fondamenti-seo-link-buildingI backlink rimangono un pilastro del successo del posizionamento SEO, sebbene la metodologia alla base dell’acquisizione di questi sia in continua evoluzione. Restare perciò al passo con le pratiche usate per dar forma a un sano profilo di backlink sarà di fondamentale importanza.

La link building è ancora rilevante per una SEO di successo?

La risposta è si, lo è eccome, ma non nello stesso modo in cui lo era 10 anni fa. Con questo intendo che gli algoritmi non si basano più esclusivamente sulla semplice quantità di backlink per classificare i siti web nei risultati di ricerca. L’intera comunità dei SEO concorda ancora sul fatto che i backlink siano fondamentali posizionare i siti web, tuttavia sono entrati ora in gioco molti altri fattori: localizzazione, dispositivi mobili, contestualizzazione dei contenuti del sito per citarne solo alcuni.

La costruzione di backlink intesa come azione automatizzata non è più la tattica killer per scalare le SERP. Ma se un sito web è tecnicamente valido, offre contenuti altamente pertinenti per le query di ricerca, è ottimizzato per i dispositivi mobili, allora una campagna di link building gestita da mani veramente esperte darà i suoi frutti.

C’è una netta differenza tra l’acquisizione di un backlink ottenuta tramite azioni di SEO off Site come la pubblicazione di guest post, e quella ottenuta in base al “merito” grazie a qualcuno che linka spontaneamente. Il primo caso descrive meglio la tradizionale “link building“, mentre il secondo si riferisce più specificamente alla “link earning“, ovvero un processo che Google incoraggia, cioè la pubblicazione e la distribuzione di contenuti eccezionali in grado di generare link (sui quali però non avrete il controllo).

Tecniche per l’acquisizione di backlinks

Segnalare il sito alle directory

Le directory sono un buon modo per iniziare a fare link building se utilizzate con moderazione. Tuttavia è bene non abusarne: meglio poche ma rilevanti, come ad esempio quelle di settore.
È molto probabile che non si ottenga alcun valore ulteriore in termini SEO tramite segnalazioni in massa. Per ulteriori informazioni sulle web directory vi rimando a questo articolo di approfondimento.

Guest blogging: Pubblicare guest post su blog di terzi

Il guest blogging ha aperto la possibilità di poter acquistare i backlink consentendo agli editori di poter  guadagnare dal tale pratica.

Questa pratica, e mi riferisco all’acquisto di link follow, entra in contrasto con l’etica e la correttezza delle pratiche da adottare in ambito SEO imposte da Google, che invece richiede che l’editore che vende link includa un tag nofollow o Sponsored ovvero che espliciti che quello è un link acquistato.

Questa tecnica se male applicata come ad esempio errori circa la coerenza pertinenza e rilevanza delle anchor text comporta infatti un alto rischio di penalizzazione. Tuttavia non lasciatevi scoraggiare: ottenere backlinks mediante la pubblicazione di guest post rappresenta ancora oggi una scelta vincente.

Dovreste acquistare guest post autonomamente solo in caso specifica competenza ed esperienza, diversamente potreste ritrovarvi ad aver speso soldi per ottenere miglioramenti risibili. Chi non ha esperienza specifica farebbe bene ad affidarsi ad un professionista della link building. Un SEO specializzato in SEO Off Site che conosca bene questa pratica difficile ma potente della quale non tutti i SEO tradizionali ne hanno una profonda conoscenza.

Ottenere backlink tramite link earning

Abbiamo accennato in precedenza alla “link earning” ovvero alla produzione di contenuti che attraggano backlinks.

In certi contesti e per determinate nicchie  questo è – alternativamente alla link building – un modo per spostare l’ago della bilancia.

Uno slancio in questo ambito si costruisce attirando l’attenzione di altri influencer e giornalisti che scrivono sullo stesso argomento. Un contenuto forte in termini di efficienza, rilevanza, qualità o funzionalità può accumulare dozzine e centinaia di referring domain e spingere  migliaia di sessioni attraverso il traffico da referral. Questo effetto “domino” o forse sarebbe meglio dire “valanga”, poiché è incrementale, è la chiave per aumentare il numero di link che si collegano a un singolo URL o dominio, così permettergl di raggiungere un migliore posizionamento nelle SERP.

Questa tecnica è generalmente adottata da grandi Brand senza problemi di budget, infatti trattasi di una pratica piuttosto costosa. Inoltre non si avrà  controllo sui link e sulle anchor text, si dovrà dunque accettare “quel che passera il convento”.

Considerazioni finali

Dimenticate la SEO per un secondo. Ricordiamoci che la missione di Google è sempre stata quella di organizzare le informazioni a livello mondiale e renderle universalmente accessibili e utili. Con questa prospettiva in mente, qualsiasi collegamento ipertestuale che punta a o da un sito web dovrebbe essere presente per un motivo, al fine di favorire l’esperienza dell’utente.

Dar forma a un profilo di backlink è un’arte. Un sano profilo di backlink è costituito da link in entrata a partire da una moltitudine di tipi diversi di siti web.

L’acquisizione di troppi backlinks da uno stesso sito rappresenta un campanello d’allarme per Google, così come ricevere link da tanti siti web di bassa qualità, entrambe le cose infatti rappresentano un segnale dell’implementate di pratiche spam, o più semplicemente di una link building fatta male. Anche il testo di ancoraggio ha un ruolo in tutto questo: cercate di puntare su un linguaggio più naturale rispetto a una sovvraottimizzazione del testo.

Cercare di assecondare in questo senso il motore di ricerca deve essere la priorità.Un backlink di grande valore è il risultato della costruzione di una solida relazione e può essere misurato attraverso il contributo di metriche SEO indirette, come il traffico e il coinvolgimento degli utenti.