google bert algoritmoUn po’ il complesso rapporto uomo-macchina, un po’ il desiderio (e la necessità) di Google di comprendere sempre meglio ciò che le persone cercano online; ecco che il rilascio di un nuovo algoritmo è sempre un misto di sorpresa ed entusiasmo. Così come accade per Google BERT.

Interpretare le query

Questo è quello che fanno gli algoritmi di Google: interpretare le query, le ricerche degli utenti. Interpretarle, infatti, significa consentire di trovare una risposta il più pertinente possibile. La migliore. Google BERT è stato sviluppato e presentato proprio per questo motivo: migliorare la comprensione da parte del motore di ricerca.

Dopo una prima fase di test Google BERT è stato rilasciato in tutto il mondo, con la possibilità di supportare oltre settanta differenti lingue. Tra cui l’italiano. E non è da escludere che possano essere previsti nuovi aggiornamenti che introducano anche nuove lingue.

Per quel che riguarda il nostro Paese i primi effetti di Google BERT non sembrano aver spostato molto. In realtà più che di un flop si tratta di probabilmente del normale lavoro di questo algoritmo. Sembra infatti che lavori principalmente sulle query di long tail, ovvero quelle con tre o più parole chiave. Delle query quindi più specifiche ma anche con più difficoltà interpretativa, aumentando esponenzialmente il rischio di errore da parte del motore di ricerca.

Google BERT e SEO: cosa fare?

Quando viene rilasciato un nuovo aggiornamento sugli algoritmi la prima domanda che sorge a chi si occupa di SEO è: cosa dobbiamo fare? È chiaro che se Google cambia i criteri di analisi di un testo o di un sito si vuole capire come migliorare e adeguare quel testo e quel sito a queste nuove indicazioni, in modo da ottenere un posizionamento migliore. Con Google BERT questo allineamento non è necessario. Il motivo è che non è cambiato il modo di analizzare e valutare i contenuti; Google BERT non lavora sui fattori di ranking.

Ciò che è cambiato, infatti, è il modo con cui Google legge e interpreta il linguaggio naturale. Ciò che gli utenti scrivono sui motori di ricerca. L’obiettivo di SEO copywriter, di chi lavora con la SEO e sviluppa siti è e resta quindi lo stesso: realizzare prodotti di qualità. E per qualità si intende utili per gli utenti. Poi è compito di Google capire ciò che cercano gli utenti e “indirizzarli” verso quel sito piuttosto che un altro.

Google BERT e notizie

Un effetto significativo di Google BERT è invece relativo al comparto news. Le notizie sui fatti più rilevanti (decisioni internazionali, eventi sportivi, eccetera) vengono infatti organizzate nei cosiddetti Top Stories Carousels. Di cosa si tratta? Quando effettuiamo una ricerca su questi argomenti Google BERT interpreta la query in modo da restituire nella parte alta della SERP una serie di articoli che trattano quell’argomento.

L’aspetto significativo è che Google BERT esegue questa analisi analizzando chi fa la ricerca, i luoghi e le persone coinvolte e su questi dati crea delle connessioni. Che è poi il lavoro di interpretazione. L’effetto, fondamentalmente, è che i risultati non sono uguali per tutte le persone. Proviamo a fare un esempio, banale ma anche per questo chiarificatore.

Se una persona cerca “Roma” su Google, può essere interessato alle informazioni turistiche, al meteo, ai risultati della squadra di calcio, al traffico o alle decisioni istituzionali. L’obiettivo di Google è quello di fornire all’utente la risposta che cerca. Certo, se la query è articolata (long tail) è per molti aspetti più semplice, ma non è sempre così. Se la ricerca è “meteo Roma” è chiaro qual è l’interesse, ma lo è meno se la query è “info città Roma”. In quest’ultimo caso vengono esclusi i risultati di calcio e le info metereologiche, ma tutte le altre potrebbero essere l’oggetto di quella ricerca.

Google BERT si occupa quindi proprio di questo, di creare dei gruppi di notizie, in base a quelli che sono gli intenti di ricerca. È un lavoro complesso che si basa sulle più recenti tecniche di machine learning e che esamina tutti gli articoli per individuare quelli più pertinenti alla ricerca iniziale.

BERT è quindi uno degli ultimi step che Google sta mettendo in atto per riuscire a fare meglio ciò per cui è nato e per cui lavora da anni. L’obiettivo è infatti quello di proporre i contenuti migliori e offrire agli utenti un’esperienza di ricerca che sia qualitativamente elevata e in conclusione soddisfacente.

Il motore di ricerca di Google con i suoi algoritmi sono un mezzo tra chi è alla ricerca di informazioni e le informazioni stesse. Il web è un posto ricco di info, alcune qualitativamente eccellenti, altre meno.

In tutto questo c’è chi lavora per realizzare contenuti, chi per promuoverli e Google si occupa di leggerli, analizzarli e riconoscere quali sono quelli più adatti a rispondere alla domanda degli utenti.