Il Posizionamento sui motori di ricerca

posizionamento seoDa qualche anno il posizionamento sui motori di ricerca è diventato sempre più appetibile. Per quale motivo? Gli utenti utilizzano sempre più spesso internet per trovare ciò di cui hanno bisogno e, in generale, adoperando almeno 3 tipi di query diverse:

  1. le ricerche di tipo informazionale (come si fa il BBQ?)
  2. le ricerche di tipo navigazionali (Amazon)
  3. le ricerche di tipo transazionale (PC in offerta)

Ovviamente, dal punto di vista SEO le query più interessanti e a buon tasso di conversione sono le ultime, le query di tipo transazionale. Con queste ricerche l’utente chiede al motore di ricerca di fatto consigli su come effettuare una certa transazione, per lo più un acquisto.

Riuscire a posizionare il proprio sito e ottenere una buona visibilità sui motori di ricerca rispetto ad una chiave di tipo transazionale è fondamentale per riuscire a monetizzare. Ad esempio un sito di vendita on line di prodotti per bambini, posizionato con la chiave transazionale ‘pannolini per bebè naturali’, riuscirà ad ottenere un’ottima visibilità e, a patto che il sito sia valido e l’e-commerce funzionale, un buon guadagno.

Attenzione, però, le chiavi di questo tipo sono quasi sempre molto competitive e ad alto tasso di concorrenza e dunque posizionare il sito sui motori di ricerca gratis è  a volte una chimera. A meno di non voler utilizzare chiavi di ricerca di tipo long tail (a coda lunga, ovvero composte da più termini di ricerca, in genere almeno 5-6) e a più basso volume di ricerca (per esempio ‘pizzeria con parcheggio interno vicino stazione treni’), è importante riservare un certo budget alle attività di promozione del proprio sito.

Prima pagina di Google? Ecco come!

seo prima pagina googleUn consulente SEO, in generale, non ha la bacchetta magica e riuscire a posizionare un sito in tempi molto rapidi è pressoché impossibile. Si tratta di un processo che necessita di tempo, per riuscire a ottenere un posizionamento su Google in prima pagina che sia duraturo.

Ma quali sono gli errori più comuni che impediscono il posizionamento in prima pagina? Eccovi qualche esempio:

  • se il sito utilizza https, presenza di contenuti misti
  • contenuti duplicati
  • testi di bassa qualità, troppo brevi, non utili per l’utente
  • negative SEO e presenza di backlink riconducibili a spam
  • struttura del sito caotica
  • bassa qualità di ottimizzazione on site (meta tag non ottimizzati, URL troppo lunghe, etc.)

In questo senso all’inizio di un’attività SEO è bene fare un SEO Audit, per esempio sfruttando un tool come SEMrush, che sia in grado di mettere in evidenza tutti gli aspetti su cui intervenire. Screaming Frog è un’ottima alternativa in grado di individuare errori di tipo 404, immagini troppo pesanti, meta tag duplicati o mancanti e molto altro.

Visibilità su Google, come monitorarla?

monitorare visibilita siti webUna volta terminata la correzione degli errori e avendo l’accortezza di migliorare anche i tempi di caricamento del sito – da oggi fattore di ranking – è giunto il momento di occuparsi della visibilità del sito su Google.

Come fare? Se non si ha idea delle chiavi da monitorare ci si può affidare a Search Console, report di analisi delle ricerche, per visualizzare tutte le parole chiave con cui il sito è visibile su Google. In alternativa occorre fare una lista, puntuale, delle keyword con cui ci si intende posizionare.

Vanno selezionate keyword pertinenti e sufficientemente specifiche, evitando di scegliere chiavi troppo generiche e di difficile, se non impossibile, posizionamento. Ad esempio, sarà molto dura, per un sito e-commerce, riuscire a competere con una chiave quale ‘croccantini’. Molto meglio optare per chiavi più lunghe, più specifiche e che presentano una bassa competitività.

Uno strumento molto utile che consente di verificare ciò è lo strumento di analisi delle parole chiave di Google AdWords che permette, tra l’altro, di individuare le migliori parole chiave sulla base della tematica del sito.

Posizionamento su Google, i passi da compiere

Come abbiamo visto non sempre la fase di ottimizzazione on site è sufficiente per poter ottenere un buon posizionamento su Google. In settori molto competitivi è opportuno utilizzare tecniche di link building e digital PR per poter scalare la SERP e apparire nei primi posti.

Ovviamente in questo processo sarà importante monitorare accuratamente i backlink via via ottenuti e il risultato in termini di posizionamento rispetto alle parole chiave prescelte. Si potrà quindi utilizzare uno strumento di verifica del posizionamento – gratuito o a pagamento – per tenere traccia, giorno dopo giorno, dei movimenti.

È importante anche verificare la qualità dei backlink che si ricevono e ricorrere allo strumento di Disavow di Google in caso di presenza di link sospetti, di bassa qualità o di spam.

Il digital PR consente di svolgere una link building di altissima qualità potendo contare su siti ad alto trust e che trasferiscono il giusto juice al sito linkato. Di cosa si tratta? Ogni sito ha un valore ben preciso secondo Google e, tramite link, una parte di questo valore viene trasferito al sito di cui è presente il collegamento.

Il digital PR consiste nell’ottenere link da siti a tema e ad alto trust così da ottenere valore agli occhi di Google e migliorare così il posizionamento organico del proprio sito. Perché parliamo di posizionamento organico?

Per distinguerlo dal posizionamento via Ads, a pagamento, dovuto alla pubblicazione di annunci tramite Google AdWords.

All’inizio, affidarsi a Google AdWords, o ad altri sistemi di sponsorizzazione a pagamento, può essere conveniente, per riuscire ad essere visibili sul motore di ricerca nell’attesa di ottenere un posizionamento (e traffico) organico. Si tratta, però, di una spesa costante nel tempo e che può essere molto alta nel caso di settori particolarmente competitivi (finanza, hi-tech per esempio). Il posizionamento organico, al contrario, comporta un investimento iniziale che viene però ripagato nel tempo, perché in genere molto duraturo.

Se si fa molta attenzione, come abbiamo detto, alla qualità dei link in entrata, si mantiene il sito in ordine, si effettua di tanto in tanto un SEO audit correggendo gli errori e se si producono contenuti di qualità, sarà possibile mantenere quasi inalterato il posizionamento raggiunto.

Come verificare il posizionamento del tuo sito?

Hai un sito web? Hai un blog che gestisci in modo amatoriale? Ti sarai certamente chiesto come sia possibile verificare il posizionamento del tuo sito su Google, ovvero capire come viene mostrato, nella pagina dei risultati di ricerca o SERP (Search Result Page), ai tuoi utenti.

Dopotutto uno dei vantaggi di internet e dei motori di ricerca è riuscire ad ottenere visibilità a costo molto ridotto, se non pari a 0, proprio sfruttando il ranking del sito. Infatti, diversamente da ciò che accade con la pubblicità tradizionale (TV, stampa, radio e così via), il motore di ricerca dà la giusta visibilità in base alla qualità dei siti e permette dunque di promuovere i proprio prodotti o servizi in maniera molto più economica ed efficace.

Perché efficace? Molte ricerche sono geolocalizzate (cercare “pizzeria” a Milano produrrà risultati differenti rispetto alla stessa ricerca effettuata a Roma), e dunque è possibile mostrare il proprio sito web soltanto alle persone effettivamente interessate, se non altro per motivi logistici.

Indicizzazione e posizionamento: qual è la differenza?

Se, dunque, si è lavorato bene dal punto di vista dei contenuti (originali e ben scritti) e dei link in entrata (grazie a link building e pubblicazione di guest post di alta qualità e valore), è giunto il momento di controllare il posizionamento del proprio sito. Ovviamente, occorre dapprima individuare le giuste parole chiave con cui monitorare la posizione in Google.

 

Ma facciamo un passo indietro: prima di ogni cosa è bene verificare l’indicizzazione del sito (tramite il comando site:dominio, da digitare direttamente nella casella di ricerca Google). In questo modo sarà possibile controllare che il sito sia visibile ai motori di ricerca. Ricordate, però, indicizzazione non è posizionamento. Non è detto, cioè, che un sito indicizzato sia ben posizionato su Google.

La verifica tramite il comando “site” vi permette esclusivamente di capire se Google sta o meno indicizzando il vostro sito, ovvero se il crawler del motore di ricerca sta facendo il suo lavoro.

Quali keyword monitorare?

Esclusi errori di mancata indicizzazione (che potrebbero dipendere, per esempio, dal file robots.txt non ottimizzato a dovere), è ora giunto il momento di trovare le migliori chiavi con cui monitorare l’andamento del posizionamento su Google.

Nel caso di un blog, per esempio, le parole chiave potrebbero essere moltissime e potenzialmente molto numerose per ogni articolo scritto e indicizzato. Nel caso, invece, di un sito vetrina di un professionista, al contrario, le keyword da monitorare potrebbero essere molte di meno.

Come fare quindi? A breve vedremo alcuni strumenti che vengono in nostro soccorso, per il momento basti sapere che esistono strumenti che ricavano il posizionamento in base a keyword selezionate direttamente da noi e altri tool, più complessi, che mostrano tutte le parole chiave con le quali il sito risulta posizionato.

Nel primo caso, dunque, bisognerà dare in pasto al tool le chiavi che intendiamo monitorare, nel secondo caso sarà sufficiente indicare il dominio o l’URL e il tool farà tutto al posto nostro.

Anche nel secondo caso, però, presto o tardi, bisognerà soffermarsi ad analizzare le parole chiave, per individuare quelle più promettenti, quelle da scartare o quelle da utilizzare in un secondo momento, così da ottimizzare le successive fasi di link building o ottimizzazione SEO on site.

Come verificare dunque il posizionamento SEO del nostro sito? Ecco alcuni tool che fanno al caso nostro.

1.     Search Console – Analisi delle ricerche

google search consoleIl tool Analisi delle ricerche è uno dei più semplici e al tempo stesso più complessi per le numerose potenzialità che offre. La verifica della posizione di un sito è del tutto automatica, in quanto – una volta cliccato sul rapporto – verranno immediatamente visualizzate le parole chiave con cui il sito risulta visibile su Google.

Sarà possibile verificarne le impressioni, i clic, la posizione media. I grafici sono molto intuitivi e semplici da utilizzare ma, al tempo stesso, per analisi più approfondite, è necessaria un po’ di pratica. Grazie a questo strumento possiamo monitorare in modo pratico e veloce la posizione del sito su Google, ricordando però che si tratta di un posizionamento medio, rispetto al periodo selezionato (7 giorni, 28 giorni o 90 giorni).

2.     SEMrush

SEMrush analisi seo sitoIl rapporto Posizioni ricerca organica oppure il tool Position Tracking permettono di controllare la posizione di un sito su Google. Sarà possibile verificare l’elenco di parole chiave con cui il sito è visibile sul motore di ricerca, la posizione attuale e quella precedente, il volume di ricerca (ovvero il numero di ricerche medie mensili), la difficoltà di posizionamento della keyword, l’URL posizionata, la percentuale di traffico SEO organico in entrata e molto altro.

Si tratta, però, di uno strumento a pagamento, ideale per consulenti SEO e agenzie.

3.     SERPLAB

serplab.co.ukSi tratta di un tool gratuito, se non altro nelle funzionalità base, molto semplice da utilizzare. A differenza dei primi due esaminati, però, in questo caso sarà necessario indicare le parole chiave da monitorare per ciascun dominio. Occorre quindi conoscere le keyword per le quali è necessario verificare il posizionamento sul motore di ricerca.

 È per questo motivo un tool ideale per agenzie e consulenti SEO perché, in una sola schermata è possibile tenere d’occhio il posizionamento dei propri clienti, potendo contare inoltre su un aggiornamento automatico impostato, di default, ogni 24 ore.

4.     Small SEO Tools – Keyword Rank Checker

Small SEO ToolsIl tool on line sviluppato da Small SEO Tools funziona in un modo molto similare a SERPLAB.co.uk.

Occorre indicare il dominio che si intende monitorare, la lingua (Google.it, Google.com, Google.co.uk, etc.) e fino a 10 parole chiave di cui verificare la posizione SEO. Il tool è gratuito e molto preciso e permette di verificare, in assoluta semplicità, la posizione sul motore di ricerca delle parole chiave indicate.

È un tool base, ideale per i principianti, meno per agenzie e consulenti che hanno necessità di mantenere uno storico e potrebbero voler puntare su tool più performanti e personalizzabili.

5.     GEOranker

georankerIl tool, disponibile anche in versione a pagamento senza limiti, permette di monitorare il posizionamento per città, a livello di nazione, su mobile o desktop. È un tool molto completo e facile da utilizzare.

Registrandosi si ha la possibilità di poter salvare i propri report, da consultare on line successivamente.

6.     SERPS.com – Keyword Rank Checker

serpsInfine, il tool di SERPS.com permette di verificare il posizionamento mobile oltre che da una specifica località, per un maggior controllo su ricerche geolocalizzate.

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