sito.

Segui questi 7 consigli  e applicali sul tuo sito

Anche se sei un principiante e ti stai affacciando ora al mondo della SEO puoi fare alcune cose per migliorare il rendimento del tuo sito. Ecco una check list in 7 punti.

1. Verifica che il tuo sito sia responsive

È molto importante che il tuo sito si adatti perfettamente ad ogni dispositivo mobile come tablet e smartphone. Se il tuo sito è già online da qualche anno è possibile che non lo sia. Quindi analizzalo dal telefonino oppure aprilo sul desktop del tuo pc e col pulsante destro del mouse clicca sulla parte destra dello schermo e clicca sulla voce ispeziona.

Ti si aprirà una nuova finestra dove sulla destra ti comparirà una schermata come questa che vedi qui sotto. Devi cliccare sul simbolo che nella foto ho evidenziato con la freccia rossa.

codice-sorgente-pagina-web

Fatto? Ottimo, ora potrai vedere come appare il tuo sito su vari dispositivi mobile. Nel caso specifico vedi come appare su iPhone 4 però basta cliccare sulla linguetta affianco al nome del nome dello smartphone per aprire un menù a tendina con gli altri modelli di telefonino o tablet e vedere l’anteprima del tuo sito da mobile.

guida posizionamento seo

Tieni presente che un sito che si adatta bene ai device mobile piace anche a Google e ci tiene tantissimo che gli utenti possano navigare un sito con una user experience ottimale.

Cosa fare se il tuo sito non si adatta il mobile? Dovrai probabilmente cambiare tema grafico se usi WordPress o contattare un programmatore che sia in grado di intervenire sul codice per ovviare al problema.

2. Verifica le performance del sito

Analizziamo in questa guida seo anche la velocità di caricamento del sito e delle singole pagine web. È molto importante e lo diventerà sempre di più, soprattutto da telefonino, che le pagine si aprano velocemente. Google mette sempre di più al centro l’utente che naviga un sito e certamente la lentezza di caricamento non è indice di una buona user experience. Come puoi capire se il tuo sito è performante o meno?

Lo puoi fare avvalendoti di alcuni tools online e anche del tuo stesso intuito. Prova ad aprire la home page e anche le altre pagine del sito e valuta quanto ci mettono ad aprirsi. Se ti stanchi tu, che sei il proprietario del sito figuriamoci un visitatore qualsiasi!

Quali tools puoi usare per verificare questo aspetto importante della SEO? Ce ne sono diversi e qui ti segnalo Pingdom e lo Speed Test Insight di Google. Il test che vedi qui sotto è stato effettuato con quest’ultimo.

Basta inserire l’url del tuo sito nel campo “analizza” e avviare l’analisi. Il primo risultato che vedi è quello per i dispositivi mobili.

Per vedere quali risultati ti restituisce l’analisi da schermo del computer devi cliccare sulla voce desktop, come da immagine qui sotto.

Questi valori ti danno un indicazione dello stato di salute del tuo sito come performance. Se i valori dovessero essere bassi come risolvere? In questa guida per principianti ovviamente non possiamo prendere in esame nel dettaglio tutte le attività da fare e il come farle, se non altro però avrai una panoramica sulle problematiche da risolvere. Sempre sulla pagina del speed test troverai tutte le info sui miglioramenti da fare.

A questo punto avrai due alternative:

  • passare tutte le info ad un consulente SEO di tua fiducia in grado di effettuare le ottimizzazioni necessarie;
  • metterti a studiare la SEO in modo più approfondito per poter apportare autonomamente le modifiche che rendano il sito più veloce.

La lentezza di caricamento delle pagina web dipende spesso anche dal server sul quale poggia il sito. Risolvere un problema di questo tipo esula da questa guida per neofiti della SEO e potrebbe esserti utile l’aiuto di un SEO specialist per fare le valutazioni del caso.

Bene ora che abbiamo visto questi aspetti tecnici passiamo alle attività che riguardano la SEO on page e l’analisi dei contenuti.

3. Keyword research e intento di ricerca

La SEO passa anche attraverso i contenuti. Non starò a dilungarmi molto su cose come la keyword research, tuttavia ecco un breve riassunto.

Cos’è la keyword research

Si tratta di parole o frasi chiavi che le persone digitano su Google quando cercano un servizio, un prodotto o quando hanno necessità di informarsi su una determinata cosa.

Esistono parole chiavi a coda corta (short tail) oppure parole chiavi a coda lunga (long tail). Facciamo un paio di esempio:

  • scarpe donna
  • scarpe donna Liu Jo

Mentre la prima è molto generica ed è composta da due termini, la seconda è composta da 4 termini (a coda lunga) ed è molto più specifica. Grazie all’uso di alcuni strumenti è possibile sapere quali sono le migliori frasi e parole chiavi da usare nel nostro sito.

Alcuni di questi tools ti consentono di conoscere anche in maniera abbastanza precisa il numero di persone che mensilmente ricercano un termine piuttosto che un altro. Ecco una lista di strumenti che puoi usare per effettuare la ricerca di parole chiavi da usare nei tuoi contenuti:

  • Google Search Console (gratis)
  • Google Adwords con lo strumento di pianificazione delle parole chiavi (gratis)
  • Ubersuggest (gratis)
  • Semrush (a pagamento)
  • SEOZoom (a pagamento)

4. Cos’è l’intento di ricerca

Quando un utente effettua una ricerca con Google spesso la fa con un un’intenzione precisa e cerca qualcosa di specifico. Coma fa Google a capire l’intento di ricerca di ogni singolo individuo?

Lo fa grazie ad un sofisticato algoritmo che non si limita ad analizzare le parole chiavi presenti all’interno della pagina web, ma analizza l’intero contenuto testuale o il contesto (la semantica).

Facciamo qualche esempio pratico per capire meglio:

La persona che cerca il termine “panda” potrebbe avere diversi intenti di ricerca perché questo termine si lega con due argomenti diversi:

  • animale
  • automobile

Gli utenti di Google spesso associano più parole chiavi. Quindi nel nostro esempio un visitatore potrebbe scrivere:

  • Dove vive il panda? Cosa mangia il panda?
  • Fiat panda o quanto costa l’ultima panda?

L’algoritmo di Google per restituire correttamente sulla pagina dei risultati di ricerca i contenuti migliori o che sono più pertinenti con l’intento di ricerca, analizza quindi la semantica presente all’interno del contenuto.

Per esempio:

La semantica dell’animale panda ruoterà intorno a termini come: bambù, Cina, mammifero, foglie, acqua, peli et…

La semantica per la Fiat Panda sarà: ruote, cerchi, cruscotto, fari, volante, fiat, veicolo, automobile etc…

5. Analizza i contenuti

Abbiamo capito quindi che i contenuti non devono essere una sorta di contenitori di parole chiavi esatte tanto per…

I contenuti che meglio si posizionano sono quelli che meglio rispondono all’intento di ricerca, quindi è fondamentale curare molto bene il copywriting delle pagine web del tuo sito.

Fai un’analisi dei contenuti del tuo sito, cerca di capire se rispondono realmente ad un intento di ricerca in modo esaustivo e verifica che ci siano anche gli elementi semantici che arricchiscono il contenuto.

6. Creare contenuti di qualità

A questo punto bisogna capire alcuni aspetti della SEO on-page relativa ai contenuti o al copywriting delle tue pagine web. Le cose che leggerai ora potrai applicarle quando realizzi il nuovo contenuto o per revisionare i testi già presenti.

Pensa alla qualità

Prima ancora di pensare alla SEO devi pensare alla qualità dei contenuti che devi offrire. Ricorda che Google ama e predilige i contenuti che rispondono nel miglior modo ad un preciso intento di ricerca.

Una cosa che trovo molto utile e che esula dal discorso del posizionamento è l’empatia. Mettiti nei panni di chi legge. Metterti nei loro panni ti aiuterà a offrire un contenuto eccellente. Pensa a cosa vorresti sapere o leggere tu se ti trovassi in una data situazione.

Quindi cerca di immaginare:

  • quale problema hanno,
  • di cosa hanno bisogno per poterlo risolvere,
  • quali informazioni puoi offrire loro.

Questo va ben oltre il mero inserimento di parole o frasi chiavi ma richiede uno sforzo in più per creare un contenuto di qualità e dare valore al tuo lettore.

Detto questo stiamo comunque parlando di un algoritmo e quindi non possiamo trascurare i punti essenziali del codice html in cui inserire quelle parole o frasi chiavi utili per migliorare il posizionamento.

È buona norma inserirle nei seguenti elementi

  • Url
  • Title
  • Description
  • Tag di intestazione come h1, h2, h3
  • strong (grassetto)

Ovviamente chi usa un CMS come WordPress non ha necessità di andare ad inserire questi elementi direttamente nel codice ma lo farà molto semplicemente con plugin come Yoast o simile per quanto riguarda title e description.

Mentre i tag di intestazione o lo strong verranno inseriti direttamente nell’editor testuale che funziona più o meno come Word.

7. Link building

In questa guida non si può non parlare anche della link building anche se ti consiglio fortemente di approfondire maggiormente le altre tecniche SEO prima di imbarcarti in questa disciplina.

La link building è considerata a ragione il metodo migliore per migliorare il ranking del sito a patto che alla base ci sia un sito di qualità e molta competenza da parte del SEO che la applica sul tuo sito. Nel caso contrario si può fare molto danno.

In sostanza di cosa si tratta? Per dirla semplicemente si tratta di altri siti che parlano di te, del tuo sito o del tuo settore e che puntano un link verso il tuo sito.

Google valuta sia la quantità ma soprattutto la qualità dei link in uscita da altri siti verso il tuo. Lo interpreta come un segnale di reputazione. Tuttavia occorre molta attenzione perché i tempi in cui si piazzavano link ovunque sono finiti. Per illustratelo faccio un esempio.

Immagina di avere bisogno di un parere su un cardiologo. Parli con il macellaio e ti dice che è un bravo cardiologo. Quanto valore dai al suo parere?

  • Parli con il farmacista e ti dice che è un bravo cardiologo. Quanto valore dai al suo parere?
  • Parli con l’otorino e ti dice che è un buon cardiologo. Ha più valore rispetto al macellaio?
  • Parli con un cardiologo e ti dice che è quel su collega, che tra l’altro è anche un potenziale concorrente, è un ottimo cardiologo. Ovviamente darai sicuramente maggior valore a quest’ultimo rispetto agli altri no?

Nella SEO è molto importante che chi linka il tuo sito sia autorevole e possibilmente attinente con il tuo settore. Il sito del veterinario che linka il sito del dentista è poco credibile.

Quello della link building è un argomento che meriterebbe una guida specifica e approfondita e chissà che non costituirà l’argomento di un prossimo articolo, nel frattempo ti segnalo questi utili articoli di approfondimento:

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Articolo a cura di Velia De Laureentiis, Consulente SEO – https://www.studiareseo.org – https://veliadelaurentiis.it/