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Comprare Backlink: Guida Completa ai Prezzi, ai Rischi e ai Criteri di Qualità

Sono Max Del Rosso, consulente SEO dal 2008 e link building specialist dal 2010. In tutti questi anni ho analizzato migliaia di profili backlink, gestito campagne per e-commerce, agenzie e professionisti, e comprato link su praticamente ogni tipologia di piattaforma esistente.

La mia tesi è diretta: comprare backlink funziona, ma il mercato è sommerso di link spazzatura venduti come premium. Chiunque ti venda cento backlink a cinquanta euro sta danneggiando il tuo sito, non aiutandolo.

In questa guida troverai criteri di valutazione operativi per distinguere un backlink di valore da uno tossico, range di prezzi reali aggiornati al 2026, un confronto onesto  e una descrizione trasparente del mio servizio.

Cosa sono i backlink e perché comprarli può migliorare il posizionamento SEO

I backlink sono link provenienti da siti esterni che puntano al tuo dominio. Google li interpreta come segnali di fiducia: ogni link da un sito autorevole e pertinente comunica al motore di ricerca che la pagina di destinazione è una fonte affidabile, aumentandone la probabilità di posizionarsi nelle prime posizioni delle SERP.

Questa definizione, corretta nella sua essenzialità, non racconta però tutta la storia. Google non tratta tutti i link allo stesso modo: un backlink da un sito editoriale con traffico organico reale e pertinenza tematica alta vale decine, se non centinaia, di link generici provenienti da directory o siti costruiti ad hoc per la vendita di spazi.

Secondo la documentazione ufficiale di Google Search Central, i link in entrata restano uno dei segnali di ranking più influenti nel funzionamento degli algoritmi di ricerca, anche dopo gli aggiornamenti degli ultimi anni. Piattaforme come Ahrefs e SEOZoom confermano regolarmente, nei loro studi di correlazione, che i domini con profili backlink più forti occupano posizioni più alte nelle SERP competitive.

La distinzione fondamentale da comprendere prima di acquistare qualsiasi link è quella tra backlink dofollow e nofollow. Un link dofollow trasferisce link equity alla pagina di destinazione, contribuendo concretamente al suo posizionamento. Un link nofollow, invece, porta l’attributo rel="nofollow" che originariamente segnalava a Google di non seguire quel collegamento. Esiste poi il terzo attributo — rel="sponsored" — introdotto da Google nel 2019 per i link commerciali, di cui parliamo in dettaglio nella sezione successiva.

Il punto critico, spesso ignorato da chi compra link per la prima volta, è che la quantità non conta: creare backlink di qualità da un numero limitato di siti davvero autorevoli produce risultati nettamente superiori rispetto a centinaia di link da siti anonimi o penalizzati.

Il mio servizio per comprare backlink italiani: come funziona

Il mio servizio di link building non è un marketplace: è un processo consulenziale in cui ogni decisione passa attraverso un’analisi manuale. Prima di acquistare un singolo link per un cliente, verifico il sito ospitante secondo una checklist di metriche e segnali qualitativi che descriverò in dettaglio nella sezione dedicata.

Il processo operativo funziona così:

  1. Analisi del profilo backlink esistente — Uso Ahrefs e Majestic per mappare i link già presenti, identificare gap tematici e segnalare eventuali link tossici da disavow.
  2. Definizione degli obiettivi — Si concordano le keyword target, le pagine da linkare e la frequenza di acquisizione mensile per costruire un profilo che sembri naturale agli occhi di Google.
  3. Selezione manuale dei siti — Verifico Domain Rating (Ahrefs), Domain Authority (Moz), Zoom Authority (SEOZoom), Trust Flow e Citation Flow (Majestic), traffico organico reale e pertinenza tematica. Non esistono siti preselezionati o cataloghi fissi.
  4. Produzione e pubblicazione del guest post — Il formato principale è il guest post editoriale con anchor text concordato. Il contenuto viene scritto per aggiungere valore al sito ospitante, non come contenitore anonimo del link.
  5. Reportistica — Ogni pubblicazione è documentata con URL, metriche del sito al momento dell’acquisto, screenshot dell’anchor text e data di indicizzazione.

La differenza rispetto a un marketplace puro è sostanziale: su una piattaforma automatizzata puoi filtrare per DR o DA, ma non puoi sapere se quel sito con DR 55 ha traffico reale o è un dominio gonfiato artificialmente con link interni. Io verifico caso per caso.

Il servizio riguarda prevalentemente backlink dofollow su siti italiani, ma posso gestire campagne su mercati esteri quando la strategia lo richiede. Per approfondire come costruire una strategia di link building coerente con gli obiettivi del tuo sito, ti consiglio di leggere anche la mia guida dedicata.

Backlink dofollow, nofollow e sponsored: cosa cambia davvero per la SEO

Un backlink dofollow è un link privo di attributi restrittivi che trasferisce link equity alla pagina di destinazione, contribuendo direttamente al posizionamento organico. Un backlink nofollow porta l’attributo rel="nofollow" e storicamente veniva ignorato da Google ai fini del ranking.

Con l’aggiornamento del settembre 2019, Google ha introdotto due nuovi attributi: rel="sponsored" per i link commerciali o pubblicitari, e rel="ugc" per i link generati dagli utenti. Contestualmente, ha trasformato il nofollow da direttiva vincolante a suggerimento: oggi Google può scegliere di seguire anche un link nofollow se lo ritiene pertinente.

Questo cambiamento ha conseguenze pratiche rilevanti per chi compra backlink:

  • Dofollow — resta il formato più efficace per trasferire link equity. È il tipo di link su cui si concentra la maggior parte degli investimenti in link building.
  • Sponsored — è l’attributo corretto per i link acquistati, secondo le linee guida di Google. Molti venditori evitano di usarlo per non segnalare la natura commerciale del link, ma la mancata dichiarazione espone a rischi maggiori in caso di revisione manuale.
  • Nofollow — un link nofollow da un sito editoriale autorevole continua ad avere valore indiretto: porta traffico referral, aumenta la diversità del profilo backlink e può essere comunque valutato da Google come segnale di menzione.

Un avvertimento pratico: alcuni venditori dichiarano di offrire link dofollow, ma inseriscono il link in widget di sidebar o footer dove viene aggiunto automaticamente nofollow dal CMS. Prima di pagare, verifica sempre il codice sorgente della pagina pubblicata. Per capire meglio la distinzione tecnica tra link follow e nofollow, ho scritto una guida tecnica specifica che ti consiglio di consultare.

Quanto costa comprare backlink: prezzi reali per fascia di autorità

Il costo di un backlink dipende principalmente dall’autorità del sito ospitante, dalla pertinenza tematica e dalla qualità editoriale del contenuto. Nel mercato italiano 2026, i prezzi si distribuiscono in quattro fasce principali.

Fascia DR (Ahrefs)Range di prezzo indicativoProfilo tipo del sito
DR 10–2030–80 €Blog di settore, siti locali, editori emergenti
DR 20–3080–250 €Testate tematiche consolidate, siti di media autorità
DR 30–60250–600 €Portali editoriali nazionali, siti con traffico reale elevato
DR 60+600–2.000 €+Grandi testate giornalistiche, media nazionali

Un elemento spesso sottovalutato: la nicchia del sito ospitante incide significativamente sul prezzo. Siti che trattano finanza, assicurazioni, diritto e salute — le cosiddette nicchie YMYL (Your Money or Your Life) — applicano tariffe mediamente più alte del 40-60% rispetto a siti generalisti con metriche comparabili, per due motivi: il traffico organico in queste nicchie vale di più in termini commerciali, e i siti autorevoli in questi settori sono più selettivi nell’accettare contenuti sponsorizzati.

Fattori che influenzano il prezzo di un backlink

Il Domain Rating da solo non racconta tutto. Un link da un sito con DR 50 e traffico organico mensile verificabile di 20.000 visite vale oggettivamente più di un link da un sito con DR 70 costruito attraverso link interni o scambi reciproci in reti chiuse, con traffico organico quasi nullo.

I fattori che determinano il prezzo reale di un backlink sono:

  • Traffico organico reale: verificabile con Ahrefs o SEMrush. Un sito con traffico stabile o in crescita vale più di uno con traffico stagnante o in calo.
  • Posizione del link nella pagina: un link nel body editoriale dell’articolo ha un peso diverso rispetto a uno in footer o sidebar, dove i CMS applicano spesso nofollow automaticamente.
  • Nicchia tematica: come sopra, finance e legal costano di più per ragioni strutturali di mercato.
  • Tipo di anchor text: anchor text esatta su keyword competitiva può costare un supplemento rispetto a un anchor branded o generico.
  • Garanzia di permanenza: molti editori non garantiscono la permanenza del link oltre i 12 mesi. Una garanzia contrattuale allunga la vita utile dell’investimento e dovrebbe riflettersi nel prezzo.
  • Contenuto incluso o escluso: alcuni editori pubblicano solo il link, altri richiedono un guest post completo. Se il contenuto è incluso nel prezzo, va considerato nella valutazione del costo totale.

Come valutare la qualità di un backlink prima di acquistarlo

Valutare la qualità di un backlink prima dell’acquisto significa analizzare il sito ospitante su almeno sei dimensioni, non limitarsi a controllare una singola metrica come il DR o il DA.

Checklist operativa di valutazione:

  1. Spam Score (Moz): uno spam score superiore al 30% è un segnale d’allarme significativo. Indica che il dominio condivide caratteristiche strutturali con siti penalizzati. Sotto il 5% è nella norma.
  2. Traffico organico reale: apri il sito su Ahrefs o SEMrush e controlla il grafico storico del traffico. Un sito che ha perso il 70% del traffico negli ultimi sei mesi è probabilmente stato colpito da un aggiornamento algoritmico. Evitalo.
  3. Pertinenza tematica: il sito ospitante deve trattare argomenti coerenti con la tua nicchia. Un link da un portale di cucina verso un sito di ingegneria industriale è poco efficace perché manca la rilevanza semantica che Google premia.
  4. Rapporto link in entrata/uscita: un sito con pochi link in entrata ma centinaia di link in uscita verso domini diversi è spesso un link seller costruito ad hoc. Controlla quanti siti unici linkano il dominio ospitante.
  5. Qualità del contenuto editoriale: leggi gli ultimi tre o quattro articoli pubblicati. Se il sito pubblica contenuti thin, generici o generati automaticamente, il link che riceverai sarà percepito da Google come proveniente da una fonte di scarso valore editoriale.
  6. Presenza di altri link sponsorizzati visibili: un sito che già pubblica decine di guest post con anchor text ottimizzate è più esposto al rischio di essere riconosciuto come link farm da Google. Un numero moderato di contenuti sponsorizzati è accettabile; un’overload è un red flag.

Per approfondire la tecnica del broken link building, che rappresenta un’alternativa organica all’acquisto, ho scritto una guida specifica sul mio sito.

Glossario delle metriche per valutare i backlink: DR, DA, ZA, TF e CF

Ogni strumento SEO produce metriche proprie, calcolate con metodologie diverse. Usarle in modo intercambiabile porta a errori di valutazione.

  • DR — Domain Rating (Ahrefs): misura la forza del profilo backlink di un dominio su una scala da 0 a 100. È una metrica relativa e logaritmica: salire da DR 20 a DR 40 richiede molto meno sforzo che salire da DR 60 a DR 80. Tende a essere più accurata per i domìni con profili backlink complessi e internazionali.
  • DA — Domain Authority (Moz): misura analoga al DR ma calcolata dall’indice di crawl di Moz, che copre un sottoinsieme più piccolo del web rispetto ad Ahrefs. Utile come metrica comparativa, ma può sovrastimare domìni con link artificiali se questi sono stati acquisiti da fonti che Moz non ha ancora penalizzato nel suo modello.
  • ZA — Zoom Authority (SEOZoom): metrica proprietaria di SEOZoom che riflette il numero e la qualità delle keyword per cui un sito si posiziona organicamente nella SERP italiana. È particolarmente utile per valutare la reale visibilità di un dominio nel mercato italiano, indipendentemente dal suo profilo backlink grezzo.
  • TF — Trust Flow (Majestic): misura la qualità dei link in entrata calcolando la “distanza” del dominio da un insieme di seed site considerati autorevoli. Un TF alto indica che il sito riceve link da fonti fidate. È la metrica più difficile da manipolare artificialmente.
  • CF — Citation Flow (Majestic): misura la quantità dei link in entrata indipendentemente dalla qualità. Il rapporto TF/CF è molto indicativo: un sito con CF molto più alto del TF ha ricevuto molti link di bassa qualità. Idealmente, il rapporto TF/CF dovrebbe essere superiore a 0,5.

Quale privilegiare? Per la valutazione rapida uso DR di Ahrefs come benchmark iniziale e ZA per il mercato italiano. Per un’analisi approfondita della qualità, aggiungo TF/CF di Majestic. Il DA di Moz lo consulto come confronto secondario.

Rischi e penalizzazioni Google: cosa dice davvero la policy sui link a pagamento

Acquistare backlink non è illegale, ma viola le Spam Policies di Google Search Central, che classificano i link commerciali non dichiarati come parte di uno schema di link artificiale. Le conseguenze possono essere di due tipi: penalizzazione algoritmica (gestita da Penguin) e penalizzazione manuale applicata dai Quality Rater.

Questa distinzione è importante. L’aggiornamento Google Penguin, integrato nell’algoritmo core dal 2016, opera in tempo reale e devaluta il valore dei link giudicati manipolativi senza necessariamente abbassare il ranking del sito. La penalizzazione manuale, invece, colpisce in modo diretto e richiede una procedura di reconsideration request per essere rimossa.

I fattori che aumentano concretamente il rischio:

  • Acquistare link da siti con spam score elevato o con traffico artificiale
  • Concentrare troppi link in un breve periodo (spike anomali nel profilo backlink)
  • Usare anchor text esatte ripetute in modo sistematico
  • Comprare link da siti palesemente costruiti per vendere link (pochi contenuti propri, decine di guest post, scarso traffico organico)
  • Non usare l’attributo sponsored su link che sono palesemente commerciali

Come mitigare il rischio:

  • Diversificare le fonti: comprare link da siti diversi per nicchia, autorità e tipologia editoriale
  • Mantenere una frequenza di acquisizione mensile costante e moderata, non comprare cinquanta link in una settimana
  • Usare una distribuzione di anchor text naturale (vedi sezione successiva)
  • Selezionare siti con traffico organico reale e contenuto editoriale autentico
  • Evitare le pratiche black hat SEO come l’acquisto di link da PBN o link farm

Se hai acquistato link di bassa qualità in passato, il Disavow Tool di Google Search Console permette di segnalare a Google quali backlink disconoscere, riducendo l’impatto negativo di un profilo compromesso. Non è una soluzione immediata — può richiedere mesi — ma rimane lo strumento di recovery più efficace disponibile.

La conclusione pratica è questa: il rischio non è nell’atto di comprare un backlink, ma nel comprarlo male. Un link da un sito autorevole, pertinente, con contenuto editoriale autentico e traffico reale, inserito in una strategia diversificata, è molto meno rischioso di quanto molti pensino.

Strategia di anchor text per i backlink acquistati: la distribuzione che funziona

L’anchor text è il testo cliccabile del link. Sovra-ottimizzarlo — cioè usare sistematicamente anchor text esatte con la keyword target — è ancora oggi uno dei trigger più frequenti per le penalizzazioni algoritmiche di Penguin. Capire la corretta ottimizzazione dell’anchor text è fondamentale prima di avviare qualsiasi campagna di acquisto.

Una distribuzione naturalistica del profilo anchor text si divide generalmente in queste categorie:

Tipo di anchor textEsempio% consigliata (sito maturo)% consigliata (sito nuovo)
Branded“Max Del Rosso” / “NomeSito.it”35–40%40–50%
Naked URL“www.nomesito.it”15–20%20–25%
Generico“clicca qui” / “scopri di più”10–15%10–15%
Anchor parziale“strategie di link building”20–25%15–20%
Anchor esatta“comprare backlink”5–10%2–5%

Queste percentuali non sono regole fisse ma indicatori di buon senso: un profilo backlink con il 70% di anchor text esatte è un profilo che urla artificiosità. Google riconosce che i link naturali raramente contengono la keyword target come testo ancorato.

Differenze tra sito nuovo e sito maturo:

Un sito appena lanciato o con pochi backlink esistenti deve privilegiare anchor branded e naked URL. Comprare i primi link con anchor keyword esatta espone il dominio a un segnale anomalo evidente. Un sito già consolidato, con un profilo backlink diversificato, può incorporare una quota maggiore di anchor parziali e un numero limitato di anchor esatte senza che il pattern risulti sospetto.

Un errore frequente che vedo nelle campagne gestite prima che un cliente mi contatti: comprare dieci link consecutivi con la stessa anchor text esatta verso la stessa pagina. Anche se i siti ospitanti sono di qualità, quel pattern di anchor è riconoscibile. Meglio variare sistematicamente il testo ancorato anche quando l’obiettivo è ottimizzare un’unica keyword target.

Marketplace vs outreach manuale: quale scegliere per la tua strategia

CriterioMarketplaceOutreach manuale
Costo per linkPrezzo fisso, spesso più bassoVariabile, può essere zero o molto alto
Tempo investitoBasso (piattaforma gestisce la relazione)Alto (ricerca, contatto, negoziazione)
Controllo qualitàLimitato ai filtri della piattaformaTotale, verifichi ogni sito manualmente
ScalabilitàAltaBassa (collo di bottiglia nell’outreach)
Rischio penalizzazioneMedio (dipende dalla cura nella selezione)Basso (se fatto con metodo)
Pertinenza tematicaMedia (dipende dal catalogo disponibile)Alta (cerchi esattamente il sito che ti serve)

La scelta non è binaria: molte strategie efficaci combinano l’outreach manuale per i link più strategici — quelli da siti con cui vale la pena costruire una relazione editoriale duratura — con l’uso delle piattaforme per integrare il volume di acquisizione su siti verificati. Per approfondire le differenze tra digital PR e link building, ho scritto un articolo dedicato che chiarisce quando conviene usare ciascun approccio.

Tempi realistici: quando vedrai i risultati dopo aver acquistato backlink

Comprare un backlink non produce un risultato immediato in SERP. La catena di eventi che porta al miglioramento del posizionamento ha tempi propri, influenzati da più variabili.

Timeline indicativa dall’acquisto al risultato:

  • Settimana 1-4: il sito ospitante pubblica il guest post. Google deve scansionare e indicizzare la pagina contenente il tuo link. In media questo avviene entro una o due settimane dalla pubblicazione, ma può richiedere più tempo su siti con crawl budget ridotto.
  • Mese 1-2: il link inizia a essere riconosciuto dall’algoritmo. Il Domain Rating del tuo dominio può iniziare a registrare variazioni su Ahrefs, ma il segnale è ancora debole.
  • Mese 2-4: il segnale del link viene incorporato nel calcolo del posizionamento. Per keyword a bassa competitività, puoi osservare movimenti significativi in questa finestra temporale.
  • Mese 3-6: la finestra tipica per osservare variazioni di posizionamento su keyword di media competitività. Per keyword molto competitive, in nicchie affollate, i tempi si estendono ulteriormente.

I fattori che accelerano i risultati includono: l’autorità di partenza del dominio (un sito già posizionato reagisce più velocemente ai nuovi link), la pertinenza tematica del sito ospitante, la qualità del contenuto della pagina linkata e la competitività della SERP target.

I fattori che rallentano i risultati sono: bassa frequenza di scansione del sito ospitante, scarsa qualità del contenuto della pagina di destinazione, eccessiva competitività della keyword target, profilo backlink del dominio già penalizzato o con molti link tossici non disavowati.

Una frequenza sostenibile e naturale di acquisizione si colloca tra due e sei backlink al mese per un sito in fase di crescita, con picchi occasionali giustificabili da eventi editoriali (lancio prodotto, campagna PR, pubblicazione di una ricerca originale). Acquisire trenta link in un mese e poi fermarsi per sei mesi è un pattern anomalo che gli algoritmi riconoscono.

Acquista backlink con il mio servizio: come iniziare

Il mio servizio di link building si rivolge a e-commerce, professionisti, agenzie e aziende che vogliono costruire un profilo backlink solido nel mercato italiano — o in mercati esteri specifici — con un approccio verificabile e privo di scorciatoie rischiose.

Cosa include il servizio:

  • Analisi preliminare gratuita del profilo backlink esistente con Ahrefs e Majestic
  • Identificazione di eventuali link tossici da disavow prima di avviare la campagna
  • Selezione manuale dei siti ospitanti con verifica di tutte le metriche descritte in questa guida
  • Produzione del guest post ottimizzato con anchor text concordate
  • Verifica dell’indicizzazione del link dopo la pubblicazione
  • Report mensile con URL pubblicati, metriche dei siti al momento dell’acquisto e aggiornamenti sulle variazioni di posizionamento

Il processo di onboarding è semplice:

  1. Mi contatti attraverso la pagina dedicata
  2. Condividi l’URL del tuo sito, le keyword prioritarie e gli obiettivi SEO
  3. Analizzo il profilo backlink esistente e propongo una strategia personalizzata
  4. Concordiamo budget, frequenza e criteri di selezione dei siti
  5. Inizia la campagna

Lavoro esclusivamente con approccio white hat: nessun PBN, nessun link farm, nessuna scorciatoia che potrebbe compromettere il lavoro svolto nel lungo periodo. I clienti che mi contattano vengono da esperienze con agenzie che avevano acquistato pacchetti di link economici — e i risultati di quella pulizia iniziale richiedono spesso mesi di lavoro.

Se sei alle prime armi con la SEO off-page o vuoi capire meglio il contesto in cui si inserisce la link building, ti consiglio di leggere anche la mia guida sul significato della link earning come complemento naturale all’acquisto di link.

FAQ

Clicca sulla domanda per visualizzare la risposta.

Cosa si intende per backlink e perché sono importanti per la SEO?

Un backlink è un collegamento ipertestuale proveniente da un sito esterno che punta a una pagina del tuo dominio. Google interpreta ogni backlink da una fonte autorevole come un segnale di fiducia: più link di qualità riceve una pagina, maggiore è la probabilità che si posizioni in alto nelle SERP. I backlink restano uno dei fattori di ranking più influenti secondo la documentazione ufficiale di Google Search Central.

Come posso ottenere backlink di qualità per il mio sito?

I metodi principali per ottenere backlink di qualità sono: acquistare guest post su siti editoriali autorevoli e pertinenti, fare outreach manuale verso proprietari di siti nella tua nicchia, produrre contenuti originali che guadagnino link in modo naturale (link earning), e sfruttare la tecnica del broken link building per sostituire link rotti su siti di settore. Ogni metodo richiede un’analisi preliminare delle metriche dei siti target.

La SEO è a pagamento? Devo pagare per posizionarmi su Google?

La SEO organica non prevede pagamenti diretti a Google per il posizionamento nelle SERP, al contrario delle campagne Google Ads. Tuttavia, ottenere risultati SEO rilevanti richiede investimenti in attività come produzione di contenuti, ottimizzazione tecnica e link building. Comprare backlink da siti autorevoli è uno degli investimenti più comuni nella SEO off-page, distinto dai costi delle campagne pubblicitarie a pagamento per clic.

Quanto costa il link building e comprare backlink in Italia?

Nel mercato italiano 2026, un backlink su un sito con DR 20-40 costa tra 30 e 80 euro. Per siti con DR 40-60 il range è 80-250 euro, mentre per siti con DR 60-80 si sale a 250-600 euro. I grandi portali editoriali nazionali (DR 80+) possono superare i 1.000 euro per link. Siti in nicchie YMYL come finanza e salute applicano tariffe mediamente più alte del 40-60%.

Comprare backlink è rischioso? Google può penalizzare il mio sito?

Il rischio esiste ma è gestibile. Google penalizza i link scheme artificiali, non ogni singolo link acquistato. Il rischio aumenta sensibilmente se si comprano link da siti con spam score alto, se si concentrano molti link in poco tempo, o se si usa sempre la stessa anchor text esatta. Una strategia diversificata, con siti editoriali di qualità verificata e una distribuzione naturale degli anchor text, riduce il rischio in modo significativo.

Qual è la differenza tra backlink dofollow e nofollow?

Un backlink dofollow trasferisce link equity alla pagina di destinazione, contribuendo direttamente al posizionamento organico. Un backlink nofollow porta l’attributo rel=”nofollow” che originariamente impediva a Google di seguire il link. Dal 2019, Google tratta il nofollow come suggerimento, non come direttiva vincolante, e può scegliere di seguire comunque il link. Esiste anche l’attributo sponsored, corretto per i link commerciali acquistati.

Quanto tempo ci vuole per vedere i risultati dopo aver comprato backlink?

Il link viene in genere indicizzato entro una o due settimane dalla pubblicazione. L’impatto sul Domain Rating diventa visibile in 1-2 mesi. Le variazioni di posizionamento per keyword di media competitività si osservano tipicamente tra il terzo e il sesto mese dall’acquisizione. Per keyword molto competitive i tempi si allungano ulteriormente. La velocità dipende dall’autorità del sito ospitante, dalla qualità della pagina di destinazione e dalla competitività della SERP target.