Quando si parla di Bounce Rate, o per dirla in Italiano frequenza di rimbalzo, si fa riferimento ad una metrica che è molto importante considerare rispetto al proprio sito web.

La frequenza di rimbalzo è la percentuale di visitatori che visita solo la pagina del sito web sulla quale giungono (la c.d. landing page, la pagina di atterraggio). Insomma, si tratta della percentuale di visitatori che, giunti sul sito, si limita a visitare solo la prima pagina sulla quale son atterrati e poi escono, senza visitare altre pagine del sito web.

Facciamo un esempio pratico per capire: se il tuo sito web ha 300 visitatori ogni giorno, e 150 visitano solo la prima pagina e poi escono, la frequenza di rimbalzo sarà del 50%. Perché conoscere la frequenza di rimbalzo è molto importante per la qualità del sito web e per eventualmente migliorare? Perché da sempre, anche per Google, avere una frequenza di rimbalzo molto bassa significa che gli utenti che arrivano sul nostro sito web lo trovano interessante, utile, rispondente alle proprie esigenze, tanto appunto da visitare anche altre pagine nonappena ci entrano e non limitarsi ad un ‘mordi e fuggi’ solo con una pagina.

Alla stregua, se la frequenza di rimbalzo è davvero molto elevata, questa metrica potrebbe significare che c’è qualcosa che non va nel nostro sito web: i visitatori, infatti, se ne vanno rapidamente e senza visitare più pagine e questo potrebbe significare che il sito non è di altissima qualità, o che la UX è molto bassa (ad esempio il sito è molto lento a caricarsi e quindi i visitatori, spazientiti, se ne vanno alla svelta).

Insomma, la frequenza di rimbalzo è una metrica davvero molto, molto importante che ci restituisce un dato che parla di qualità del sito, interesse che esso suscita nei visitatori, UX e tanto altro. Queste son tutte metriche che Google stesso considera quando si tratta di posizionare il sito quindi bisogna considerarle attentamente. Vediamo come leggere la frequenza di rimbalzo e come migliorare i risultati.

Leggere la frequenza di rimbalzo: come si fa?

Volete conoscere un dato così importante come quello della frequenza di rimbalzo del sito web? Farlo è davvero molto, molto semplice. Tutto quello che dovete fare per conoscere questo dato è installare Google Analytics (o un tool simile che abbia le stesse funzionalità). In Google Analytics potete accedere su Pubblico e poi Panoramica per accedere direttamente alla percentuale della frequenza di rimbalzo.

Cliccando su questo dato, potete anche avere maggiori dettagli sul dato della frequenza di rimbalzo, ad esempio conoscere l’andamento nel tempo (per esempio per capire se si sono verificate delle problematiche particolari in certi periodi di tempo).

Esiste un buon valore di frequenza di rimbalzo? In altre parole, esiste una percentuale ottimale di frequenza di rimbalzo? Non esiste un tasso che possa essere definito ottimale, in realtà, perché tanti fattori possono ovviamente influenzare questo tipo di risultato. Diciamo che, in linea generale, una percentuale del 30% o inferiore è in genere ottima perché indica che la percentuale di persone che entrano sul sito senza visitare più di una pagina è  bassa.

La percentuale è comunque fisiologica, ci saranno sempre dei visitatori che si limiteranno a vedere una sola pagina. Diciamo che se questa percentuale si alza eccessivamente potrebbe essere sintomatica di un problema del sito, di una sua caratteristica. Un sito con una frequenza di rimbalzo del 70, 80 o 90% potrebbe dover lavorare seriamente sui contenuti, o su aspetti relativi alla velocità di caricamento delle pagine, UX e via dicendo.

Perché il mio sito ha una alta frequenza di rimbalzo?

La domanda “perché il mio sito ha una alta frequenza di rimbalzo” è molto più comune di quanto si pensi. Ci sono tanti motivi che possono spiegare una percentuale di Bounce Rate molto alta. Innanzitutto è possibile che ci siano cause fisiologiche: come abbiamo detto, ci sono utenti che si limitano alla visita di una pagina sola senza che ciò sia dovuto a particolari problemi qualitativi del sito.

Fra le cause fisiologiche della frequenza di rimbalzo c’è il fatto che l’utente ha subito trovato quello che stava cercando e di conseguenza ha lasciato il sito.

Tuttavia ci sono anche cause patologiche che, come tali, vanno corrette. Esse possono essere:

  • Il sito web è eccessivamente lento a caricarsi. Le statistiche ci dicono che se la pagina web impiega più di 3 secondi a caricarsi, quasi la metà degli utenti la abbandona e cerca un sito web più rapido a caricarsi. Questo aspetto della UX va certamente ottimizzato perché Google considera la velocità di caricamento, e la frequenza di rimbalzo, nel definire il posizionamento di un sito web.
  • Il sito ha errori di codice, link rotti o error 404, insomma errori che impediscono la buona fruizione del sito, delle sue pagine e strumenti;
  • il sito web è strutturato in maniera illogica, caotica, poco chiara, difficilmente navigabile e quindi risulta molto poco intuitivo e invitante per l’utente;
  • il sito è ricchissimo di annunci pubblicitari e pop up che infastidiscono l’utente e che rendono poco agevole la navigazione e la fruizione dei contenuti;
  • il sito pecca in qualità, ha contenuti generici, poco interessanti o che non rispondono alle esigenze e chiavi di ricerca dell’utente.